domenica 30 agosto 2009

L'Inter non perdonanza!

Smaltita la sbronza di aranciata calda (ho festeggiato così la goleada nel derby) e in attesa di un editoriale di ritorsione di Feltri in cui si dimostra che Mourinho ha preso una multa per divieto di sosta davanti a un locale gay, passerei ad analizzare dettagliatamente quello che è successo ieri sera tra il 27:05 e il 28:19 del primo tempo di Milan-Inter.
Siamo dunque al ventisettesimo del primo tempo, sullo 0-0... anzi no, prima di gettarci sul minuto fatale, vediamo cosa è successo fin qui.
I commentatori di Sky (Caressa e Bergomi in diretta, ma poi anche gli altri nel dopopartita) affermeranno che il Milan ha giocato meglio i primi 20 minuti. Di fatto, e basta vedere la registrazione, i primi 7 minuti sono tutti dell'Inter: il Milan tenta il pressing, ma l'Inter ottiene un tiro alto di Milito da fuori (1:43), un altro splendido tiro di Sneijder (5:16) con super-parata di Storari e infine l'ammonizione a Flamini (6:46) che entra in ritardo su Lucio.
Poi, effettivamente, si è svegliato il Milan: prima con una travolgente incursione di Flamini (7:15) chiusa debolmente e poi con un tiro di Pato respinto da Samuel (a 9:33, era una discreta occasione, Pato perde un po' il tempo).
Siamo a 10:42 e Caressa dice: "11 minuti di gioco, meglio il Milan", ma di fatto il Milan ha iniziato a giocare solo da tre minuti e mezzo e come occasioni le due squadre sono pari.
A 10:51 Ronaldinho passa col petto in area, ma Lucio chiude. Da 11:20 a 12:23 l'Inter tiene la palla praticamente per oltre un minuto, poi il cross di Maicon dal limite dell'area è controllato da Storari. A 12:40 nuova occasione per il Milan: Pato si beve Lucio sulla fascia sinistra, entra in area e scarica per Ronaldinho che con uno strano tuffo colpisce e manda alto, poi se la prende con Stankovic (forse per non farsi ammonire per simulazione). Ma l'azione è stata bella ed effettivamente, ora come ora, ai punti vincerebbe il Milan. A 13:56 diagonale di Ronaldinho controllato così così da Julio Cesar, al 14:33 colpo di testa impreciso di Ronaldinho da 7 metri. A 16:00 il Milan conquista il primo calcio d'angolo della partita: qui sullo scatto Gattuso si infortuna (evento che si rivelerà in seguito decisivo) e sta giù per un minuto. A 18:00 Ronaldinho lancia un po' lungo per Borriello. A 20:05 colpo di testa fuori da 7 metri di Borriello.
La netta supremazia del Milan finisce qui: è durata 13 minuti cioè dal settimo al ventesimo (e tenendo conto di un minuto tutto Inter e di un minuto di infortunio a Gattuso, si tratta giusto undici minuti).
Poi l'Inter si rimette in carreggiata: tra il 20:58 e il 27:00 domina, sia pure un po' sterilmente, conquistando due punizioni dal limite (che Sneijder si fa ribattere) e tre calci d'angolo, anche se sul ribaltamento del secondo (24:20) Julio Cesar deve uscire fin quasi sull'out a precedere Pato con un grande dribbling.
E così arriviamo al 27:05 quando il Milan, ripartendo dopo il terzo calcio d'angolo dell'Inter, conquista un calcio di punizione dalla propria tre quarti.
Ora attenzione: nel giro di 50 secondi Milan e Inter batteranno due calci di punizione più o meno dalla stessa posizione. Il Milan impiegherà 38 secondi solo per battere il proprio, lo farà con un lancio lungo e impreciso su Borriello (sì, uno di famosi lanci lunghi per cui tutti accusavano l'Inter di scarso gioco) e perderà palla in 3 secondi. L'Inter batterà il proprio dopo solo 5 secondi (contro i 38 del Milan) e con un'azione palla a terra, della durata di 26 secondi, con undici passaggi tra sei giocatori (di cui tre appena acquistati) va in porta e, di fatto, chiude la partita. In tutto 31 secondi: nello stesso tempo il Milan non ha ancora battuto la propria punizione! Ma vediamo le azioni passo-passo.
27:05 Sneijder commette fallo su Pirlo nella metà campo del Milan sulla fascia destra (del Milan);
27:34 A gioco ancora fermo la telecamera inquadra Ronaldinho che fa segno ai compagni di salire. Caressa commenta: "Ronaldinho sempre più leader dà indicazioni alla squadra";
27:43 Finalmente la punizione viene battuta (38 secondi dopo!): lancio lungo (probabilmente di Pirlo, non si vede bene) per Borriello appostato poco fuori dall'area;
27:47 Samuel di testa anticipa Borriello, la palla arriva a Chivu;
27:50 Ronaldinho commette fallo su Chivu, sulla trequarti difensiva dell'Inter, verso sinistra;
27:55 Thiago Motta batte velocemente la punizione, passa corto a Stankovic, che passeggia poco prima del cerchio di centrocampo;
27:57 Passaggio corto di Stankovic per Zanetti;
28:00 Zanetti fa qualche passo in orizzontale verso destra poco prima del cerchio di centrocampo, poi passa in diagonale a Maicon, sempre con palla a terra;
28:02 Maicon riceve palla sulla destra poco oltre la metà campo, fa qualche metro in avanti poi, per evitare Flamini, punta verso il centro;
28:05 Maicon, sempre seguito da Flamini, dopo essersi portato sul centrodestra a circa 10 metri dall'area, passa a Eto'o, che si trova 5-6 metri davanti a sé, spalle alla porta ed è venuto incontro al pallone staccandosi leggermente da Jankulovski, quarto di sinistra della difesa schierata del Milan;
28:06 Eto'o, che ha appunto dietro di sé Jankulovski, passa di prima a Zanetti, che nel frattempo si è infilato nel buco sulla trequarti di destra lasciata da Maicon e Flamini che si sono accentrati;
28:07 Zanetti ripassa di prima in orizzontale a Eto'o che ha fatto qualche metro all'indietro, staccandosi ulteriormente da Jankulovski;
28:08 Nel frattempo, lontano dall'azione, Milito cammina senza palla sul limite dall'area, da sinistra verso destra: lascia Zambrotta (primo da destra della difesa del Milan). Accentrandosi viene preso in consegna da Nesta, secondo (da destra);
28:09 Eto'o invece, palla al piede, viene preso in consegna da Pirlo, che precede Flamini nell'andare a chiudere, mentre Jankulovski riscala a sinistra, ma più verso la linea di fondo rispetto a Zanetti che resta relativamente libero a destra. Eto'o fa qualche metro in avanti, Maicon si smarca passando alle spalle di Flamini e si inserisce nello spazio tra Jankulovski e Thiago Silva (terzo e quarto da destra della difesa del Milan) ma Eto'o non lo vede (o decide di non passargli la palla);
28:10 In questo momento la difesa del Milan è schierata: nell'inquadratura si vedono 7 milanisti e 5 interisti, ma ci sono Zanetti, Maicon e Thiago Motta, che sta arrivando centralmente, piuttosto liberi, mentre Milito è in area marcato da Nesta ed Eto'o è fuori area, con la palla tra Pirlo e Flamini;
28:11 Eto'o fa qualche metro verso l'area tornando nella sua posizione precedente, ma è chiuso da Pirlo e riscarica verso Zanetti, che è rimasto dov'era, largo a destra;
28:13 Zanetti fa qualche metro verso il centro, poi passa in orizzontale a Thiago Motta che si trova in posizione centrale, a circa 10 metri dall'area;
28:14 Thiago Motta di prima passa davanti a sé verso Eto'o che, nel frattempo, è scivolato in orizzontale "tra le linee", cioè davanti ai difensori, da destra verso il centro a 4-5 metri dall'area, seguito da Thiago Silva;
28:15 Eto'o passa di prima in orizzontale verso sinistra (sempre a 3-4 metri dall'area) a Milito, (che nel frattempo ha fatto qualche metro indietro e verso sinistra per staccarsi da Nesta e anche un po' da Zambrotta);
28:16 Eto'o, dopo il passaggio continua a scivolare verso sinistra e in avanti, seguito da Thiago Silva, il quale ha lasciato un buco tra Jankulovski e Nesta (cioè nella posizione del terzo da destra della difesa del Milan);
28:17 Milito si aggiusta la palla, poco fuori dalla lunetta e poi la mette velocemente in diagonale in avanti verso il centrodestra dell'area;
28:18 Thiago Motta, che dopo il passaggio di 28:14 è scivolato dietro a Flamini, (il quale dopo aver inseguito Maicon a 28:06 non ha più saputo cosa fare e chi seguire come una trottola impazzita) si infila nell'area, dove sta arrivando il pallone di Milito;
28:19 Thiago Motta, agli 11-12 metri, sul centrodestra dell'area, colpisce di prima con il piatto sinistro a giro sul secondo palo, alle spalle di Storari. Gol.
Ventisei secondi di grande calcio, tutto palla a terra.
Poi ci sarà il rigore con il contropiede di Eto'o, il regalo della mancata espulsione di Gattuso, lo splendido cambio della maglia ritardato di Seedorf, la vera espulsione di Gattuso che se la prende con la panchina (goduria maxima!), le meraviglie di Maicon e di Dejan, insomma le solite cose...

mercoledì 8 luglio 2009

Le dodici strofe più travolgenti della canzone italiana.

Le recenti performance canore di Matteo Salvini ci restituiscono l'immagine di una nuova generazione di politici in preoccupante calo di creatività. Niente da dire sulla musica, ma sulle parole c'è, a detta di tutti, ampio margine di miglioramento.
Forse è proprio questo il momento giusto per andare a selezionare le dodici strofe più travolgenti della canzone italiana.

Ecco le mie proposte, con l'unico limite di non selezionare più di un pezzo per cantante o gruppo.

E canto "Please don't let me be misunderstood"
mentre parcheggio nel parcheggio l'Alfasud.
1. Elio e le Storie Tese "Discomusic"

M’hai guardato. Hai taciuto.
Ho pensato: "Beh, son piaciuto".
2. Fred Buscaglione "Eri piccola così" (parole: Leo Chiosso)

Tu non perderti quest'ultima occasione di fuggire dalla noia quotidiana
insieme a me a Copacabana, a Copacabana, a Copacabana
tatta tata tata tata tata ta taita ta ta ta
ah papu pabu pabu
papua paba pabu
te te te, ta ta ta, ta te, ta te tatata tata.
3. Stefano Bollani ("Copacabana")

Fate attenzione alla differenza tra camminare e nuotare.
4. Claudio Cecchetto "Gioca Jouer"

No non mi va preferisco restare qui
ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar così
pompar l'acqua del canale poco fieno nel fienile troppo da fare...
5. Lucio Battisti - Le allettanti promesse (parole: Mogol)

Tra le stelle sprinta e va.
6. Actarus "Ufo Robot Ufo Robot" (parole: L. Albertelli)

Usciamo a Nottingam sud, e andiamo a casa di mia nonna.
Lei ti capirà, ha dei parenti in città.
Ad Ankara. Ankara uno Lazio zero.
Scusa Ameri, per me è molto duro.
7. Squallor "Nottingam"

L'altra sera al ristorante
ho mangiato molti cibi.
8. Riz Samaritano "Cadavere spaziale"

Cammina avanti vai
che adesso vengo anch'io
amore dai spingi sul gas.
9. Nada "Ti stringerò" (autori: Mauro Lusini, Gerry Manzoli)

E invece sto sdraiato
Senza fiato
Scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato.
10. Daniele Silvestri "Salirò"

Non voglio esser solo
che fondamentalmente poi m'annoio
il fuoco è bello sì ma brucia.
11. Afterhours "Baby Fiducia"

Oba-ba-lu-ba ti può dare quello che vuoi tu
Ad occhi chiusi puoi trovare l'isola del sud.
12. Daniela Goggi "Oba-ba-lu-ba" (parole: Franco Castellano, Giuseppe "Pipolo" Moccia)

Votate la vostra preferita o proponetene altre!

Nota: Gli autori sono indicati solo se diversi dall'interprete o, nel caso di gruppi, dai componenti della band.

sabato 4 luglio 2009

Barillah e Telecom Italiah

Quando ero bambino per telefonare c'era solo la Sip e quando c'era da fare la pastasciutta, cioè tutti i giorni, a casa mia si usava quasi solo la pasta Barilla.
Poi la Sip è diventata Telecom Italia e adesso è soltanto uno dei quattro o cinque operatori di telefonia, anche se per molti utenti rappresenta ancora quello "normale". Anche la Barilla ha visto aumentare il novero dei concorrenti, ma resta largamente prevalente nei piatti fondi degli italiani. Insomma, Telecom Italia e Barilla, insieme con altre cose, sono i prodotti di chi non sceglie, di chi non prova a cambiare, i prodotti "di default".
La Barilla trionfa, ad esempio, nei piccoli negozi di alimentari della provincia italiana. Sì perché l'alimentazione di milioni di italiani non passa da Eataly e presidi Slowfood, ma da piccoli insulsi negozi di alimentari dove di pasta c'è solo la Barilla, di succhi di frutta solo i Santal, di biscotti solo i Mulino Bianco. Non riesco a immaginare niente di più anonimo di questi emporietti che si presentano anche con un approccio familiare, ma non propongono mai niente di sfizioso, solo prodotti mainstream di livello mediobasso. Mi trovavo in questi giorni dalle parti di Salò, sul lago di Garda, zona di produzione di ottimo olio d'oliva, ma il piccolo negozio di alimentari del paese smerciava solo un olio industriale della provincia di Perugia. Perché tanta banalità? Perché tanta sciatteria?
Vabbene, però anche i pigri consumatori di pasta Barilla e utenti Telecom hanno bisogno di sentirsi un po' speciali. La soluzione sta nel dargli l'acca.
Ci pensano gli spot televisivi dove Telecom Italia diventa "Telecom Italiah" nella rassicurante interpretazione di Elena Sofia Ricci ("Io sto con Telecom ItaliaH") e Barilla diventa Barillah nella francamente paternalistica interpretazione di Mina (Minah?).
Un'acca, una piccola emissione di fiato che segnala tutta l'autorevolezza, il prestigio, la serietà di una marca. Certamente Telecom Italiah è tutt'altra cosa rispetto a Telecom Italia, così come Samantah è certamente più gnocca di Samanta.

A essere precisi Mina non inserisce la H esattamente in coda a Barilla (forse le hanno chiesto di non rovinare il suono del brand) in compenso ne regala a iosa (iosah?) nel resto dello spot. Cliccare per credereh!

lunedì 1 giugno 2009

E cosa ci vorrà mai: Repubblica, ecco qua!

1. Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
Non ho mai conosciuto il padre di Noemi Letizia.

2. Nel corso di questa amicizia quante volte vi siete incontrati e dove?
Meno di una, non ricordo dove.

3. Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
Ma ci sei o ci fai?

4. Perché ha discusso le candidature con Letizia che non è neanche iscritto al Pdl?
Beh, se è per questo neanche io sono iscritto al Pdl e, se non mi cade una tegola in testa, non credo che lo sarò mai.

5. Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
Purtroppo suo padre non me l'ha mai presentata.

6. Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
Mettiamola così, non l'ho mai incontrata senza che fosse presente suo padre che, peraltro, non ho mai incontrato.

7. Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
Forse è più facile che sia Noemi a sostenere la mia famiglia, visto che ha quattro appartamenti intestati.

8. E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo e in politica?
Lo farò sicuramente, se ne avrò l'occasione, ma non gliel'ho ancora promesso.

9. Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
Se Veronica Lario ha detto questa cosa, ma sfido chiunque a dimostrarlo, forse era mossa da gelosia nei miei confronti.

10. Sua moglie dice che lei “non sta bene” e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
Mia moglie si riferiva alla mia allergia all'ambrosia. Devo ammettere che ne soffro da alcuni anni.

mercoledì 6 maggio 2009

Come mandare in vacca un dibattito tv - Lezione 1

Nel mezzo di un dibattito televisivo siete in difficoltà, diciamo pure che il vostro avversario Amilcare Santolozzi vi sta asfaltando: conosce meglio la materia, vi ribatte punto su punto ed è platealmente spalleggiato dal conduttore. Nessun problema, ecco come muoversi.
1. Lasciate parlare il vostro contendente senza cercare di contrapporvisi. Poniamo che il tema sia: "Come preparare il risotto alla milanese". Il vostro avversario potrà ad esempio spiegare incidentalmente che "per il soffritto occorrono burro e cipolla". Lasciatelo placidamente esporre la sua idea, limitandovi a regalare alla telecamera qualche sorriso idiota di sufficienza qualora il regista staccasse su di voi.
2. Quando sarà il vostro turno prendetela larga, come un falco. Poi, improvvisamente, scendete in picchiata riassumendo in maniera erronea il pensiero del vostro avversario. Per farlo alla perfezione dovrete prendere un punto marginale, passato quasi inosservato del suo discorso. Lo ingigantite, lo rallentate e - ovviamente - lo rovesciate completamente. "Affermare - come ha fatto Santolozzi - che per il soffritto del risotto alla milanese si debbano utilizzare aglio e olio è una vera bestemmia".
3. In meno di due secondi netti il Santolozzi - che tipo prevedibile, poveretto! - scatterà come una molla: "Non è vero, non è vero io ho detto burro e cipolla!!".
4. A questo punto avete la vittoria in pugno. Il Santolozzi per tutti quelli che ascoltano distrattamente (la maggior parte) o che si sono appena collegati (alcuni altri) passa per uno che NON sa come si fa il soffritto del risotto alla milanese. Inoltre è uno che si inalbera facilmente, mentre voi sorridete placido. Infine è uno che interrompe gli altri. Ma perché tutti se ne accorgano dovete sottolinearlo, come illustrato nel punto 5.
5. "Scusa Santolozzi, non ti ho interrotto quando parlavi tu, non interrompermi quando parlo io".
Il Santolozzi cercherà di darvi ulteriormente sulla voce, spiegando che nel soffritto del risotto alla milanese classico si utilizza anche il midollo. (Oh, il Santolozzi, la sa!). Voi fate la vittima alzando gli occhi al cielo, facendo finta di restare in silenzio, emettendo però qualche mugolio per aumentare il livello della confusione. Il conduttore, che percepisce un po' di rumore, ma non ha la minima idea di cosa sia il risotto alla milanese, cercherà di interrompere l'inutile querelle per lanciare l'ennesimo servizio ancora più inutile.
E voi? Voi che del risotto alla milanese sapete ancora meno del conduttore ve la siete cavata splendidamente: più sorridente, più serio e preparato del vostro contendente, siete anche anche infinitamente più educato. Inoltre siete stato interrotto e al prossimo turno, quando si parlerà di temi a voi cari, avrete diritto di parlare per primo.

mercoledì 22 aprile 2009

Sua Altezza

Da Tuttosport 14 aprile 2009: "Rivogliamo la Juve! - Secondo posto e coppa Italia non possono essere obiettivi all'altezza del glorioso passato".
Appunto.
ps: Bocche e porte chiuse.

mercoledì 8 aprile 2009

Abruzzo - I dubbi dell'8 aprile

Nel migliore dei mondi possibili non ci sono terremoti, né case costruite male. Ma se ci fossero anche lì, nel migliore dei mondi possibili la Protezione Civile sarebbe l'unico ente, autorità assoluta, efficientissima ed infallibile, a fornire (o quanto meno a coordinare) assistenza e soccorsi. Sulla carta è già così. Ma noi italiani non ci fidiamo mai. Forse facciamo bene, perché conosciamo le debolezze e le inefficienze delle nostre macchine (carrozzoni?) ufficiali. Ma allo stesso tempo, non fidandoci, indeboliamo costantemente le nostre macchine ufficiali.
Stamattina, a Radio Popolare, un responsabile di Rifondazione Comunista ha raccontato che, già dieci ore dopo il sisma, un gruppo di militanti aveva allestito a Tempera, una delle località colpite, una cucina da campo che distribuiva alimenti, colmando, in quella specifica località, la lacuna di intervento della Protezione Civile il cui funzionario, una volta sul posto, si era limitato a fare le pulci sulle certificazioni sanitarie della cucina da campo. In ogni caso il gruppo di Rifondazione aveva proseguito nella distribuzione del cibo. Solo in un secondo tempo anche questo gruppo si era coordinato meglio con la Protezione Civile, nel frattempo organizzatasi a Tempera, i funzionari della quale avevano indicato al gruppo di Rifondazione Comunista di raggiungere una seconda località ancora sguarnita di cucina da campo (spero di avere riassunto bene il contenuto della telefonata tra Bacchetta di Radio Popolare e il rappresentante di Rifondazione, ma penso proprio di sì, avevo già preso un paio di caffè).
Ho una grande ammirazione per chi realizza questi interventi: testimoniano la celebre elasticità italiana che ci permette, con un enorme cuore e con una certa diffidenza nei confronti delle autorità preposte, di sopperire alle carenze strutturali del paese. Ma questa continua (e spessissimo legittima) diffidenza forse contribuisce a indebolire le autorità preposte innescando un circolo vizioso da cui uscire sembra impossibile. Azzardo una domanda: questo agire sempre "all'italiana", non è addirittura partecipe di quella stessa cultura che ci fa costruire case meno sicure, perché tanto poi ci arrangiamo col geometra e con il tecnico del comune, che poi magari sono generosissimi (cuore grande all'italiana) quando c'è da partecipare ai soccorsi, ma molto laschi e poco rigorosi quando devono fare il noioso lavoro di controllo ufficiale cui sono preposti?
Anche le raccolte di fondi... dovrebbe esserci un unico numero in tutto il paese dove mandare i soldi, coordinato dalla Protezione Civile. E infatti il numero c'è: con un sms al 48580 si dona un euro. Sapranno ben loro a chi dare i soldi.
E invece perché non c'è un quotidiano, un partito, una associazione, un ente religioso, un gruppo di tifosi che non stia organizzando, ognuno per conto proprio, un'altra raccolta fondi? A chi mandano questi soldi? Immagino che ognuno di questi enti si creda più accorto della Protezione Civile nel selezionare i beneficiari della colletta. Nel migliore dei mondi possibili dovrebbe essere un unico centro a raccogliere i soldi e poi valutare le esigenze della comunità e dei soccorsi.
E ci dovremmo fidare? Forse per ora no, ma continuando a fare ognuno di testa propria dove crediamo di andare? Ma forse sto sbagliando tutto io e dovremmo solo portare rispetto per chi sta facendo qualcosa, in qualsiasi modo.