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domenica 2 novembre 2014

Trenitalia come Silvan



Facciamola breve: devo prendere un biglietto ferroviario per Roma, andata domani 3 novembre 2014, ritorno il 4 novembre. Nonostante sia titolare di Cartafreccia di Trenitalia, decido che, a parità di condizioni, prendo un Italo. Ho sentito che navigano in cattive acque (sarà vero?) e non è male incoraggiare un po' i competitor (anzi IL competitor, l'unico esistente: Italo) della compagnia dominante (Trenitalia). E poi non ho viaggiato mai con Italo, vorrei farlo almeno per una volta.

Certo, i treni sono leggermente più lenti, ma i pochi minuti in più impiegati da Italo, 24 per la precisione, verranno in parte compensati dal fatto che la Stazione Garibaldi è più vicina al mio punto di partenza. Certo, c'è anche la questione punti Cartafreccia, ma per una volta chissenefrega. Ho deciso: Italo.

Poi però mi collego ai due siti e trovo che i biglietti Italo partono da 86 euro, quelli Trenitalia da 68,80 . Vedi figura 1 qui sotto. Tra andata e ritorno sono 34 euro che ballano. Stiamo parlando del 20%. 





Un po' a malincuore torno sui miei passi e seleziono Trenitalia. Scelgo il mio treno e - sorpresa delle sorprese - i biglietti da 68,80 sono riservati ai titolari di Cartafreccia senior (sopra i 60 anni). Ora gli amici di Trenitalia sanno perfettamente (hanno tutti i miei dati in quanto titolare di Cartafreccia "non senior") che io ho meno di 60 anni, ma con quel trucchetto da illusionisti sono riusciti a farmi selezionare il loro treno.

I biglietti standard costano esattamente come quelli di Italo: 86 euro.
Ma a quel punto la pigrizia, il miraggio dei punti Cartafreccia e i 24 minuti di differenza hanno avuto la meglio. E ho preso l'ennesimo biglietto Trenitalia. In fondo chi siamo noi per ergerci a paladini dell'antitrust? Ma per me, prima o poi, devono andare a zappare.


Lunga vita a Italo, ma soprattutto aridateci Arenaways!

sabato 14 giugno 2014

Ciuf, ciuf: la sfida della modernità.


La modernità è bella, ma ci pone spesso davanti a sfide bizzarre, che richiedono tempismo, flessibilità e apertura mentale. Ciononostante non ha senso cullarsi nella nostalgia di un tempo che non è più.

Poniamo, ad esempio, che nell'anno del Signore 2014, dobbiate partire in treno da Senigallia alla volta di Milano nel tardo pomeriggio di venerdì 27 giugno per una questione indifferibile per poi tornare la mattina successiva per il gran finale del CaterRaduno 2014.

Oltre allo scorno di perdervi i magici Perturbazione sarete costretti a prendere un biglietto e se siete moderni come me, lo farete online. Se vi piace la comodità, rispetto alla velocità vorrete salire a Senigallia e arrivare a Milano senza cambiare treno c'è il Frecciabianca 9826 di Trenitalia che parte alle 17:39 e che vi porta a Milano in 3:46 per 51,50 euro. Volendo sbattersi un po' salire e scendere dal treno, cambiare a Bologna il tempo si abbatte a 3:01, con un piccolo costo supplementare di 6,50 euro per un totale di 58 euro.



Ma se avete qualcuno o qualcosa che vi porta ad Ancona o Pesaro, oppure non siete esattamente a Senigallia, ma nei pressi, c'è Italo. Ora prendendo il treno 9996 alle 18:13 da Ancona (2:56) trovate la soluzione SMART a 32 euro. Eccola qui sotto:




Se invece, udite, udite, salite sullo stesso treno a Pesaro (ovvero un po' più avanti sul tragitto verso Milano) la soluzione SMART non c'è più e spendete minimo 40 euro. Facendo meno strada sullo stesso treno!


Soluzione: se vi trovate a Pesaro e volete andare a Milano con Italo comprate il biglietto da Ancona e salite dopo.

Avvertenza: da ora in poi controllate sempre se sullo stesso treno potete acquistare biglietti da stazioni più lontane, i prezzi potrebbero essere inferiori.

Domanda, leggermente OT: perché sul sito di Trenitalia ti mostrano sempre per prima l'opzione Frecce, ma se poi devi verificare anche "Tutti i treni", devi reimmettere tutti i dati.