Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post

sabato 4 ottobre 2008

Facci ridere

Premessa: a me Filippo Facci sta simpatico. Anche le minchiate che sforna con discreta frequenza hanno quasi sempre un sapore originale, un gusto artigianale, a tratti persino artistico, in ogni caso sempre molto personale. Non è la solita macchinetta a gettoni. Anche questo suo elenco delle leggende che la sinistra si bea di ripetere come un mantra (linko il Giornale, invece di riprodurre l'articolo, per non incappare in problemi di copyright) mi è parso, a tutta prima, illuminante. Ma poi, visto da vicino, questo elenco cos'è? Nient'altro che un minestrone di cose vere, di cose false, di cose in parte vere e in parte false, dove tutto ciò che è vero, che è falso, che è metà e metà si confonde in un grigio polvere indistinto. Un classico: chi vuole rimestare nel torbido, mandare tutto in vacca o depistare le indagini, cosa fa, tipicamente? Mischia vero e falso rendendo tutto quanto inservibile. Sono certo della buona fede di Facci, ma il suo esercizio di stile se, forse, illumina un po' l'ossessività della sinistra, contribuisce a oscurare tutto il resto.

sabato 20 settembre 2008

Il concetto di strage

Se non mi sbaglio sei morti ammazzati nello stesso posto in Italia non c'erano stati dal 19 luglio 1992, il giorno in cui ci sembrò crollare tutto, il giorno di via D'Amelio. Quella di Castelvolturno dell'altro ieri è stata decisamente una strage, ma ha fatto molta fatica a trovare il suo posto nelle prime pagine dei giornali di ieri (e spesso non l'ha nemmeno trovato). Taglio basso o pagine interne per tutti. Chi per lasciare posto ad Alitalia, chi per non fare ombra all'esecutivo (del resto non dobbiamo dimenticare il ruolo che il fattore-sicurezza ha giocato in campagna elettorale, assieme ad Alitalia e alla spazzatura di Napoli, e adesso il governo di destra si ritrova per strada la peggiore strage da 16 anni a questa parte) chi, infine - e sono la maggior parte - perché, "dai, sicuramente, insomma, troppo perbene e troppo italiani questi sei non dovevano essere...".