martedì 20 dicembre 2016

Concerti a San Siro

Fino a un anno fa, sulla pagina Wikipedia dedicata allo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro), era presente un'interessante lista dei concerti che vi si erano tenuti a partire dal primo evento del 27 giugno 1980 (Bob Marley, io c'ero). Non so cosa abbia spinto l'utente Fringio (gliel'ho chiesto, comunque) a rimuoverla, il 20 novembre 2015. Prima che l'informazione vada perduta (le vecchie versioni delle pagine wiki sono disponibili, ma difficili da intercettare per i motori di ricerca) posto qui le date fino al 2015 da integrare con quelle successive (penso sia poca roba).

  1. Bob Marley (27 giugno 1980) [1]
  2. Angelo Branduardi - Stephen Stills - Richie Havens (15 luglio 1980) [2]
  3. Edoardo Bennato (19 luglio 1980[3]
  4. Bob Dylan - Carlos Santana (24 giugno 1984[4]
  5. Bruce Springsteen (21 giugno 1985[5]
  6. Claudio Baglioni (7 luglio 1985[6]
  7. Claudio Baglioni (1º luglio 1986[7]
  8. Simple Minds (13 luglio 1986[8]
  9. Milano Suono Festival (16 - 20 luglio 1986[9-13]
  10. Genesis (19 maggio 1987 [14]
  11. Duran Duran (5 giugno 1987[15]
  12. David Bowie (10 giugno 1987[16]
  13. Vasco Rossi (10 luglio 1990[17]
  14. Antonello Venditti (28 maggio 1992[18]
  15. Al Bano & Romina Power (4 luglio 1994[19]
  16. Vasco Rossi (7 e 8 luglio 1995[20-21]
  17. Vasco Rossi (15 giugno 1996[22]
  18. Michael Jackson (18 giugno 1997[23]
  19. Ligabue (27 e 28 giugno 1997[24-25]
  20. Eros Ramazzotti (23 maggio 1998[26]
  21. Claudio Baglioni (9 luglio 1998[27]
  22. Ligabue (5 e 6 luglio 2002[28-29]
  23. The Rolling Stones (10 giugno 2003[30]
  24. Claudio Baglioni (19 giugno 2003[31]
  25. Bruce Springsteen (28 giugno 2003[32]
  26. Vasco Rossi (4,5 e 8 luglio 2003[33-35]
  27. Renato Zero (29 maggio 2004[36]
  28. Red Hot Chili Peppers (8 giugno 2004[37]
  29. Vasco Rossi (12 e 13 giugno 2004[38-39]
  30. U2 (20 e 21 luglio 2005[40-41]
  31. Ligabue (27 maggio 2006[42]
  32. The Rolling Stones (11 luglio 2006[43]
  33. Robbie Williams (22 luglio 2006[44]
  34. Renato Zero (21 maggio 2007[45]
  35. Laura Pausini (2 giugno 2007[46]
  36. Vasco Rossi (21 e 22 giugno 2007[47-48]
  37. Biagio Antonacci (30 giugno 2007[49]
  38. Negramaro (31 maggio 2008[50]
  39. Vasco Rossi (6 e 7 giugno 2008[51-52]
  40. Zucchero (14 giugno 2008[53]
  41. Bruce Springsteen (25 giugno 2008[54]
  42. Ligabue (4 e 5 luglio 2008[55-56]
  43. Depeche Mode (18 giugno 2009[57]
  44. Amiche per l'Abruzzo (21 giugno 2009[58]
  45. U2 (7 e 8 luglio 2009[59-60]
  46. Madonna (14 luglio 2009[61]
  47. Muse (8 giugno 2010[62]
  48. Ligabue (16 e 17 luglio 2010[63-64]
  49. Vasco Rossi (16, 17, 21 e 22 giugno 2011[65-68]
  50. Take That (12 luglio 2011[69]
  51. Bruce Springsteen (7 giugno 2012[70]
  52. Madonna (14 giugno 2012[71]
  53. Bruce Springsteen (3 giugno 2013[72]
  54. Jovanotti (19 e 20 giugno 2013[72-73]
  55. Bon Jovi (29 giugno 2013[74]
  56. Negramaro (13 luglio 2013[75]
  57. Depeche Mode (18 luglio 2013[76]
  58. Robbie Williams (31 luglio 2013[77]
  59. Biagio Antonacci (31 maggio 2014[78]
  60. Ligabue (6 e 7 giugno 2014[79-80]
  61. Pearl Jam (20 giugno 2014[81]
  62. One Direction (28 e 29 giugno 2014[82-83]
  63. Vasco Rossi (4, 5, 9 e 10 luglio 2014[84-87]
  64. Modà (19 luglio 2014[88]
  65. Vasco Rossi (17 e 18 giugno 2015[89-90]
  66. Jovanotti (25, 26 e 27 giugno 2015[91-93]
  67. Tiziano Ferro (4 e 5 luglio 2015[94-95]
  68. Laura Pausini (4 e 5 giugno 2016) [96-97]
  69. Pooh (10 e 11 giugno 2016) [98-99]
  70. Modà (18 e 19 giugno 2016) [100-101]
  71. Bruce Springsteen (3 e 5 luglio 2016) [102-103]
  72. Rihanna (13 luglio 2016) [104]
  73. Beyoncè (18 luglio 2016) [105]
  74. Davide Van De Sfroos (9 giugno 2017) [106]
  75. Tiziano Ferro (16 e 17 giugno 2017) [107-108]
  76. Depeche Mode (27 giugno 2017) [109]
  77. Coldplay (3 e 4 luglio 2017) [110-111]
  78. J-Ax e Fedez (1 giugno 2018) [112]
  79. Marilyn Manson (19 giugno 2018) [113]
  80. Cesare Cremonini (20 giugno 2018) [114]
  81. Negramaro (27 giugno 2018) [115]
  82. Santana (28 giugno 2018) [116]
  83. Martin Garrix (29 giugno 2018) [117]

Le date dal 2016 sono state aggiunte a mano, seguendo lo standard che era stato utilizzato a suo tempo di Wikipedia. Formalmente i concerti al punto 71 sono stati inseriti in cartellone come Bruce Springsteen and the E Street Band, sarei propenso a credere che questo valga per tutti i concerti del Boss, sia a San Siro che altrove.

A questo punto possiamo stilare le classifica degli artisti con almeno due presenze a San Siro:


Vasco Rossi 23
Ligabue 11
Bruce Springsteen 7
Jovanotti 5
U2, Claudio Baglioni, Tiziano Ferro 4
Modà, Depeche Mode, Negramaro, Laura Pausini 3
Renato Zero, Madonna, Biagio Antonacci, The Rolling Stones, One Direction, Robbie Williams, Coldplay, Pooh 2






lunedì 19 dicembre 2016

Pionieri

Mio padre lavorava per la IBM e alla fine del 1963 venne assegnato per quasi un anno allo stabilimento di San José in California. Io avevo pochi mesi e non ricordo nulla, ma le fresche memorie di quel viaggio che risuonavano nelle conversazioni dei miei genitori, rinfrescate da una quarantina di filmini in 8mm proposti annualmente (Yosemite, Golden Gate, Monterey, Marco -io- che cammina a Beverly Hills o a Disneyland, ecc.) hanno ossessionato la mia infanzia. Per le mie sorelle doveva essere anche peggio, perché - essendo nate dopo - non avevano neanche il piacere di rivedersi nei filmini. Ma assieme ai ricordi i miei avevano portato a casa valanghe di oggetti: la stessa cinepresa, una macchina per il montaggio dei film che ho scoperto da poco e che credo mio padre non abbia mai usato, un televisore, un albero di Natale argentato, molti contenitori Tupperware, moltissime altre cose che ora non mi sovvengono, e una ventina di LP. Del tutto ignari dell'epopea rock, ma anche della Beatlemania (i Fab Four giunsero negli USA mentre eravamo lì) i miei, ma penso soprattutto mio padre, si lasciarono affascinare da artisti molto diversi tra loro: un suonatore di koto giapponese, il tenore Mario Lanza, Nat King Cole e diversi altri. Tutta musica che da bambino cercavo di scoprire utilizzando il sistema compatto Grundig, acquistato in seguito, nel 1967 il cui giradischi andava a 16,  33, 45 e 78 giri (a 16 giri l'unico disco disponibile a casa era uno sgorbietto di vinile molle allegato al National Geographic, se non ricordo male). Tra i molti 33 giri invece quelli che mi divertivano di più erano due album di canzoni "dei cowboy". Per molto tempo, grosso modo ai tempi delle elementari, li ho ascoltati a casa con discreto piacere. Fuori da casa mi piacevano prima Celentano (Il ragazzo della via Gluck, Azzurro) poi Battisti (Acqua azzurra, acqua chiara, I giardini di marzo) e su questi mi confrontavo coi miei amici. In casa ascoltavo "i cowboy" con canzoni che nessuno dei miei amici conosceva, perché i loro genitori non erano stati in America. In qualche angolo della testa pensavo che quei dischi fossero opere semiclandestine persino negli USA, suonate da artisti fantasma. Poi un giorno, qualche anno fa, mi capitò di sentire la canzone "El Paso", che era una di quelle coverizzate dai "cowboy" e mi si è aperto un mondo. Ho cercato informazioni e ho scoperto molte cose. Intanto la "band" si chiamava "The Sons of the Pioneers", attiva dal 1933! con 41 membri diversi. E poi i testi, meraviglia! A una prima analisi tra le parole più frequenti nelle loro canzoni sono: saddle (sella), tumbleweed (cespuglio rotolante) e Wyoming. Non voglio togliere molto gusto nella scoperta della band, così rimando alla loro voce su Wikipedia, vi basti sapere che quando in un western anni Cinquanta o Sessanta si canta la notte in un accampamento improvvisato attorno al fuoco, spesso i cantanti di contorno sono loro. Ma la vera scoperta, per me, è che i dischi che ascoltavo - che io pensavo irreperibili al mondo, sono disponibili su Spotify. Non sono i loro migliori, ma sono probabilmente quelli che andavano per la maggiore nel 1963-64: The Lure of the Tumbleweed Trail e The Best of The Sons of the Pioneers. Sfortunatamente non sono su youtube, e allora posto forse la loro canzone più famosa.


Ma prima di chiudere, vorrei postare anche il testo e video della già citata El Paso, la canzone che mi ha fatto riaprire le indagini sui Sons of the Pioneers (qui nella versione originale di Marty Robbins, quella dei Sons non è disponibile su youtube). Il testo racconta l'amore del protagonista per una bruna messicana, l'intromissione di un wild young cowboy, lo scontro, la fuga e il ritorno. Non è forse la più tipica tra la canzoni coverizzate dai Sons of the Pioneers (troppo norteña), ma certamente una delle migliori. Ps: dashing and daring si potrebbe tradurre con "baldo e spavaldo", spostando l'assonanza anglosassone verso una rima latina. Me la passi, Marco Rossari?

"El Paso"
Out in the West Texas town of El Paso
I fell in love with a Mexican girl
Nighttime would find me in Rosa's cantina
Music would play and Felina would whirl

Blacker than night were the eyes of Felina
Wicked and evil while casting a spell
My love was deep for this Mexican maiden
I was in love but in vain, I could tell

One night a wild young cowboy came in
Wild as the West Texas wind
Dashing and daring, a drink he was sharing
With wicked Felina, the girl that I loved

So in anger I
Challenged his right for the love of this maiden
Down went his hand for the gun that he wore
My challenge was answered in less than a heartbeat
The handsome young stranger lay dead on the floor

Out through the back door of Rosa's I ran
Out where the horses were tied
I caught a good one, it looked like it could run
Up on its back and away I did ride

Just as fast as I
Could from the West Texas town of El Paso
Out to the badlands of New Mexico

Back in El Paso my life would be worthless
Everything's gone in life; nothing is left
It's been so long since I've seen the young maiden
My love is stronger than my fear of death

I saddled up and away I did go
Riding alone in the dark
Maybe tomorrow, a bullet may find me
Tonight nothing's worse than this pain in my heart

And at last here I
Am on the hill overlooking El Paso
I can see Rosa's cantina below
My love is strong and it pushes me onward
Down off the hill to Felina I go

Off to my right I see five mounted cowboys
Off to my left ride a dozen or more
Shouting and shooting, I can't let them catch me
I have to make it to Rosa's back door

Something is dreadfully wrong for I feel
A deep burning pain in my side
Though I am trying to stay in the saddle
I'm getting weary, unable to ride

But my love for
Felina is strong and I rise where I've fallen
Though I am weary I can't stop to rest
I see the white puff of smoke from the rifle
I feel the bullet go deep in my chest

From out of nowhere Felina has found me
Kissing my cheek as she kneels by my side
Cradled by two loving arms that I'll die for
One little kiss and Felina, goodbye.

venerdì 18 novembre 2016

giovedì 17 novembre 2016

Le voci della città - Le tappe (work-in-progress)

https://travefy.com/plan#/trip/602873/days/day/1968692

venerdì 23 settembre 2016

Livorno - Il senso del ridicolo

Chi ben Comencini
(o della terza accezione di spirito)
“Non voglio cominciar con Comencini”
commenterà un compunto Bartezzaghi
“è comodo ed è comico e non consono:
ficcateci un filosofo, un fenomeno
un fenomenologico di spirito
che mentre ci distingue geist e witz
sia in grado di servirci anche uno spritz”.



Geppi dentro
Di quali temi poi ci parlerà la Geppi
dall'alto io purtroppo non lo seppi
è Geppi dentro il titolo e si spera
che non si riferisca alla galera
col cambio d'iniziale Geppi in ceppi:
non serve qui un bernoccolo da maghi,
già vedo sbellicarsi Bartezzaghi.



Tutti a casa?
Ci troveremo qui dopo Ferraris
a salutare assieme la Cucciari,
ma prima ascolteremo Alberto Sordi
cantare mentre esegue una marcetta
Mamma ritorno ancor nella casetta
ed io divinerò, ma con il trucco
poi tutti a... farsi un chilo di cacciucco.



Grasse risate
Vedo e prevedo un sabato faceto
ed ora ve ne svelerò il segreto:
si parlerà di sitcom ridanciana
(nel logo con la buccia di banana
c'è un nastro da cui parton le risate).
Per chi fa tivù e radio, sai che spasso
potere farsi beffe di Aldo Grasso?




Arrivedorci
E anche se casca il mondo poi non voglio
bucare il seminario Stanlio e Ollio.
Lo ammetto, voi chiamatemi stupìdo,
non conto fino a tre: li guardo e rido,
ne parlerà Gimmelli da Milano
speriamo che non getti perle ai porci
prima di dire a tutti arrivedorci.




Il ridicolo del miracolo
E poi sarà miracolo italiano
colleghi della stessa Radio2:
LaLaura parla sempre da Milano
Fabio da Roma o dalle parti sue.
Sempre incisivo lui, anzi Canino,
ci spiegheranno come coniugare
i verbi sganasciarsi ed imparare.




Impera l'arte
Chi crede che l'artista sia un barbogio
con l'occhio vitreo e con il viso mogio
potrà cambiare al volo l'opinione
all'una meno un quarto, una lezione:
c'è Daninos, tu punta l'orologio
ché Giotto, Botticelli e anche Vasari
son stati mattacchioni straordinari.



Molto meglio dei Modà
Ma i meglio mattacchioni stanno qui
lo provano le teste di Modì:
sberleffo tu fai rima con Livorno!
Trent'anni son passati da quel giorno:
le teste in copertina a Panorama
Farneti, che ne era il vicedirettore,
dall'acqua dragherà del buonumore.



Lottava l'ottava
La strofa fino ad ora utilizzata
quella di sette versi e stravagante
chiede a gran voce d'essere allungata
come da tradizione fiesolana
che stan per arrivare Bradamante
e il prode della casa di Mongrana:
sarebbe invero molto, molto grave
non celebrar l'Ariosto con le ottave.



L'Orlando Curioso
Se i falsi, anche per burla, ti fan schifo
Bondi dalla Normale arriverà
e ti farà sognare l'ippogrifo,
le immagini col testo sposerà
(progetto per cui è giusto fare il tifo):
perché l'Ariosto è comico dirà.
Un intervento magico e sfizioso,
sarà un Orlando, sì, però curioso.



Élan Vital
Lui è direttore, ma di due riviste
molto diverse, anzi quasi opposte:
in radio lo chiamiamo molto spesso
all'alba mentre il cane porta a spasso.
Vitali ci dirà per cosa ride,
chi è in grado di strappargli una risata
anche se è molto grigia la giornata



Perché ridi?
Insomma quali comiche emozioni
lui prova tra i Sorrisi e le Canzoni
e news sulle avventure di Bergoglio?
È pure nerazzurro e spero e voglio
anche se qui è la patria di Chiellini
che tra le cose causa di sorrisi
dica “la Juve in preda ad una crisi”.



Campanile (domani) sera
Svelarvi quel che accade nella piazza
potrebbe rovinare la sorpresa
ma già intravvedo gente che sghignazza
ed altra dal gran ridere distesa.
“Che mago – dite – lui non sa una mazza!”
Ma no: non faccio spoiler nell'attesa.
Nessuno più di me – vi giuro – sa
quello che il relatore leggerà.




Il lupo di dubbio
Ed ecco Amleto, il re della risata,
notoriamente un tipo spiritoso
ma poi grattando sotto la facciata
di quel suo danish humour contagioso
scopri un ragazzo umbratile e dubbioso
sarà un delirio splendido e frenetico
del Collettivo sì però Cinetico




Lottava l'Ottavia
Fu Angelica a suo tempo per Ronconi
nel testo di Edoardo Sanguineti
e in quelle strepitose esibizioni
dai modi immaginifici e inconsueti,
disperse in molti luoghi e in molte azioni,
di Ariosto mise in scena anche i segreti.
Forse le ottave Ottavia leggerà
magari solo le rievocherà.




Ha fatto lo scientifico
Poi attenti, ricomincia Comencini
ed anche se quel titolo è allusivo
non è vietato neanche a più piccini:
Scopone è un gioco, non uno lascivo.





Dono de Lillo
Domenica mi sveglio un po' più arzillo
che arriva Elasti, o meglio la de Lillo:
con lei conduco e Poli e Solibello
all'alba a Radio2 e me ne bullo
quando lei parla è sempre un grande sballo
io rido a crepapelle, a rompicollo,
venite tutti che sarà un trastullo!





Matti chiari
Darà fuori di matti Paolo Nori
contando Roma, Cagliari, Milano.
Ma i matti sono poi davvero fuori
o è il mondo che non è poi molto sano?
Lo scopriremo assieme qui a Livorno.
E poi Torino, Parma, Andria e Bologna
Ma un matto quando sogna, cosa sogna?




Caccia, tesoro
E ancora Radio2, con Matteo Caccia,
di storie d'altri quasi sempre a caccia:
lui dalla borsa il suo recorder caccia,
ascolta e qualche volta un urlo caccia,
poi gira e non sai mai dove si caccia,
ma il suo programma il malumore caccia:
a mezzogiorno e mezzo, Matteo Caccia.




Pun per focaccia
But that joke isn't funny anymore
cantava il Moz ormai trent'anni fa,
ma l'umorismo inglese fa l'encore
oppure il bis come si chiama qua:
e scopriremo tutto da Andrea Cane,
dall'understatement fino all'innuendo
e in stile british io sto già ridendo.




Piccolo e ridicolo
Poi vedo nella sfera mia di vetro
ancora british humour freddo e tetro
però così tagliente ed efficace
che molto più del nostro, sai, mi piace:
e quindi andrò, venitemi anche dietro,
all'Alan Bennett letto dalla Piccolo
nell'ambito del senso del Ridicolo.




Edicola ridicola
Quanto umorismo poi, e straordinario,
trasuda da riviste e quotidiani;
peccato che sia spesso involontario
per via di redattori scalzacani.
Non dico fucilarli, ma bisogna
almeno un poco metterli alla gogna.
Ci pensan Viola e Aprile posdomani.



Senz'asti, né livor
Ma se il Vernacoliere è la testata
siam certi che la gag era cercata.
Con Cardinali arriva Gambarotta
sarà un confronto aperto, un botta a botta
la Chiappori a condurlo è assai indicata.
Senz'asti, né livor è un calembour
che merita del carcere, ma dur.





Fuori Zalone
Commedia all'Italiana, che altro dire?
Fucina di talenti ineguagliati
a cui è toccato poi però finire
in mano a questi comici sfigati.
Gianni Canova e Davide Ferrario
diranno perché al cinepanettone
preferiranno sempre uno Zalone.



E a Comencini la dimostrazione.




Cosa mostra
Se i quadri poi potessero parlare
dal ridere staremmo rotolando
sarà gustoso quindi visitare
la mostra di Guerrera, sì ma quando?


Oro Bruno
Ma è sempre aperta! Come quella,
forse meno ridicola, ma bella
che è dedicata al genio di Munari
uomo dagli orizzonti straordinari.





Laboratoriii!
Ritratti folli e storie a labirinto
prevedo dedicati ai ragazzini
in due laboratori alla Fortezza.
Con questo il quadro intero vi ho dipinto
lasciatemelo dire: che bellezza!

domenica 4 settembre 2016

Un domenicale, una volta ogni tanto

Francia, Olanda, Roma: vediamo se riesco a fare stare tutto quello che penso in poche righe.
Sulla vignetta di Charlie Hebdo è stato già detto praticamente tutto. Sarò particolarmente cinico, ma non mi ha scioccato, perché la satira è esattamente quella cosa, come spiegava un articolato pezzo de "Gli Stati Generali" (link nel primo commento) e tutto sommato, differentemente da Matteo Bordone, l'ho anche capita (grazie anche all'aiuto di qualche sito francofono). Ma, una volta concordato che la satira è 1. una merce ormai rara (non va confusa con parodie, comici, ecc.), 2.crudele-schifosa, e 3. non ha come obiettivo quello di farci ridere, quello che resta da capire è su quali parametri dobbiamo-possiamo valutarla e come possiamo discriminare la satira che funziona da quella che non funziona. Nel post degli Stati Generali, tutto preso dal definire la satira rispetto al resto del mondo, non si spende una sola parola su questo discrimine interno.
Sul trasferimento della Exor, la holding degli Agnelli, nei Paesi Bassi, vorrei ricordare che nell'ottobre del 2015, la stessa authority UE che ha recentemente condannato il modus operandi Irlanda-Apple, aveva condannato Lussemburgo e Paesi Bassi per vantaggi fiscali selettivi (rispettivamente a FIAT Finance and Trade e a Starbucks) incompatibili con le norme UE sugli aiuti di Stato. Evidentemente ora gli Agnelli avranno intenzione di comportarsi meglio, oppure - più verosimilmente - avranno già predisposto accantonamenti tali da sopportare eventuali nuove multe UE. Ho letto articoli bizzarri in cui si diceva che ora la Juventus è olandese. Sono errati: la Juventus resta una società italiana (questo però vale anche per l'Inter, di cui tutti dicono che è cinese), il cui azionista di maggioranza è però adesso una società olandese (i cui proprietari sono cittadini italiani, sia pure molto internazionali come gli Elkann-Agnelli). Resta da capire cosa ne pensano alcuni bianconeri illuminati come Sandro Pellò che fino all'altro giorno facevano battute (nel 2016!) con i cinesi con la L al posto della R. Almeno i proprietari dell'Inter sono cinesi di nascita e non olandesi per non pagare le tasse.
Una postilla la merita Sergio Marchionne che sette giorni fa, applaudiva le riforme istituzionali di Renzi-Boschi & c e la stabilità italiana. Perché allora non chiede agli Agnelli di restare qui? Ormai manca poco al referendum e poi gli amici "torinesi" potranno gustarne tutti i benefici.
Su Roma, che dire? Per me è molto difficile capire tra le mille fazioni in gioco chi davvero si stia (stava?) muovendo per cambiare davvero le cose. Certamente non erano quei piddini che hanno cacciato Marino e ora puntano il dito sui grillini, nel classico gioco dell'asino e del bue. Dall'altro lato c'è (o almeno sembra proprio esserci) una battera di incompetenti-improvvisati, probabilmente animati dalle migliori intenzioni (ma questa potrebbe essere persino un'aggravante), il che alla fine della fiera spianerebbe la strana ancora di più al ritorno dei "poteri forti" (che nel resto del mondo mi spaventano relativamente, ma a Roma mi spaventano tanto). Da frequentatore abituale della Capitale, mi auspicavo che sarebbero stati abbastanza forti da riuscire a costruire qualcosa di alternativo, ma evidentemente persino le mie (poche) speranze non erano molto ben riposte.
Volevo essere breve, non ci sono riuscito. In ogni caso questa per noi è solo la giornata in cui ricordiamo Giacinto Facchetti.

lunedì 8 agosto 2016

Olimpiadi - Bilancio azzurro (e non solo), giorno 2


Dopo un buon esordio sabato 6, ecco un giorno 2 ancora più entusiasmante per l'Italia che, nonostante qualche delusione (Jessica Rossi nel tiro a volo, le batterie del nuoto e le gare di beach volley su tutti), grazie alle vittorie nel judo e nella scherma, per qualche ora nella serata (nel pomeriggio brasiliano) si ritrova al secondo posto del medagliere (2 ori, 3 argenti e 2 bronzi) dietro l'Australia (3 ori e 2 bronzi). Addirittura prima (!) se, utilizzando l'apposito switch sull'applicazione ufficiale di Rio 2016, si selezionava "Totals" invece di "Gold": vedi le due foto a lato. Infatti, tra le quattro nazioni che avevano vinto 7 medaglie (Italia, Cina, Stati Uniti e Giappone) l'Italia - a quel punto - era quella messa meglio ad ori e argenti. (Nella notte poi verrà l'Italia verrà superata da Cina e Stati Uniti e ora si trova al quarto posto, tenendo conto degli ori e al terzo tenendo conto del numero complessivo di medaglie).




Immenso: Fabio Basile (judo - 66 kg). Medaglia d'oro. Non parte da favorito, ma la sua è una sequenza impressionante: batte un tedesco, un azero, un mongolo e uno slovacco, tutti (tranne l'ultimo) per ippon. In finale si trova il più forte: il coreano An e lo stende con un altro ippon dopo soli 80 secondi. Le sue dichiarazioni dopo-gara testimoniano di un ragazzo capace di enormi sacrifici ed estremamente - ma saggiamente - ambizioso (sarebbe stato lui ad imporre al suo allenatore giapponese Murakami) l'obiettivo Rio 2016 senza attendere Tokyo 2020. A lui oltretutto va la storica duecentesima medaglia d'oro olimpica per l'Italia e la prima di questa olimpiade di Rio, anticipando di pochi minuti quella di Daniele Garozzo nel fioretto.

Immenso: Daniele Garozzo (scherma - fioretto).
Medaglia d'oro. Dopo un percorso perfetto si trova in finale contro l'americano Massalias, primo nel ranking, che era stato in grado di recuperare da 8-14 a 15-14 contro Giorgio Avola nel quarto di finale. Sembra subire la stessa sorte, facendosi rimontare da 8-14 fino a 11-14, poi piazza la stoccata vincente e liberatoria.

Bravissima: Odette Giuffrida (judo - 52 kg.). Medaglia d'argento Tornando al judo davvero stellare la prestazione di Odette Giuffrida che perde di misura in finale contro Majlinda Kelmendi che porta al Kosovo una storica prima medaglia d'oro (alla prima partecipazione alle Olimpiadi). Sommando il suo argento all'oro di Basile, l'Italia è prima nel medagliere del judo.

Mitiche: Tania Cagnotto e Francesca Dallapè (tuffi - sincro 3 m.). Medaglia d'argento. Si chiude nel migliore dei modi una rincorsa alla medaglia che era sfuggita di un nulla a Londra 2012. Senza contare che l'ultimo azzurro a vincere una medaglia nei tuffi era stato Giorgio, il padre di Tania, e che mai l'Italia aveva vinto una medaglia nei tuffi nelle gare femminili. Seconde fin dal primo tuffo dietro alle fuoriclasse cinesi Wu Minxia e Shi Tingmao, le azzurre sbagliano pochissimo e riescono a evitare la paura della maledizione precedendo alla fine le australiane e non di poco.

Bravissima: Elisa Longo Borghini (ciclismo su strada - prova in linea). Forse la gara più emozionante. Prima dell'ultima salita restano in quattro: la combattiva americana Abbott, le olandesi Van Vleuten e Van Der Breggen e l'italiana Longo Borghini. La Abbott e la Van Vleuten scappano sull'ultima rampa, mentre Van Der Breggen e Longo Borghini si staccano e vengono raggiunte dalla svedese Johansson. I giochi sembrano fatti: con le prime due a giocarsi l'oro e le altre tre (peraltro inseguite da vicino da un altro gruppetto) a tentare di prendere il bronzo. Invece le medaglie andranno tutte alle seconde tre. Nella discesa infatti, la Van Vleuten riesce a staccare l'americana, ma - proprio come Nibali ed Henao ieri - cade rovinosamente in una delle ultime curve. La Abbott sembra lanciata verso l'arrivo: ha circa 40 secondi di vantaggio a soli 9 km dall'arrivo, mentre le inseguitrici sono braccate da un altro drappello che arriva fino a 7-8 secondi. Ma le tre si organizzano e riescono a superare la Abbott a meno di 300 metri dall'arrivo (manco Bitossi nel 1972). La Longo Borghini che si era profusa più delle altre nell'inseguimento, molla il colpo in volata e si accontenta del bronzo: l'oro va all'olandese Van Der Breggen e l'argento alla svedese Johansson. Quarta a 4" la Abbott.
Difficili da valutare: le altre azzurre Giorgia Bronzini, Elena Cecchini e Tatiana Guderzo. 

Molto molto bene: la squadra maschile di pallavolo. Al debutto stracciano 3-0 i campioni europei in carica, senza mai faticare. Tanto bene loro, quanto balbettanti le ragazze il giorno prima.

Benissimo, avanti così: Fabbrizzi e Pellielo (tiro a volo - trap). Massimo Fabbrizi primo e Giovanni Pellielo terzo nelle qualificazioni. Speriamo non sia un fuoco di paglia.

Benissimo, avanti così 2: Giovanni De Gennaro (canoa slalom - k1).
Qualificato nei primi quindici col primo posto su 21.

Benino, procediamo: Paolo Lorenzi e Fabio Fognini (tennis). Entrambi in rimonta passano al secondo turno battendo rispettivamente Yen-Hsun Lu (Taipei) 3-6, 6-3, 6-4 e il dominicano Estrella Burgos 2-6 7-6 6-0, nella giornata in cui esce un altro protagonista attesissimo: dopo la Radwanska e Venus Williams, il giorno prima, è la volta di Novak Djokovic che viene eliminato da Del Potro.

Così così: Brecciaroli, L.Roman, P. Roman, Schivo (Equitazione - Concorso completo, dressage a squadra e individuale). Dopo la seconda giornata Brecciaroli è decimo (su 63), P. Roman al 38esimo posto, L. Roman 46esimo e la Schivo 54esima. La squadra italiana ottava (su 13).

Che rabbia: Giorgio Avola (scherma - fioretto). Come detto si fa recuperare da 14-8 a 14-15 dall'americano Massalias che poi sarà argento. La sua posizione vale tra il quinto e l'ottavo posto: per fortuna è stato "vendicato" da Garozzo in finale.

Che rabbia 2: la squadra femminile di tiro con l'arco (Sartori, Mandia, Boari). Conquistano la semifinale contro la Russia, battendo prima il Brasile e poi la Cina. La finale per l'oro sfugge però al terzultimo tiro (il 22esimo su 24) per un errore di Guendalina Sartori: sarebbe bastato un banalissimo 7 (che era il peggiore risultato ottenuto da tutte gli altri tiri della semifinale) e invece esce un 3. Nella finale per il bronzo contro Taipei perdono di misura, ma restano - come si dice - "ai piedi del podio". Resta la soddisfazione del miglior risultato di squadra femminile di tutti i tempi e di aver fatto meglio dei maschi azzurri. Ora però, uomini e donne, sono attesi nell'individuale. 

Luci e ombre: la squadra di ginnastica artistica femminile (Ferrari, Ferlito, Fasana, Rizzelli, Meneghini). Si attendono le prove delle altre nazionali per sapere se si andrà in finale. Resta una prova generalmente buona - dietro a Cina e Russia - con dei picchi negativi per le cadute alla trave (compresa Vanessa Ferrari) e delle buone prove al corpo libero (particolarmente buona proprio quella della Ferrari che quasi certamente ha conquistato un posto per la finale individuale a otto nella specialità). Altri dettagli qui.

Una via di mezzo: Mirco Scarantino (Sollevamento pesi -56kg). Non so quali fossero le aspettative, ma finire settimo a un'Olimpiade, primo degli europei, è pur sempre una cosa da raccontare ai nipoti.  Primo infatti Long Qingquan (Cina), poi Yun Chol Om (Corea del Nord) e terzo Sinphe Kruaithong (Thailandia).

Non malissimo, ma neanche bene: Jessica Rossi (tiro a volo - trap): Si qualifica per la finale a sei Jessica Rossi, campionessa olimpica uscente, ma un po' in declino, parte male, si riprende e torna a sbagliare nel finale, concludendo al sesto posto.

Malino: Andrea Cassarà (scherma - fioretto). Fatica al primo turno col francese Cadot e poi perde 15-12 negli ottavi contro il britannico Kruse, che poi sarà quarto.

Malino 2, ma qui si può rimediare: Paolo Nicolai-Daniele Lupo (beach volley). Sconfitti al terzo set con i messicani Virgen e Ontiveros dopo aver vinto il primo 21-14.
Idem: Marta Menegatti-Marta Giombini (beach volley): Identica sorte per la coppia femminile messa assieme da pochissimo, dopo l'esclusione della Orsi Toth per positività. Le due Marta sono sconfitte dalle canadesi Broder-Valjas dopo essersi aggiudicate il primo set 21-15.

Male: Thomas Fabbiano (tennis).
 Esce al primo turno col brasiliano Dutra Silva che ha la meglio su di lui per 7-6 6-1.

Male: Valentino Manfredonia (Boxe -81kg). Fuori al primo turno col bielorusso Dauhaliavets: si sveglia tardi e si aggiudica il terzo round, ma ormai la frittata è fatta.

In una giornata storica per il nuoto, con il ritorno di Phelps all'oro (4x100 stile libero) e tre record del mondo battuti: (la svedese Sarah Fredrika Sjöström nei 100 farfalla, il britannico Adam Peaty nei 100 rana e l'attesissima americana Kathleen Ledecky che straccia il record dei 400 stile libero) complessivamente molto male gli azzurri e le azzurre, pur con alcuni distinguo:
Che rabbia 3: Castiglioni e Carraro (100 rana femminile). Fuori in batteria con il 17esimo e il 20esimo tempo (su 44). Passavano in semifinale le prime 16.
Che super rabbia 4: (staffetta 4x100 stile libero). Fuori dalla finale con il nono tempo, per soli 5 centesimi Luca Dotto, Marco Orsi, Michele Santucci e Luca Leonardi
Male: Andrea Mitchell D'Arrigo e Marco Belotti (200 m. stile libero). Fuori rispettivamente con il 23esimo e il 33esimo tempo (su 48): passavano in semifinale solo i primi 16. 
Male: Simone Sabbioni (nuoto - 100 m. dorso). Fuori con il 28esimo tempo in batteria (su 39). Passavano i primi 16.
Male: Alice Mizzau e Diletta Carli (400 m. stile libero). Passavano le prime otto direttamente in finale (su 32). Loro sono 22esima e 27esima rispettivamente. La Ledecky (USA) in batteria fa il record olimpico.