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giovedì 26 marzo 2015

Bufale e antibufale (il Ghana, lo Zambia e Gesù).


Ormai è chiaro anche ai sassi che la notizia del turista italiano Antonio Boretti che portando i sandali, una sciarpa e la barba lunga, sarebbe stato scambiato per Gesù, adorato come tale e ricoperto di doni dalla gente di Chipata (Zambia) è una vera bufala.

Ciononostante ilgiornale.it (complimenti vivissimi), l'huffington post (che se non altro, diversamente da il Giornale, riporta in fondo al pezzo che la notizia potrebbe essere una bufala) e altri media online italiani, come blitz quotidiano, continuano a mantenere la storia sui propri siti. 

Ma perché? Con ogni probabilità sarà giunta anche a loro la voce che molti altri siti come il Messaggerobufale.netViaggi News li hanno additati come estensori di notizie false. Però io credo che abbiano comunque una certa convenienza lasciare le pagine online. Anche se la notizia è falsa, le pagine sono così tanto linkate dai siti che lo segnalano (vedi questo mio stesso post) che avranno un bel numero di click "gratis" da parte di utenti che vanno a vedere di persona quanto sono stati tonti al Giornale o all'Huffington a pubblicare una notizia falsa. E visto che il loro unico scopo è quello di portare a casa dei click, ogni accesso alla pagina si trasforma in piccolo premio all'incompetenza. 

Ma mi pare che nemmeno i numerosi siti che hanno denunciato la bufala abbiano dato il meglio di sé al 100%. 

Tutti hanno scoperto che la notizia originale risale al marzo 2014 e secondo loro era stata lanciata da una serie di siti nigeriani come il Nigerian Watch o Nigeria Films (segnalo subito che in tutti questi passaggi la foto rimane la stessa ed è quella che riporto qua sopra). Secondo questa versione "originale" del marzo 2014 i fatti si svolgevano non nello Zambia, ma in Ghana (a Taifa o a Dansoman) e l'uomo scambiato per Gesù era, di fatto, non un turista italiano, ma un attore che stava girando un film proprio su Gesù Cristo. 

Poi, sempre secondo i siti bene informati, inspiegabilmente la notizia, dopo un anno di silenzio, era stata "rilanciata" in inglese dal Malawi Voice il 18 marzo 2015, spostandola però dal Ghana allo Zambia, (e dall'attore al turista italiano), ma mantenendo la stessa foto (il nome Antonio Boretti, per dire, sembra proprio un'invenzione del Malawi Voice datata 18 marzo 2015). E poi dal Malawi, forse attraverso qualche passaggio intermedio, il contagio della notizia aveva raggiunto Giornale, Huffington Post e altri siti italiani il 25 marzo. Fin qui la spiegazione dei siti che avevano fatto debunking, sgamando la bufala iniziale.
Cercando però più a fondo con la foto (Google da qualche anno ti permette di cercare tramite immagini), ho scoperto che la più vecchia fonte delle notizie è costituita da un altro sito, non nigeriano, ma ghanese. Cioè non è un lancio dei primi di marzo 2014  (come riportano i nostri siti antibufala) ma del 27 febbraio 2014 e il primo sito a raccontare la storia appare essere Ghana Nation con un pezzo a firma di una donna: Maureen Abotsi, cliccando sul nome della quale appare però, stranamente, il profilo di un uomo, tale Dan Soko che sembra essere il pusher primario della notizia, nella sua versione originaria, quella del febbraio 2014.

Ora tutti gli antibufala, oltre a non centrare il nome del "paziente zero", nella loro lodevole azione, gettano sì un meritato fango sul rilancio (con spostamento nello Zambia) effettuato nel 2015 (Malawi-il Giornale- Huffington Post), ma nessuno mette in dubbio la veridicità della notizia "originale" del 2014 (quella ambientata in Ghana).

Nessuno di loro, ad esempio, si è messo a cercare se effettivamente si stesse girando un film su Gesù in Ghana l'anno scorso 
(e se sì, quale) e se sia completamente vero che l'attore sia stato adorato e ricoperto di doni, in Ghana, nel febbraio 2014. O se qualcuno ha fatto questo controllo io non l'ho trovato. Tra l'altro: come si chiamerà questa star del cinema? Si tratta di un bianco: possibile che nessuno dei siti italiani lo abbia riconosciuto? Gli indizi ci portano a pensare che anche nella versione del 2014 la notizia sia una vera bufala. Ma, una volta puntato il dito contro i siti che avevano creduto alla bufala del 2015 ("turista italiano nello Zambia"), anche questi siti sembrano abboccare alla bufala del 2014 ("attore in Ghana").

PS: il Malawi Voice, nella sua sfrontatezza, non solo ha falsificato la notizia spostandola nel tempo avanti di un anno e nello spazio dal Ghana (ammesso che fosse vera anche lì) allo Zambia, ma si è appropriato anche della foto, ponendo la URL del proprio sito stampigliata in rosso sulla foto, come si può notare allargando l'immagine qui sopra (di solito non pubblico foto coperte da copyright, ma questa volta occorre proprio farlo, visto quanto è farlocco quel copyright).

Si dirà: beh, ma lì è l'Africa. Beh, amici, questa pratica è in voga anche in Italia. Il 9 febbraio 2013 ho scattato una foto a Oscar Giannino nel corso di un flash mob di FARE, poi l'ho twittata
e me la sono ritrovata qualche ora dopo in questa fotogallery del Corriere.it (e vabbè...), senza che me lo chiedessero (e vabbè...), CON IL LORO COPYRIGHT (ennò!)

venerdì 27 aprile 2012

Se tanto mi dà Santa.

Dare consigli, da ateo, alla Chiesa Cattolica (e in generale alle chiese cristiane) su come fare proseliti, è peggio che tentare di vendere caloriferi agli eschimesi, è peggio della pioggia sul bagnato, è peggio che tirarsi un boomerang addosso per mostrare al mondo quanto si è precisi nel farlo tornare indietro.
Il mio però non è esattamente un consiglio su come conquistare nuovi fedeli, ma più precisamente un consiglio su come NON perderne in tenera età.
È nozione comune che nella vita di ogni piccolo cattolico moderno, almeno nella stragrande maggioranza dei paesi occidentali, l'insorgere della seconda dentizione si associa con il verificarsi di una delle più grandi disillusioni della vita, un evento che spesso coincide con la perdita dell'innocenza e il definitivo smarrimento nella fiducia nel prossimo: la presa di coscienza che non è Babbo Natale (o, ai miei tempi, Gesù Bambino, Santa Lucia o la Befana) a portare i regali la notte di Natale.
Dal momento stesso in cui ha luogo la sconvolgente scoperta, viene improvvisamente valorizzata quella strana diffidenza che si era già fatta strada nella mente del giovane soggetto nel corso delle settimane precedenti (il disvelamento non arriva quasi mai inaspettato, alcune domande "tecniche" riguardanti la pervietà del camino, la tabella di marcia delle renne, l'apparente ubiquità del vecchio, eccetera, si affastellano tumultuose), mentre la fiducia riposta nei genitori (e in generale negli adulti) viene scossa alle radici. "Avevo fatto bene a diffidare di loro negli ultimi tempi, avevo fatto male a fidarmi, quando ero piccolo".
Insomma: la diffidenza assume rapidamente il ruolo di valore fondante della propria identità adulta.
Passano gli anni, magari quattro, magari otto, e c'è un'altra storia che non torna: la storia di questo giovane uomo nato da una ragazza vergine in Palestina, il quale dice cose molto giuste, ma riesce anche a trasformare l'acqua in vino, a moltiplicare i pani e i pesci, a resuscitare il suo amico Lazzaro e in conclusione perfino se stesso (senza peraltro farsi poi rivedere, una volta resuscitato, dalla folla in piazza a Gerusalemme, ma soltanto ai suoi scarsi discepoli). Una storia che, beh, suona davvero strana. E chi l'ha raccontata al piccolo? Ancora una volta i genitori e altri adulti. Gli stessi che volevano fargli credere che i regali li porta Babbo Natale o persino lo stesso Gesù Bambino! Ma se Gesù, come ora il ragazzetto sa, non è nemmeno capace di portare due giocattolini, perché dovrebbe essere capace di resuscitare dai morti e ascendere al cielo? "Ci sono caduto l'altra volta, perché ero piccolo, ma stavolta non mi fregano più!". Certo, tesoro.
Sembra molto legittimo che nella prima adolescenza molti ragazzi perdano la fede, se sono stati già gabbati, a loro tempo, con la panzana di Babbo Natale e Gesù Bambino.
Concludendo: se la Chiesa Cattolica vuole evitare che molti adolescenti perdano la fede nella prima adolescenza deve combattere come la peste tutte queste manfrine sui regali di Natale e istruire le famiglie più fedeli a dismettere tali pratiche fondando la comunicazione con i bambini sulla verità e la fiducia reciproca: i regali li portano i genitori, ma Gesù è risorto davvero.
Per dire.