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mercoledì 22 ottobre 2014

Pensioni il 10 del mese: bufala, disinformatia, retromarcia o astuta manovra?


Oggi sono molto stanco e molto pigro: così questo post non ha l'obiettivo di esprimere una posizione articolata, frutto di qualche quarto d'ora di ricerca, ma quello di richiedere direttamente la soluzione di un quiz a chi la conosce. Voglio fare come chi va a sbirciare l'ultima pagina della Settimana Enigmistica.

La premessa del quiz è questa: da ieri fino alle prime ore di stamattina tutti i mezzi di informazione erano gonfi di dettagli sulla notizia che secondo la prossima legge di stabilità le pensioni sarebbero state pagate il 10 di ogni mese anziché il primo, a partire da gennaio 2014. Alla notizia faceva eco il prevedibile corredo di proteste dei sindacati ed associazioni consumatori. Un esempio è questo lancio dell'ANSA, ma se ne possono trovare a bizzeffe.

Oggi a Caterpillar AM (vedi podcast), io ho ipotizzato in versi che si trattasse di una astutissima manovra per far contenti anche i pensionati, tra i pochi esclusi dalla pioggia degli 80 euro. Prima li spaventi con questa notizia, poi dici che non è vero, e loro provano un grande sollievo. Non è come riceve 80 euro, ma sono comunque piccole soddisfazioni. E soprattutto a te, Governo, costa zero. Come si faceva nelle famiglie poverissime: poco prima di Natale si sequestravano tutti i giocattoli che poi riapparivano il 25 dicembre sotto l'albero.

Ed ecco, guarda un po', che poche veniamo a sapere dall'INPS  (vedi La Stampa qui) che in effetti il grosso dei pensionati è salvo: "Solo chi ha la doppia pensione Inps-Inpdap (circa 800.000 persone) la riceverà, dall’anno prossimo, il 10 del mese. Gli altri 15 milioni la riceveranno come ora, il 1 se la pensione è Inps, il 16 se hanno un assegno Inpdap. Lo fa sapere l’Inps".

Ora la domanda del quiz: Ieri chi ha diffuso la notizia per primo? Su quale pezzo di carta si basava? Un documento ufficiale del governo? E lo ha letto bene o lo ha letto male, magari operando inferenze indebite? Oppure erano solo indiscrezioni? E se sì perché suscitare allarme? Magari per lanciare al meglio la protesta sindacale del 25? Oppure ancora era l'astuta manfrina del Governo, pianificata fin dall'inizio per fornire sollievo a costo zero? O semplicemente una marcia indietro a fronte dell'alzata di scudi? Chi mi aiuta?


Foto amatoriale (mia): Venezia, ponte dell'Accademia, lunedì 29 settembre, la flottiglia di George Clooney e signora vola verso il matrimonio.


Pensioni il 10 del mese. Cosa era?

sabato 8 marzo 2014

I magnifici nove: quale il tuo ri-premier?

Domanda meno ovvia di quanto sembri.
Con Audrey Hepburn da Madame Tussauds, Londra 2013

Dovendo partire da zero con un governo nuovo domattina e potendo scegliere soltanto uno tra gli ultimi nove ad avere ricoperto l'incarico di Presidente del Consiglio (visto che il decimo, Giulio Andreotti, è scomparso e tra i precedenti solo Ciriaco De Mita ed Arnaldo Forlani sono ancora viventi, ma un po' fuori dai giochi) tu a quale ti affideresti?

Ecco la lista dei candidati in rigoroso ordine alfabetico (per cognome): 1) Giuliano Amato, 2) Silvio Berlusconi, 3) Carlo Azeglio Ciampi, 4) Massimo D'Alema, 5) Lamberto Dini, 6) Enrico Letta, 7) Mario Monti, 8) Romano Prodi, 9) Matteo Renzi.

venerdì 7 marzo 2014

Compagni di merenzi


A tutta prima, quello pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano, sembra l'abituale articolo di spalla di Marco Travaglio capace di suscitare le abituali reazioni contrapposte tra i suoi tanti estimatori (tra cui molti dei miei amici ed io stesso) ed i suoi tanti detrattori (tra cui molti dei miei amici).

Leggendolo meglio però, forse più di altre volte, sorge abbastanza spontanea alla mente una serie di domande, alcune delle quali assolutamente inseribili nel solco della visione del mondo di Travaglio, tranne una che è invece di senso opposto, e che io trovo strano che lo stesso vicedirettore de Il Fatto Quotidiano non si sia posto. Ma partiamo dall'inizio.

Il motivo del contendere questa volta è il governo Renzi (e della relativa risposta di Maria Elena Boschi a una interrogazione del M5S): perché anche "il Rottamatore" non riesce a evitare di includere nella compagine di governo cinque indagati, tra cui uno già rinviato a giudizio?

Questa è la prima domanda. La seconda è una variante della prima e la stendo con le parole di Travaglio: davvero Renzi e i partiti che l'appoggiano (soprattutto il suo, con 4 indagati su 5) non conoscono 62 incensurati tutti insieme?

La terza è ancora una variante della prima: perché gli elettori sono disposti ad accettare nel Governo personaggi che non vorrebbero mai come amministratori del loro condominio in quanto indagati? Immagino che qualunque cittadino preferisca non avere un indagato come amministratore e nel dubbio (in attesa dei tre gradi di giudizio, pur con tutto il garantismo del caso) ne sceglierebbe un altro. Renzi ne prende addirittura cinque e non per un normale palazzo di 3 piani, ma nel Governo del Paese. La risposta probabilmente è che molti vedono il Governo come un'entità lontana (e quindi, un po', chi se ne frega) mentre il condominio è lì vicino.

Detto questo però resta un dubbio (quarta domanda): se bastasse essere indagati (nemmeno rinviati a giudizio) per essere fatti fuori dal governo, chiunque potrebbe avere la possibilità teorica, con un paio di denunce ben studiate e piazzate al momento giusto, di far fuori, (almeno temporaneamente, fino all'archiviazione) un ministro scomodo (e magari particolarmente efficiente). Come la mettiamo in questi casi?

Questa credo sia l'unica contro-deduzione vagamente sensata che Renzi potrebbe contrapporre alle obiezioni di una buona parte dell'opposizione e degli organi di stampa, visto che altre obiezioni, più strettamente attinenti ai profili dei ministri, viceministri e sottosegretari renziani apparirebbero decisamente naif (nelle immagini tre quadri naif di Zenone dal sito firenzeart.it).

Ad esempio quella relativa alla carenza di skill nel resto della popolazione: "Non mi interessa che la Barraciu sia indagata, una brava come lei non la si trova nei restanti 60 milioni di italiani" non ha, evidentemente, molto senso.

Improbabile anche l'argomento che questa scelta sia un tributo che Renzi deve pagare alle grandi alleanze "Me l'ha chiesto Alfano", visto che quattro dei cinque indagati sono del suo stesso partito.
E perfino attribuire la scelta a una risoluta affermazione, da parte di Renzi, della propria indipendenza apparirebbe capziosa: "Vi dimostro che sono in perfetto controllo della situazione, nessuno può dirmi cosa fare e non fare, tanto che se voglio includere uno o più indagati lo faccio. Ed ecco, l'ho fatto, visto?". No, non ha senso. 

E infatti non è credibile. Resta in piedi solo la rivendicazione (del tutto teorica, visto che questi erano indagati già da prima di essere chiamati al governo) del fatto che un Primo Ministro non possa accettare che dall'esterno si riesca ad arrivare a mettere fuori gioco un ministro scomodo con calunnie costruite ad hoc. Ma poi, scorrendo i profili dei membri del governo, ti rendi conto che questa forse non è nemmeno da prendere come ipotesi di scuola. Nessuno può veramente volere mettere fuori gioco i nostri cinque eroi in quanto scomodi.

Ma allora, perché?