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martedì 18 agosto 2015

Come arrivare a Expo: sgami e brontolii

Metro. Dal centro di Milano c'è la linea rossa della metropolitana (la linea 1 o M1) che vi porta direttamente a Expo al costo di 2,5 euro all'andata e che vi riporta indietro per lo stesso prezzo (al ritorno). Volendo risparmiare carta, ma non denaro,
c'è anche un biglietto cumulativo a 5 euro. (Curiosa la grafica delle biglietterie automatiche: chi deve prendere un normale biglietto urbano da 1,5 euro e NON deve andare a Expo, si trova davanti una schermata che lo avverte a caratteri cubitali che il biglietto NON è valido per Expo. Ho visto diversi stranieri tornare indietro spaventati dopo questo cartello). Attenzione perché la linea rossa a Pagano si biforca: occorre salire su un convoglio per Rho Fiera e schifare quelli diretti a Bisceglie. Peraltro i treni per Rho Fiera in questo periodo sono stati potenziati e arrivano più frequentemente degli altri.
Molto comode anche le connessioni con le altre linee: in particolare la nuova connessione a Lotto con la linea 5 (la linea lilla).

Una volta arrivati, subito dopo l'uscita dai tornelli, verrete invitati dalla segnaletica a prendere a sinistra per l'entrata Fiorenza (vedi foto 2) che vi allunga il giro sensibilmente. Voi invece prendete a destra, salite sui due tapis roulant: in un attimo, sempre nel tunnel, arriverete nella zona della stazione ferroviaria, superatela e in un attimo sarete all'entrata Triulza.
Perché allora vi dicono di andare all'entrata Fiorenza? Per dividere il traffico: a Triulza dovrebbe andare chi arriva in treno, a Fiorenza chi arriva in metro, ha senso, ma vi fa camminare troppo, visto che già farete i chilometri dentro Expo. Forse, se arrivate in metro, vale la pena di andare a Fiorenza soltanto nei momenti di maggiore affollamento, perché ai tornelli c'è meno coda (e vorrei anche vedere). Se prendete il metrò nelle ultime fermate della linea rossa (da Lotto in poi) il biglietto costa solo 2 euro invece di 2,5, ma è molto difficile da trovare nelle biglietterie automatiche: prendetelo all'edicola.

Treno. Sarebbero abbastanza comodi ed economici anche i treni sia per chi viene da fuori (in particolare da alcune località) sia per chi viene dal centro di Milano. Dal centro di Milano il costo è anche leggermente inferiore del metro. I treni buoni sono quelli delle tratte S5, S6, S11 e S14 (mentre le linee S1-S4 e S10, per intenderci quelle che una volta erano linee delle Ferrovie Nord, non portano a Expo). I problemi dei treni, rispetto al metro, sono svariati: la qualità delle carrozze, il minor numero di stazioni, la minore frequenza, una certa difficoltà a capire quali sono i treni buoni, e, spiace dirlo, ma mi è toccato personalmente, la cancellazione di alcuni treni.
Nel mio caso ho preso un treno S11: da Rho a Chiasso (io sono salito a Expo e poi mi sarei fermato a Desio), ma una volta arrivati alla stazione di Milano Garibaldi il treno è stato soppresso e sono dovuto salire sul successivo). Anche il mito che vuole che il treno ti porti "dentro ad Expo", mentre il metrò non lo fa è, appunto, un mito: se si scende dal metrò e si prende per Triulza e non per Fiorenza (vedi sopra), la differenza in termini di metri da percorrere è davvero minima. Il punto più tipico per prendere il treno è la stazione Garibaldi che è servita dal metro e da cui passano tutte e quattro le linee ferroviarie "buone" per Expo. Attenzione che due delle linee partono dalle nuove banchine "sotterranee", mentre altre due partono dalla stazione "classica".

Auto. Per molto tempo ho evitato di andare a Expo in auto, anche perché mi dicevano che il parcheggio era caro e si sarebbe dovuto prenotare il giorno prima. Non so se questo sia ancora valido, ma ho trovato uno sgamo per arrivare a Expo e parcheggiare in auto abbastanza facilmente (sotto alcune foto esplicative). Si prende l'autostrada a8 (da o per Varese) e si esce a Rho Fiera, (siamo già a 2-3 chilometri da Expo) Da qui si seguono per 2-3 bivi i cartelli per l'entrata Triulza (in bianco). L'ultimo dei quali assieme alla definizione Triulza associa il simbolo di un camion (in giallo). Subito dopo aver seguito questo cartello ci si trova a una piccola rotonda: si andrà dritto (o, in altri termini, si prende la prima uscita), Immediatamente dopo si trova sulla destra un cartello per via Grandi (di Rho): si imbocca via Grandi e si cerca subito un parcheggio tra i capannoni della via. Se non si trova in via Grandi (ma d'estate si trova quasi sempre) occorre andare fino in fondo, girare a sinistra su via De Gasperi ed arrivare a un'altra rotonda dove c'è sempre parcheggio. Dopodiché si torna indietro a piedi all'inizio di via Grandi dove si trova l'ingresso a piramide di vetro del metrò (in un'area peraltro ancora a cantiere ai primi di agosto, finiranno prima o dopo la fine di Expo?): si percorre il tunnel e si arriva a Triulza. Con questo sistema ci ho messo 28 minuti dallo zerbino di casa mia, a Seregno, ai tornelli di Expo, senza pagare un euro di parcheggio. Mi dicono che anche dalle parte dell'ospedale Sacco si possa fare qualcosa di simile per poi usare un cavalcavia pedonale per l'entrata di Roserio, ma non so i dettagli.






Auto + metro Ultima soluzione: buona per chi arriva da fuori, ma forse meno buona della precedente. Giungere in auto dalle parti delle fermate del metrò Uruguay o Bonola, parcheggiare (i parcheggi tra le linee blu sono gratis dalle 13, prendere il metrò a 2 e non 2,5 euro, vedi sopra) e in pochi minuti si arriva a Expo, comodo e poco costoso.



mercoledì 5 agosto 2015

Cosa vedere a Expo?

Essendo stato a Expo almeno una trentina di volte (in particolare ci ho lavorato dal 20 luglio al 6 agosto per Radio Rai, precisamente webradio 7 live) molti mi chiedono: Marco cosa mi consigli di vedere a Expo?

Cercando di essere più stringato possibile e tralasciando per oggi le aree corporate e quelle strettamente legate alla ristorazione (ce ne sono di interessanti) partiamo dalla considerazione che i padiglioni Expo nazionali sono in totale circa 120 (anche se le nazioni rappresentate sono un po' di più per via di alcuni accorpamenti).

A. I CLUSTER: Una sessantina abbondante di "padiglioni" (i più piccoli ad Expo) si trovano riuniti in nove aree tematiche: Riso; Cacao e Cioccolato; Caffè; Frutta e Legumi; Spezie; Bio-Mediterraneo; Isole; Mare e Cibo; Cereali e Tuberi; Zone Aride). Ad esempio nel cluster del Riso si troveranno i piccoli padiglioni di Bangladesh, Cambogia, Myanmar, Laos, Sierra Leone e un padiglione Basmati complessivo.
I piccoli padiglioni dei cluster possono lasciare a prima vista stupiti per un aspetto molto spartano: dall'esterno sembrano dei grossi cubi che all'interno sono quasi sempre strutturati in un unico stanzone, solitamente diviso in tre parti: A. una parte espositiva, B. una parte di mercatino e C. una cucina (a volta manca qualcuno di questi tre elementi) . Hanno un gestione tutto sommato "familiare" e, ad esempio, sono sempre gli ultimi ad aprire e i primi a chiudere. Eppure offrono, talvolta, un'esperienza umana incredibile. Sono i padiglioni in cui il personale è più caldo, amichevole e motivato (dipende molto da chi è di turno). Il cibo talvolta è delizioso e spesso a prezzi ragionevoli. Esperienze particolarmente gratificanti per me: Gambia (ottime le bevande al tamarindo, baobab e zenzero preparate da Maimuna al centro nella foto e da Tabara a destra), Laos (buona la frittella di riso a 3 euro), Togo, Uganda, Palestina, Afghanistan (davvero delizioso il kebab anche se presentato in piatto di plastica e a 12 euro), Bolivia (peccato che la Quinoa non sia in vendita) e sicuramente ne dimentico qualcuno. Moltissimi di loro offrono degli spuntini a base di carne cotta nella pasta una specie di raviolo (curioso come questa tipologia di preparazione vada dall'Uzbekistan (ottimi a 3 euro), ad alcuni paesi africani, fino all'Uruguay e al Cile - che però non sono nei cluster).
Perché visitare i piccoli padiglioni nei cluster? Per il personale, per il cibo spesso buono e tipico, perché non c'è mai coda!

B. I PADIGLIONI "MAGGIORI" AD ACCESSO LIBERO: Tolta la settantina scarsa di piccoli padiglioni raccolti nei cluster restano 52 padiglioni nazionali "maggiori" (spero di non avere sbagliato il conto): grandi, medi o piccoli. Alla maggior parte di loro si accede facilmente e liberamente, senza fare coda (o facendo code davvero minime). Questo per due motivi: non ci sono troppi visitatori, ma soprattutto l'esposizione "standard" non si basa su show o video che richiedono l'accesso di una parte del pubblico nello stesso momento (per vedere il show o video tutti assieme dall'inizio. Anche alcuni padiglioni grandi hanno fatto questa scelta come gli Stati Uniti ad esempio. Molti di questi padiglioni sono interessanti, ma non da urlo. Però si animano quando c'è un evento (spesso un'esibizione musicale). Tanto per dire il padiglione dell'Ungheria, che mi è sembrato piacevole, ma non brillantissimo a una prima visita, ha preso vita una seconda volta grazie a uno show di ballo e di violini tzigani. Tra questi padiglioni quelli più interessanti o affascinanti sono a mio avviso (grosso modo in quest'ordine): Austria (bella l'idea del bosco!), UK (ottimo il concept dell'alveare, specie in visione serale e il Pimm's), AzerbaigianFrancia (bellissimo l'orto e la parte in legno), Angola (bello il padiglione, ottimo ma un po' caro il ristorante), Spagna (buono ma un po' caro il ristorante con le tapas in particolare paella e crocchette di baccalà), Turchia, Russia (bella la terrazza con la prateria, ma non solo) Oman e Qatar. Discreti anche Nepal (importante la storia di solidarietà per permetterne l'apertura), Polonia (molti concerti di piano!), Israele, Argentina (mi parlano bene della carne del ristorante), Santa Sede (dipende da che dipinto espongono).
Attenzione: non li ho visitati tutti, potrei essermi dimenticato qualcosa.
Perché visitarli? Sono interessanti, spesso anche con buoni ristoranti, e soprattutto non hanno coda. da visitare nei momenti di massima folla (per evitare le code dei padiglioni del gruppo C).
Attenzione agli eventi che animano anche i padiglioni apparentemente "meno interessanti" (es. Irlanda, Belgio, Ungheria, Paesi Bassi). Del Belgio segnalo in particolare delle spettacolari costine di maiale: 5 costine a 9 euro.


C. I PADIGLIONI "MAGGIORI" CON CODA (O A RISCHIO CODA): Vuoi perché basati su show o filmati, vuoi perché molto gettonati, (spesso le due cose assieme) alcuni padiglioni hanno spesso la coda. Tra questi sicuramente le code più lunghe si trovano in Italia (che non ha lo show) e Giappone. Il Padiglione Italia l'ho visto due volte e la seconda volta mi è sembrato meno bello della prima. Forse essendo gli organizzatori si poteva fare di più. Il Giappone è interessante con uno show finale davvero kitsch. Altri padiglioni con potenziali grandi code sono Emirati Arabi (bella la scena della tempesta di sabbia nel film), Kazakistan (forse il migliore in assoluto: due ottimi video e diverse esperienze interessanti: particolare il sapore del Kumis col latte di cavalla e nel ristorante ottimi shashlik e pilav, inoltre belli gli show che allietano la coda). Pertanto io suggerisco a chi entra alle dieci di fiondarsi a mettersi in coda ad uno di questi quattro, specie Italia e Giappone, e poi pensare a vedere i padiglioni del gruppo B. Code medio-lunghe in Germania (non l'ho visto), Colombia (ottimi i video! e nel ristorante caffè e frullatoni). Code medie in: Corea (bello e tecnologico!) Malaysia, Thailanda (questi due non li ho ancora visti, ma me ne parlano bene: divertente l'animazione ballo nei weekend in Malaysia, questa l'ho vista!) e talvolta in Cile, Messico, Uruguay: questi tre sono piuttosto interessanti perché hanno filmati che rendono bene l'idea del paese: nel Messico anche materiale archeologico super. Il Brasile ha una passeggiata sulle reti davvero gettonatissima: è l'esperienza più forse più divertente a Expo, i primi giorni code lunghissime, piace molto alle scuole, ora meno, ma per me riprenderanno a settembre. Anche il padiglione non è male, non superlativo, con frullati buoni, ma in Colombia sono meglio e costano meno. 

Un caso un po' a parte è la Cina che si colloca a metà tra i gruppi B e C: accedi liberamente, poi c'è un filmato che crea un po' di coda, ma si può anche saltare. Ci sono cose interessanti, ma forse la Cina poteva fare di meglio.

Ultimi suggerimenti: Momenti un po' più tranquilli, dove visitare i padiglioni "a rischio coda" sono subito all'ingresso alle 10, all'ora di pranzo, e anche 17-19 quando un po' di gente se ne è già andata e la massa delle 19 col biglietto a 5 euro deve ancora entrare (buon momento però anche per mangiare nei ristoranti più richiesti, verso le 18:30-19:10) che sono quelli etnici ma anche Identità golose (o il risotto di Oldani).

Aggiornamento 9 settembre: Negli ultimi giorni le code ai padiglioni di Italia e Giappone sono diventate lunghissime (record oltre le quattro ore). Inoltre è stata anticipata l'apertura alle 9 dall'ingresso di Roserio e anticipato anche l'ingresso a soli 5 euro: ora si entra già a 5 euro dalle 18. Quindi il suggerimento è il seguente: mettersi in coda alle 8.30 a Roserio, riuscendo a entrare alle 9, e fiondarsi immediatamente su uno di questi due padiglioni, risparmiandosi una delle due code infernali. 

Da non perdere l'Albero della vita: ogni ora precisa (es, alle 15:00, alle 16:00 eccetera) si anima. Però lo spettacolo migliore è alla sera. Credo che alle 21:00 salti, per poi presentarsi in grande spolvero alle 21:30 o alle 22.30. Molto bello anche Padiglione Zero, ma essendo proprio all'ingresso potrebbe distrarre dall'attuare la tecnica di lanciarsi subito sui padiglioni affollati: tenetelo per un momento di grande folla.

Integrazioni e commenti sono molto benvenuti.

Ps: visto che iniziano a essere molti quelli che mi chiedono anche come arrivare a Expo (e siamo ormai a meno di 80 giorni dalla chiusura: ecco qua una serie di consigli.


venerdì 17 aprile 2015

Quanti e quali sono i paesi partecipanti a Expo 2015?


Quanti e quali sono i paesi partecipanti a Expo 2015? 

A pochi giorni dall'inizio dell'Esposizione internazionale il maniaco ossessivo che è in me ancora non sa darsi pace. Per provare a scoprirlo, mi collego sul sito di Expo 2015.

Parto, ovviamente, dalla homepage: (chiamiamola pagina 1).


Cliccando su "Partecipanti" dalla barra della homepage vengo portato qui, ovvero alla pagina dei "partecipanti" (chiamiamola pagina 2) dove in una bella immagine (vedi) si riporta il numero dei paesi partecipanti: e il numero è 145. Problema risolto?

No: io voglio conoscere l'elenco dettagliato dei paesi. 

Nessun problema: scendendo più sotto (scroll-down) e cliccando su "Scopri tutti i paesi partecipanti" vengo portato su una pagina (eccola quichiamiamola pagina 3) dove si trovano i thumbnail (le figurine) per andare a leggere i dettagli dei padiglioni di 103 paesi. Ma ne mancano alcuni.


Evidentemente, se i paesi partecipanti sono 145, ma qui trovo il dettaglio dei padiglioni di soltanto 103 paesi, vuol dire che sul sito non sono ancora disponibili i dettagli sui padiglioni di 42 paesi. Resta da capire quali sono i 42 paesi mancanti.

Sempre sulla pagina con i thumbnail trovo allora un altro link "Scopri tutti i Paesi Partecipanti a Expo Milano 2015" che assomiglia moltissimo al testo del precedente link (quello che ti portava da pagina 2 a pagina 3), ma che invece mi porta a una nuova pagina (chiamiamola pagina 4) dove l'elenco dei paesi è soltanto proposto in forma testo, vedi qui

Potrebbe essere la soluzione al mio problema, ma qui ne trovo solo 143


Mancano in particolare Somalia e Corea del Nord: sono loro i principali indiziati a essere i due paesi mancanti per arrivare al fatidico 145. Va detto peraltro che la Somalia era presente anche nella pagina precedente, quella con tutti i dettagli, ma manca qua tra i partecipanti complessivi. Strano.

Quindi riepiloghiamo: abbiamo 102 paesi che sono presenti sia nella pagina con i dettagli che nella pagina con l'elenco di testo, + 1, la Somalia presente solo nei dettagli e 41 paesi presenti solo nell'elenco testuale. Il totale fa 144.

Se aggiungiamo la Corea del Nord abbiamo riconciliato i conti. Però...

Come molti sanno alcuni paesi, quelli che non potevano permettersi un grande padiglione in proprio, sono state aggregate in 9 cluster tematici (ottima idea, peraltro!). 

L'elenco dei cluster si trova in una pagina (chiamiamola pagina 5) che trovo qui. E qui, sorpresa delle sorprese, trovo ben 7 paesi che sono elencati come partecipanti ai cluster, ma non nell'elenco dei paesi partecipanti a Expo (né quello a pagina 3, né quello a pagina 4, e in particolare sono 5 paesi del cluster Isole: Guyana, Suriname, Barbados, Comunità Caraibica (CARICOM) e Belize e due paesi del cluster Zone Aride: Gibuti e ancora la Somalia.

Lasciando perdere la comunità Caraibica, che sarà un'organizzazione sovranazionale, se dovessimo aggiungere Guyana, Suriname, Barbados, Belize e Gibuti (la Somalia l'abbiamo già contata prima, assieme alla Corea del Nord) ecco che arriviamo tranquillamente a 150.

Ma allora: quante e quali sono le nazioni partecipanti a Expo?
E poi: siamo sicuri che tutte le nazioni elencate da qualsiasi parte (ovvero 150) alla fine parteciperanno visto che di alcune di loro non sono noti i dettagli dei padiglioni?

mercoledì 6 giugno 2012

Organizza e vinci (che combinazioni!)

Anche se il mio amico Luca Gattuso contesta questa ipotesi, bisogna ammettere che le coincidenze iniziano a essere molte.
La mia tesi è questa: l'organizzazione di grandi eventi, sportivi, economici e sociali, attira inesorabilmente i successi nel calcio. Il fatto era già noto, ma l'ultima conferma è stata particolarmente roboante e allora partiamo proprio da questa.

Londra. Partiamo cioè dal fatto che - finora - nessuna squadra di calcio della città di Londra aveva mai vinto la Coppa dei Campioni (da qualche anno il torneo si chiama Champions League, ma quella che alza la squadra campione d'Europa si chiama ancora Coppa dei Campioni). Si trattava di una vera anomalia, anche perché il calcio moderno nasce nel Regno Unito, Londra del Regno Unito è la capitale e molte importanti squadre inglesi vengono proprio dalla capitale: a partire dall'Arsenal e dal Chelsea, che avevano raggiunto in passato la finale della Coppa dei Campioni, fino allo stesso Tottenham Hotspur, vincitore di altri tornei europei, per finire con il West Ham, il Crystal Palace, il Fulham, il Queens Park Rangers, il Millwall. Senza considerare che altre squadre inglesi, come il Liverpool e il Manchester United, ma perfino il Nottingham Forest e l'Aston Villa, si erano tolte la grande soddisfazione di laurearsi campioni d'Europa. Guardando poi fuori dall'Inghilterra ci sono città come Milano che, tra Milan e Inter, è stata per ben dieci volte campionessa europea, Madrid nove, Monaco e Amsterdam quattro, Lisbona e Porto due, Bucarest, Belgrado, Glasgow, Amburgo, Dortmund, Eindhoven, Marsiglia o Rotterdam una. Insomma che Londra non avesse mai avuto questo privilegio, con tanta tradizione e tante squadre a disposizione, era un paradosso della storia. Perché il tabù venisse infranto dal fato (e chi ha seguito le vicende dell'ultima edizione del torneo sa quanto il fato abbia giocato un ruolo importante dal principio fino all'ultimo atto, cioè fino ai calci di rigore tra Bayern Monaco, che giocava nel suo stadio, e Chelsea) si è dovuta organizzare un'Olimpiade a Londra. La prima da quando esiste un campionato europeo di calcio per club. Olimpiadi di Londra 2012, Chelsea campione d'Europa del 2012. Una coincidenza, si dirà.
Grecia. Ma torniamo indietro di qualche anno. Parliamo di campionati europei di calcio per nazioni. Era il 2004 e il torneo si svolgeva in Portogallo. Alla partita inaugurale il Portogallo, padrone di casa, viene battuto dalla Grecia. Un caso anomalo, si pensò, ma la palla è rotonda, si sa. Il palmarès della Grecia era risibile e non autorizzava a sogni: fino a quel momento la squadra ellenica si era qualificata solo una volta alla fase finale degli europei e una sola volta alla fase finale dei mondiali. In entrambi casi uscendo subito al primo turno. La vittoria della Grecia era data da 80 fino 150 contro 1. Ma i bookmaker e gli esperti non avevano tenuto conto dell'effetto Olimpiadi. Sì, perché quell'anno ad Atene, poche settimane dopo gli europei, si sarebbero svolte le Olimpiadi di Atene. Così, dopo un torneo a dir poco incredibile, Portogallo (sottolineiamo ancora una volta: padrone di casa) e Grecia si trovarono una seconda volta faccia a faccia nella finale. Già questo fatto che partita inaugurale e finale siano coincise è molto bizzarro, ancora più bizzarro è che la strafavorita squadra di casa venga battuta, e per la seconda volta con lo stesso punteggio (0-1)!, da una delle squadra meno considerate del torneo: la Grecia che, grazie all'effetto Olimpiadi, si laurea campione d'Europa. A sorpresa è dire poco.
Genova. Veniamo in Italia. La città di Genova è stata la prima a vincere, grazie al glorioso Genoa Cricket and Football Club, il primo campionato italiano di calcio e, dopo Milano e Torino è quella che ha raccolto più vittorie. Ma l'ultima, fino a qualche anno fa, era lo scudetto del 1924 portato a casa dal Genoa. La Sampdoria non aveva mai vinto il campionato. Mai fino all'Expo di Genova del 1992. Qui i puristi delle date possono storcere un po' il naso, perché la Sampdoria vince il suo primo scudetto l'anno prima rispetto all'Expo, nella stagione 1990-91, ma c'era un disegno anche per questo. Intanto quando l'Expo di Genova apre i battenti, il 15 maggio 1992, la Sampdoria ha, ancora per pochi giorni, lo scudetto sulle maglie, ma soprattutto, sta per toccare il vertice della sua parabola calcistica di tutti i tempi: la finale della Coppa dei Campioni contro il Barcellona, nel tempio del calcio di Wembley. Una finale che si disputa solo cinque giorni dopo l'inaugurazione dell'Expo e che i blucerchiati perdono, solo ai supplementari grazie a una bomba su punizione di Rambo Koeman e solo perché... l'effetto Olimpiade batte l'effetto Expo!
Barcellona. Infatti l'avversaria della Sampdoria è il Barcellona, la fortissima squadra spagnola. Fortissima, ma non abbastanza forte da vincere una Coppa dei Campioni. Tanti trofei nazionali, Coppe delle Fiere, Coppa delle Coppe, anche una finale di Coppa Campioni, nel 1961 persa contro il Benfica di Eusebio, ma mai una vittoria. Mai fino all'arrivo a Barcellona delle Olimpiadi, che prendono il via nella città catalana, il 25 luglio 1992, due mesi dopo la prima vittoria della Coppa Campioni. Insomma: anche il fortissimo club blaugrana (che attualmente, nonostante la sfortunata eliminazione in semifinale di quest'anno, è pur sempre la squadra più forte del mondo), ha avuto bisogno di un'Olimpiade per aprire la serie dei suoi successi europei.
Italia. Tornando in Italia, va certamente segnalato il fatto che Juventus, Inter, Milan e Lazio hanno vinto un campionato in occasione del proprio centesimo anniversario di fondazione (che combinazione!), anzi a essere più precisi: la Juventus e l'Inter hanno passato il giorno del proprio centesimo compleanno, rispettivamente nel novembre 1997 e nel marzo 2008, già con lo scudetto sulle maglie e poi hanno vinto anche il campionato che era in corso in quel momento, il Milan ha passato il compleanno con lo scudetto, nel dicembre 1999, ma poi non è riuscito a vincere il campionato in corso, quello del 1999-2000, che è stato vinto dalla Lazio, che non ha spento le candeline con lo scudetto sulla maglia, il 9 gennaio 2000, ma se l'è cucito poco dopo, il 14 maggio 2000.
Roma. Sulla vittoria della Lazio, e su quella della Roma, l'anno successivo, si potrebbe poi fare un discorso particolare, perché in oltre cento anni di storia del calcio italiano non era mai accaduto che lo scudetto rimanesse a Roma per più di un anno. Perché questo accadesse fu necessario celebrare a Roma il grande Giubileo del 2000, il grande evento della Chiesa Cattolica che ha aperto il terzo millennio e che ha fruttato uno di seguito all'altro lo scudetto della Lazio nel 1999-2000 e quello della Roma del 2000-2001.
Milano. Con tante coincidenze favorevoli i cugini rossoneri faranno sicuramente bottino pieno per l'Expo di Milano del 2015. A questo punto sarebbe per loro una vera beffa non vincere nulla. Ma non accadrà.

Riepilogando:
1) Coppa dei Campioni a una squadra di Londra (mai successo prima) in coincidenza con la prima Olimpiade organizzata a Londra (2012) da quando esiste la Coppa Campioni;
2) Coppa Europa alla Grecia (mai successo prima, Grecia risultati sempre scadenti in precedenza) in coincidenza con l'Olimpiade di Atene (2004);
3) Scudetto e poi finale di Coppa Campioni per la Sampdoria (mai successo prima, e lontanissimo dall'accadere sia prima che dopo) in corrispondenza con l'Expo di Genova del 1992;
4) Coppa Campioni del Barcellona (mai successo prima) in coincidenza con le Olimpiadi di Barcellona del 1992;
5) Scudetti a Juventus, Inter, Milan e Lazio in corrispondenza con i centesimi anniversari delle squadre;
6) Scudetto per due volte nella città di Roma (mai successo prima) in occasione del Giubileo 2000.