lunedì 19 dicembre 2016

Pionieri

Mio padre lavorava per la IBM e alla fine del 1963 venne assegnato per quasi un anno allo stabilimento di San José in California. Io avevo pochi mesi e non ricordo nulla, ma le fresche memorie di quel viaggio che risuonavano nelle conversazioni dei miei genitori, rinfrescate da una quarantina di filmini in 8mm proposti annualmente (Yosemite, Golden Gate, Monterey, Marco -io- che cammina a Beverly Hills o a Disneyland, ecc.) hanno ossessionato la mia infanzia. Per le mie sorelle doveva essere anche peggio, perché - essendo nate dopo - non avevano neanche il piacere di rivedersi nei filmini. Ma assieme ai ricordi i miei avevano portato a casa valanghe di oggetti: la stessa cinepresa, una macchina per il montaggio dei film che ho scoperto da poco e che credo mio padre non abbia mai usato, un televisore, un albero di Natale argentato, molti contenitori Tupperware, moltissime altre cose che ora non mi sovvengono, e una ventina di LP. Del tutto ignari dell'epopea rock, ma anche della Beatlemania (i Fab Four giunsero negli USA mentre eravamo lì) i miei, ma penso soprattutto mio padre, si lasciarono affascinare da artisti molto diversi tra loro: un suonatore di koto giapponese, il tenore Mario Lanza, Nat King Cole e diversi altri. Tutta musica che da bambino cercavo di scoprire utilizzando il sistema compatto Grundig, acquistato in seguito, nel 1967 il cui giradischi andava a 16,  33, 45 e 78 giri (a 16 giri l'unico disco disponibile a casa era uno sgorbietto di vinile molle allegato al National Geographic, se non ricordo male). Tra i molti 33 giri invece quelli che mi divertivano di più erano due album di canzoni "dei cowboy". Per molto tempo, grosso modo ai tempi delle elementari, li ho ascoltati a casa con discreto piacere. Fuori da casa mi piacevano prima Celentano (Il ragazzo della via Gluck, Azzurro) poi Battisti (Acqua azzurra, acqua chiara, I giardini di marzo) e su questi mi confrontavo coi miei amici. In casa ascoltavo "i cowboy" con canzoni che nessuno dei miei amici conosceva, perché i loro genitori non erano stati in America. In qualche angolo della testa pensavo che quei dischi fossero opere semiclandestine persino negli USA, suonate da artisti fantasma. Poi un giorno, qualche anno fa, mi capitò di sentire la canzone "El Paso", che era una di quelle coverizzate dai "cowboy" e mi si è aperto un mondo. Ho cercato informazioni e ho scoperto molte cose. Intanto la "band" si chiamava "The Sons of the Pioneers", attiva dal 1933! con 41 membri diversi. E poi i testi, meraviglia! A una prima analisi tra le parole più frequenti nelle loro canzoni sono: saddle (sella), tumbleweed (cespuglio rotolante) e Wyoming. Non voglio togliere molto gusto nella scoperta della band, così rimando alla loro voce su Wikipedia, vi basti sapere che quando in un western anni Cinquanta o Sessanta si canta la notte in un accampamento improvvisato attorno al fuoco, spesso i cantanti di contorno sono loro. Ma la vera scoperta, per me, è che i dischi che ascoltavo - che io pensavo irreperibili al mondo, sono disponibili su Spotify. Non sono i loro migliori, ma sono probabilmente quelli che andavano per la maggiore nel 1963-64: The Lure of the Tumbleweed Trail e The Best of The Sons of the Pioneers. Sfortunatamente non sono su youtube, e allora posto forse la loro canzone più famosa.


Ma prima di chiudere, vorrei postare anche il testo e video della già citata El Paso, la canzone che mi ha fatto riaprire le indagini sui Sons of the Pioneers (qui nella versione originale di Marty Robbins, quella dei Sons non è disponibile su youtube). Il testo racconta l'amore del protagonista per una bruna messicana, l'intromissione di un wild young cowboy, lo scontro, la fuga e il ritorno. Non è forse la più tipica tra la canzoni coverizzate dai Sons of the Pioneers (troppo norteña), ma certamente una delle migliori. Ps: dashing and daring si potrebbe tradurre con "baldo e spavaldo", spostando l'assonanza anglosassone verso una rima latina. Me la passi, Marco Rossari?

"El Paso"
Out in the West Texas town of El Paso
I fell in love with a Mexican girl
Nighttime would find me in Rosa's cantina
Music would play and Felina would whirl

Blacker than night were the eyes of Felina
Wicked and evil while casting a spell
My love was deep for this Mexican maiden
I was in love but in vain, I could tell

One night a wild young cowboy came in
Wild as the West Texas wind
Dashing and daring, a drink he was sharing
With wicked Felina, the girl that I loved

So in anger I
Challenged his right for the love of this maiden
Down went his hand for the gun that he wore
My challenge was answered in less than a heartbeat
The handsome young stranger lay dead on the floor

Out through the back door of Rosa's I ran
Out where the horses were tied
I caught a good one, it looked like it could run
Up on its back and away I did ride

Just as fast as I
Could from the West Texas town of El Paso
Out to the badlands of New Mexico

Back in El Paso my life would be worthless
Everything's gone in life; nothing is left
It's been so long since I've seen the young maiden
My love is stronger than my fear of death

I saddled up and away I did go
Riding alone in the dark
Maybe tomorrow, a bullet may find me
Tonight nothing's worse than this pain in my heart

And at last here I
Am on the hill overlooking El Paso
I can see Rosa's cantina below
My love is strong and it pushes me onward
Down off the hill to Felina I go

Off to my right I see five mounted cowboys
Off to my left ride a dozen or more
Shouting and shooting, I can't let them catch me
I have to make it to Rosa's back door

Something is dreadfully wrong for I feel
A deep burning pain in my side
Though I am trying to stay in the saddle
I'm getting weary, unable to ride

But my love for
Felina is strong and I rise where I've fallen
Though I am weary I can't stop to rest
I see the white puff of smoke from the rifle
I feel the bullet go deep in my chest

From out of nowhere Felina has found me
Kissing my cheek as she kneels by my side
Cradled by two loving arms that I'll die for
One little kiss and Felina, goodbye.

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