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sabato 30 gennaio 2016

La leggenda della retrocessione dell'Inter

Gira da anni in rete la leggenda che l'Inter sarebbe retrocessa nel 1921-22 e poi ripescata. 

Il fatto è semplicemente falso, ma, dato che la sequenza degli avvenimenti è leggermente complessa, è difficile spiegarlo a chi ha già deciso da che parte stare. Tenteremo di farlo lo stesso con una spiegazione quanto più possibile breve e semplice rimandando ad altre fonti, e magari a un futuro post su questo blog, per una trattazione più completa. La sfida era di stare entro le 500 parole: ho sforato di meno di 200, ma resta un articolo abbastanza breve. Pronti? Via!

Foto 1 - Corriere della Sera
24 luglio 1921
Nell'estate 1921, (vedi foto 1) ventiquattro squadre (praticamente tutte le più forti) abbandonarono la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e fondarono una nuova organizzazione: la Confederazione Calcistica Italiana (CCI).

Perché? Le ventiquattro squadre erano scontente della lunghezza del campionato precedente (1920-21) a cui avevano partecipato ben 88 squadre (senza alcuna suddivisione in categorie), ed erano deluse per la bocciatura dell'assemblea della proposta di riforma del Campionato secondo il progetto Pozzo (che prevedeva una Prima Divisione composta da sole 24 squadre e la reintroduzione di un meccanismo di promozione-retrocessione) .

Tra le 24 "scismatiche" erano presenti tutte le squadre principali del Nord e della Toscana (tra cui tutte quelle che avevano già vinto scudetti: Genoa, Milan, Juventus, Pro Vercelli, Inter, Casale). Nella FIGC rimasero quasi solo squadre minori (basti pensare che tra le sedici squadre del Nord che si erano qualificate per le semifinali nella stagione precedente, solo l'US Torinese decise di rimanere nella FIGC).

Così per la stagione 1921-22 si sarebbero disputati due campionati paralleli: un'impoverita Prima Categoria della FIGC e una Prima Divisione, della neonata CCI che avrebbe incluso quasi tutto il meglio del calcio italiano, con le famose 24 squadre "scismatiche" suddivise in due gironi da dodici squadre l'uno.

Fin qui dovrebbe essere tutto chiaro, ma adesso occorre fare attenzione: prima dell'inizio di questi due campionati altre squadre lasciarono la FIGC e si unirono alla CCI: alcune squadre del Sud (che vennero riunite nella Lega Sud, la cui vincitrice avrebbe sfidato in una finalissima la vincitrice tra le 24 fondatrici) e altre ventuno squadre minori del Nord: queste ultime non vennero aggregate alle ventiquattro della Prima Divisione, ma andarono a costituire la Seconda Divisione, una sorta di Serie B della Lega Nord della CCI, (alcuni storici parlano anche dell'esistenza di una Terza Divisione della CCI di cui però si trovano pochissime tracce).
Foto 2 - Corriere della Sera
8 dicembre 1921

Nella CCI venne comunque stabilito che le ultime classificate (le due dodicesime) dei due gironi della Prima Divisione (la “Serie A” della CCI) non retrocedessero direttamente, ma dovessero disputare uno spareggio salvezza-promozione con le prime classificate della Seconda Divisione (vedi questo articolo di Stefano Olivari sul Guerin Sportivo). Quindi l'Inter, che alla fine si classificò effettivamente ultima del girone B, avrebbe dovuto in ogni caso disputare uno spareggio e non sarebbe comunque automaticamente retrocessa, anche se fosse rimasto "in vita" il campionato della CCI per la stagione successiva.

Ma a questo punto le cose si complicarono perché, una volta iniziati i campionati a ottobre 1921, già a dicembre la Federazione e la Confederazione iniziarono a fare pace e si misero a ricomporre la frattura che le divideva. Venne così stilata una prima ipotesi di riunificazione con la creazione, per l'anno successivo, di un nuovo "campionato di prima categoria" con 50 squadre scelte sia tra quelle della CCI, sia tra quelle rimaste nela FIGC con un complesso meccanismo di qualificazione (per i dettagli vedi foto 2 - dal Corriere della Sera, 8 dicembre 1921). In attesa della riunificazione vennero comunque completati i due campionati “paralleli” in corso, con le vittorie finali della Pro Vercelli (CCI) e della Novese (FIGC). A quel punto la CCI si sciolse e lo scisma rientrò.

Per il campionato successivo, tornato unico e organizzato dalla FIGC nel 1922-23, si decise finalmente di organizzare una Prima Divisione, non più a 50 (come nella prima ipotesi del dicembre 1921) ma a 56 squadre: 36 per la Lega Nord e 20 per la Lega Sud. Per stabilire quali squadre avessero diritto a parteciparvi, si stabilì un complesso sistema di qualificazione per attingere sia tra le squadre che avevano disputato il campionato della CCI, sia tra le squadre sempre rimaste nella FIGC. Questo meccanismo di riunificazione detto “Compromesso Colombo” (dal nome del direttore della Gazzetta dello Sport che venne chiamato a fare da arbitro della situazione) prevedeva, tra l'altro, che le prime sei di ognuno dei due gironi della Confederazione venissero ammesse direttamente alla neonata Prima Divisione, mentre le ultime classificate, le dodicesime in classifica, dei due gironi della Lega Nord CCI 1921 (Vicenza e Inter) disputassero non più un singolo, ma un doppio spareggio salvezza per qualificarsi alla Prima Divisione: dapprima quello già previsto originariamente con una delle vincitrici della Seconda Divisione della CCI, in pratica il Derthona e lo Sport Club Italia (l'Inter vinse il proprio spareggio per il forfait dello Sport Club Italia), e successivamente un ulteriore spareggio (previsto dal Compromesso Colombo, per via della riunificazione) con una squadra proveniente dalla FIGC. L'Inter vinse il proprio spareggio con la Libertas Firenze e si qualificò al campionato di Prima Divisione del 1922-23.

Questa è la spiegazione “breve”: l'Inter non sarebbe comunque retrocessa automaticamente, avrebbe dovuto comunque disputare uno spareggio. Una volta decisa la riunificazione ne disputò addirittura due e li vinse entrambi. Possiamo quindi tranquillamente affermare che l'Inter non è mai retrocessa.

Bibliografia
Per saperne di più si possono consultare utilmente online le pagine d'epoca de
Il Corriere della Sera (da cui sono tratte le immagini)
La Stampa
Enrico Brizzi Il meraviglioso giuoco Edizioni Laterza
Gli ottimi articoli di Stefano Olivari (vedi sotto) sul Guerin Sportivo
E le seguenti voci di Wikipedia:
Progetto Pozzo
Prima Divisione 1921-22
Seconda Divisione 1921-22
Compromesso Colombo (qui tra i link si trova l'elenco degli articoli di Olivari sul Guerin Sportivo)
Prima Divisione 1922-23

Ecco invece una serie di siti che diffondono la leggenda e che potrebbero utilmente correggere i propri post:

Faziosi.it: la ricostruzione è abbastanza corretta, tranne che per il punto chiave (ignora che lo spareggio salvezza-promozione CCI era già previsto) e soprattutto per un errore molto grave sul Venezia: "retrocedendo automaticamente quelle del centro e del sud, compreso il Venezia, che pure si era salvata giungendo terzultima nel campionato."
Il Venezia non è, evidentemente, una squadra del Centro o del Sud, ma - come è ovvio - una squadra del Nord e infatti arrivò decima nel proprio girone B della Lega Nord. E soprattutto non venne retrocessa automaticamente, ma disputò, e perse, uno spareggio, contro la Rivarolese (proveniente dalla FIGC). Quindi doppio grave errore di Faziosi.it.
Hanno ragione però i veneziani a prendersela con il Compromesso Colombo, in quanto se fosse rimasto attivo il campionato CCI anche per l'anno successivo, allora solo l'Inter e il Vicenza (dodicesime) avrebbero dovuto disputare uno spareggio, mentre il Compromesso Colombo, in sede di riunificazione dei campionati, portò agli spareggi anche le decime e le undicesime dei due gironi CCI (che sarebbero state automaticamente "salve" in caso di mancata riunificazione).
Va detto però che decime e undicesime vennero correttamente esentate, come già previsto, dal primo spareggio con le prime della Seconda Divisione della CCI.
Cosa accadde di preciso?
Tra le dodicesime della Prima Divisione CCI, nel primo turno di spareggio con le prime della Seconda Divisione: l'Inter vinse per forfait contro lo Sport Club Italia, mentre il Vicenza venne battuto dal Derthona.
A questo punto si svolse il secondo turno di spareggi qualificazione tra le 10-12esime della CCI (con il Vicenza rimpiazzato dal Derthona) e le 3-4 dei gironi regionali della FIGC.
Brescia, Livorno, Inter e Derthona (provenienti dalla CCI) batterono rispettivamente Sestrese, Piacenza, Libertas Firenze e Treviso. Mentre Venezia e Spezia furono le uniche due, tra le sei provenienti dalla CCI, a perdere lo spareggio rispettivamente contro Rivarolese e Pastore.
Ora è vero che il Venezia arrivò decimo e l'Inter dodicesima del girone B, ma l'Inter fu giustamente costretta a un doppio turno, e li vinse entrambi mentre il Venezia perse il suo unico turno di spareggio contro la Rivarolese.

Jody Calcio qui si affronta anche un altro argomento: come mai l'Inter dovette affrontare il primo spareggio contro una squadra così debole e "fallita" come lo Sport Calcio Italia?
Ricordiamo che le squadre di Seconda Divisione CCI erano solo 21: tra le 6 del Piemonte prevalse il Derthona, tra le 8 liguri il Balilla F.C., tra le 4 lombarde (Sport Italia, Luinese, Vogherese Santangelina) prevalse la prima e tra le 3 emiliane la Nazionale Emilia.
Nel girone finale il Derthona arrivò primo e se la vide con il Vicenza, battendolo, mentre lo Sport Italia, arrivò seconda, si qualificò agli spareggi, ma diede forfait contro l'Inter. Ma in ogni caso se non ci fosse stato lo Sport Italia, l'Inter, nel primo spareggio, se la sarebbe dovuta vedere con squadre del calibro di Nazionale Emilia, Balilla, o Luinese (seconda classificata nel girone lombardo).

Particolarmente risibile questa animazione su youtube che sbaglia (ignorando ancora lo spareggio previsto in CCI) a partire da 0:59.
Anche queste pagine Facebook: Mai stati in B e Per chi non lo sapesse..., l'Inter non è mai andata in B? diffondono l'idea, falsa, che non fossero previsti spareggi in CCI.
Cercando in rete se ne trovano diverse altre.

Ottimo invece questo contributo su Yahoo Answers che, grosso modo, ribadisce le stesse cose descritte qui, aggiungendo altre cose sulla mancata retrocessione della Juve nel 1913 che sono fuori dall'argomento di questo post.


sabato 16 ottobre 2010

La vie en rose

Ovvero: l'imperdibile post con i link a tutte le pagine con le rose delle prime squadre nei siti ufficiali delle squadre di Serie A.

Bari
Bologna
Brescia
Cagliari
Catania
Cesena
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juventus
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Palermo
Parma
Roma
Sampdoria
Udinese

martedì 20 aprile 2010

Segni, ovvero Scudetto alla Roma, lo vogliono gli dei.

Nella storia di un campionato ci sono dei segni. Chi li sa leggere può diventare ricco tramite uno dei tanti bookmaker. In questo momento i segni sono tutti per la Roma la quale, che piaccia o non piaccia (e a me non piace, ma sempre meglio che il Milan o la Juventus), vincerà lo scudetto.
Chi ha saputo leggere per tempo questi segni adesso può essere davvero molto ricco. Anche perché i segni pro-Roma, ora imponenti, sono andati via via crescendo, ma all'inizio erano davvero flebili.
Quando la Roma vince a Firenze dopo essere stata presa a pallonate per 80 minuti, quando l'Inter prende tre pali all'Olimpico di cui l'ultimo al 92' dopo essere stata pure aiutata dall'arbitro, quando il portiere dell'Atalanta si fa passare sotto le gambe un tiro di Vucinic, quando Floccari sbaglia il rigore del 2-0 nel derby, è segno che lo vogliono gli dei, lo scudetto alla Roma.
Va detto - e questo ci indica che esistono anche i falsi segni - che anche l'Inter e il Milan avevano avuto i loro segni: come - per l'Inter - il gol nel finale contro l'Udinese, come il recupero da 2-3 a 4-3 contro il Siena nei minuti finali e, per il Milan, lo 0-2 nel recupero del neoentrato Huntelaar - che non segnava dal Giurassico - a Catania o il tiro di Seedorf nel finale per l'1-0 contro il Chievo in casa. Sembravano anche quelli segni del destino, ma erano falsi segni.
Ora l'Inter è un po' più forte della Roma (non a caso oltre a essere andata meglio in Champions ha ancora la migliore difesa e il migliore attacco della Serie A), così come il Barcellona è più forte dell'Inter.
Beh, se è vero - come è vero - che nel calcio non sempre la squadra più forte vince, speriamo che questo accada non solo in Serie A, ma anche in Champions League. Altrimenti, per quanto mi riguarda, gli dei possono anche andare tutti a farsi un giro sull'Olimpo.

P.s.: nel frattempo gli interisti spuntano come funghi: oltre alla solita immensa lista dalla quale mi piace citare Gino Strada con cui festeggiare la liberazione dei tre di Emergency, tra ieri e oggi si sono palesati Lina Sotis e Reinhold Messner (a Un giorno da pecora) e Tito Boeri, oggi su Repubblica - Milano.