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martedì 24 febbraio 2015

Trenitalia. "Codice di errore: 439 Prenotazione non possibile. Il treno è inibito"

La timidezza ha una sua grazia, però può impedirti di fare delle cose che ti piacerebbe fare cantava Morrissey, liberamente tradotto, negli Smiths. Anche i treni a volte si inibiscono, e allora sono guai.

Se prenotando un viaggio sull'apposito sito Trenitalia ottieni questo messaggio: "Codice di errore: 439 Prenotazione non possibile. Il treno è inibito" non chiamare (ripeto: NON CHIAMARE) da rete mobile il numero 892021 al costo massimo di 15,8 centesimi alla risposta e 1,28 euro per ogni minuto di conversazione.

Non faresti altro che pagare ulteriormente Trenitalia (premiando in tal modo un loro disservizio) e non avresti alcuna soddisfazione, in quanto, se il treno è inibito, anche dal call center non riescono a completare la prenotazione.

Che fare allora? Me lo ha spiegato una solerte operatrice (io il numero l'ho chiamato, ma l'ho fatto per te che stai leggendo).

1) Se il treno parte in giornata allora sali allegramente sul treno (senza prenotazione, però) e spiega al capotreno di aver ricevuto un codice 439 evitando così di pagare la sanzione;
2) Se il treno parte nei giorni successivi, riprova a prenotare più tardi.

Per tutto il resto c'è, finché c'è (e laddove c'è) Italo.

Nella foto, dell'autore, il binario nei pressi della Spiaggia di Cala Sabina, Golfo Aranci.

What to do when error code 439 "Prenotazione non possibile. Il treno è inibito" (Impossibile to book. The train is inhibited) is shown on Trenitalia.it website?

We have called the call center when it occurred and they answered that there is nothing they can do when the error occurs. So, as calling the call center is not free, there is no point in calling them. They suggested us to do as follows:
- If the train is leaving on the very same day, you can take the train, but it's a good idea to explain to the train personnel that you have been shown error 439 while making the reservation (but please consider that you cannot reach the dock stations in Milano Centrale and Roma Termini without a valid ticket). It could be a good idea to print the page with the error. Still I would be not really comfortable, if the train is one of those you can take only having your seat reserved.
- If the train is leaving on another day, retry to make the reservation later on.

mercoledì 14 maggio 2014

Perché non ci piace una canzone?

Vi siete mai chiesti per quali ragioni ci piace o, soprattutto, perché non ci piace un brano musicale? Capita frequentemente di trovare, anche nello stesso album di qualche artista o band che in linea di massima apprezziamo, un brano che ci piace parecchio affiancato a un altro che ci ripugna. Ma tecnicamente, cosa hanno di diverso tra di loro quei due pezzi musicali?

Per rispondere a questa domanda, pur senza avere quasi alcuna competenza musicologica se non quella di riuscire a prendere qualche accordo di chitarra (compresi alcuni di quelli col barrè!) ho provato a mettere assieme un po' di materiali, raccogliendo elenchi di canzoni che non mi piacciono: in pratica segnandomi il titolo ogniqualvolta in radio passava un brano che mi risultava particolarmente molesto e poi cercando di verificare se i brani a me sgraditi condividessero qualche tratto comune.
Ho ovviamente escluso dall'analisi i generi musicali che non mi sono particolarmente graditi in toto, limitandomi a scegliere brani pop o rock. E alla fine ho scoperto che il tratto più ricorrente di questi brani sgraditi era una certa ripetitività all'interno della strofa musicale o nella sequenza delle strofe.

Non sto dicendo che tutti i brani ripetitivi siano brutti (o a me sgraditi) e nemmeno che tutti i brani brutti (o a me sgraditi) siano ripetitivi. Sto dicendo che molti dei brani a me sgraditi sono ripetitivi.

E mi riferisco in particolare non alla ripetitività ipnotica di certe ballate cantautorali, ma a quella scandita e ripetuta di alcuni brani pop-rock

Un brano che esemplifica molto bene quello che sto dicendo e che, pur appartenendo a un'area musicale a me tutto sommato gradita, mi risulta particolarmente molesto è YouGet What You Give una hit dei New Radicals del 1998. Il singolo, di fatto l'unico significativo del gruppo americano che ha al suo attivo un solo album, raggiunse il quinto posto nelle chart britanniche e ha i suoi begli undici e passa milioni di like su youtube. All'ascolto le strofe si ripetono monotone al loro interno, con la stessa nota iniziale ripetuta – direi quasi scandita – uguale, come altezza e tempo per tre volte (iniziano con le prime parole del testo Wake up kids a 0:34 e vanno avanti così per tutto il brano) e altrettanto monotonamente dall'una all'altra, interrotte a malapena da un ritornellino a sua volta abbastanza ripetitivo (mai quanto le strofe comunque). Anche l'arrangiamento, per altri versi efficace, che spiega il relativo successo del brano, contribuisce a marcare ulteriormente le note iniziali con gli accordi di pianoforte scanditi.

Forse, ascoltandolo bene, una delle fonti di ispirazione del brano dei New Radicals, può essere considerata (arrangiamento a parte) una canzone quasi altrettanto molesta (ho detto quasi) dei Van Halen ovvero Jump, del 1984, forse il brano più “pop” della band hard rock.

Spesso, come nei due brani musicali, la ripetitività interna e/o esterna del passaggio musicale viene ulteriormente ribadita dal testo (come se non bastasse). Si prenda ad esempio Song for Bob Dylan un brano abbastanza irridente, dedicato nel 1971 da uno dei miei idoli musicali (David Bowie) a un altro dei miei punti di riferimento, che nel brano viene distinto dal suo alter ego anagrafico: Robert Zimmerman, come se Dylan e Zimmerman fosse due persone diverse, due amici. La strofa in questo caso è, anche musicalmente piacevole, con una sua struttura articolata, ma quando si arriva al ritornello (0:45): Here she comes, here she comes, here she comes again... la triplice ripetizione di parole e musica ribadita dalla ripetitività della sezione ritmica è capace di irritarmi all'istante, nonostante il passaggio particolarmente spiacevole di fatto si chiuda solo tredici secondi dopo a (0:58) pur con una codina a 1:06-1:12. Peccato che poi a 1:41 e a 3:01 il fenomeno si ripresenti con il secondo e con il terzo ritornello. Una bella canzone, tutto sommato rovinata da un ritornello inutilmente ossessivo.

Non vorrei spendere troppe parole, ma vorrei segnare a dito, velocemente la ripetitività di testo e musica (soprattutto nei ritornelli) di due tra i peggiori brani pop della musica italiana del decennio scorso e di quello attuale: Una canzone d'amore degli 883 e Dimmelo dei Modà (2013). Se non altro, tra i due gruppi, gli 883 sono simpatici e hanno fatto diversi pezzi divertenti, ma qui Max è come se cantasse a tutta canna dalla prima all'ultima nota, senza variazioni neanche di intonazione, neanche all'interno di un brano che, già di suo, ha ben poche variazioni.

Chiudo, per non farla troppo lunga, con uno dei gruppi che amo di più (parlandone da uniti e anche poi da soli, con Morrissey): the Smiths, ovviamente. Una delle loro più brutte canzoni, penso ci sia poca gara è tratta dal loro ultimo album: Strangeways Here We Come del 1987. Ho scelto questa canzone anche per il titolo che racchiude un po' tutto il tema toccato, ovvero StopMe If You Think You've Heard This One Before ovvero: fermami se l'hai già sentita. Che sembrerebbe un inno contro la ripetitività e invece di fatto cade in parte nello stesso errore dei brani sopra elencati. Qui però c'è meno ripetitività e forse la bruttezza dal brano è data da una certa insulsa cupezza nell'arrangiamento e nella frase musicale, tanto che dopo soli trenta secondi di ascolto ti sei già reso conto di trovarti di fronte a uno dei pezzi meno riusciti di un gruppo che ha deliziato me, molti dei miei amici e la parte migliore del pubblico e della critica (sono di parte lo so).

Non so se questi concetti valgano per tutti (direi di no, visti i milioni di click ad esempio sulla canzone dei New Radicals e su quella dei Modà) e allora chiedo: cosa deve avere un brano musicale per non piacervi?
Nota: La foto (mia) è stata scattata al concerto degli Arctic Monkeys, un gruppo non a caso non citato in questo articolo, al Forum di Assago il 13 novembre 2013.

Update del 2 novembre 2014:
Tra le canzoni ripetitive fa il suo bell'ingresso Say Geronimo, degli Sheppard che a una strofa decente, fa seguire un ritornello noiosissimo, basato sulla ripetizione del titolo all'unisono. Una canzone davvero pessima, il cui successo si può spiegare solo con l'imbarbarimento dei gusti e una ossessiva ricerca del tormentone, anche musicale, non solo nella comicità dozzinale.

venerdì 14 marzo 2014

Derby in testa

Inutile girarci attorno: oggi è derby nella mia testa tra due vecchie canzoni: The Smiths - I Know It's Over e Arctic Monkeys - The Bad Thing. Quale scegliere?

Cliccando sui titoli qui sopra si possono ascoltare, ma anche leggere i testi può essere illuminante per scegliere correttamente.

The Smiths - I Know It's Over

Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
And as I climb into an empty bed
Oh well, enough said..
I know it's over, still I cling
I don't know where else I can go
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
See the sea wants to take me
The knife wants to slit me
Do you think you can help me?
Sad veiled bride, please be happy
Handsome groom, give her room
Loud, loutish lover, treat her kindly
though she needs you more than she loves you
And I know it's over, still I cling
I don't know where else I can go
I know it's over
And it never really began
But in my heart it was so real
And you even spoke to me and said:
"If you're so funny
then why are you on your own tonight?
And if you're so clever
then why are you on your own tonight?
If you're so very entertaining
then why are you on your own tonight?
If you're so very good-looking
Why do you sleep alone tonight?
I know
'Cause tonight is just like any other night
That's why you're on your own tonight
With your triumphs and your charms
While they're in each other's arms.."
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes strength to be gentle and kind
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind
Love is Natural and Real
But not for you, my love
Not tonight, my love
Love is Natural and Real
But not for such as you and I, my love
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head

Arctic Monkeys - The Bad Thing
Do the bad thing
Take off your wedding ring
But it won't make it that much easier
It might make it worse
Oh, the night's like a whirlwind
Somebody's girlfriend's talkin' to me, but it's alright
She's sayin' that he's not gonna slap me or try to attack me
He's not the jealous type
And I only need to get half an excuse and I'm away
But when there's no excuses, that's much easier to say
I've been before
And all these capers make her too forward to ignore
Well, she's talkin', but I'm not entirely sure, oh
Do the bad thing
Take off your wedding ring
But it won't make it that much easier
It might make it worse
Oh, I'm standing at the bar and somebody's partner's talkin' to me
But I don't know that is what she isn't
She murmurs things to confirm that the tragedy is true
And I knew how she could have anyone she wants
And I'm strugglin' to think of an immediate response
Like, I don't mind
Be a big mistake
For you to wait
And let me waste your time
Really, love, it's fine
Really, love, it's fine
And then the first time it occurred that there was something to destroy
I knew before the invitation that there was this ploy
Oh, but she carried on suggestin' a struggle to refuse
She said, 'it's the red wine this time, but that is no excuse.'

(grassetti miei)