sabato 30 gennaio 2016

La leggenda della retrocessione dell'Inter

Gira da anni in rete la leggenda che l'Inter sarebbe retrocessa nel 1921-22 e poi ripescata. 

Il fatto è semplicemente falso, ma, dato che la sequenza degli avvenimenti è leggermente complessa, è difficile spiegarlo a chi ha già deciso da che parte stare. Tenteremo di farlo lo stesso con una spiegazione quanto più possibile breve e semplice rimandando ad altre fonti, e magari a un futuro post su questo blog, per una trattazione più completa. La sfida era di stare entro le 500 parole: ho sforato di meno di 200, ma resta un articolo abbastanza breve. Pronti? Via!

Foto 1 - Corriere della Sera
24 luglio 1921
Nell'estate 1921, (vedi foto 1) ventiquattro squadre (praticamente tutte le più forti) abbandonarono la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e fondarono una nuova organizzazione: la Confederazione Calcistica Italiana (CCI).

Perché? Le ventiquattro squadre erano scontente della lunghezza del campionato precedente (1920-21) a cui avevano partecipato ben 88 squadre (senza alcuna suddivisione in categorie), ed erano deluse per la bocciatura dell'assemblea della proposta di riforma del Campionato secondo il progetto Pozzo (che prevedeva una Prima Divisione composta da sole 24 squadre e la reintroduzione di un meccanismo di promozione-retrocessione) .

Tra le 24 "scismatiche" erano presenti tutte le squadre principali del Nord e della Toscana (tra cui tutte quelle che avevano già vinto scudetti: Genoa, Milan, Juventus, Pro Vercelli, Inter, Casale). Nella FIGC rimasero quasi solo squadre minori (basti pensare che tra le sedici squadre del Nord che si erano qualificate per le semifinali nella stagione precedente, solo l'US Torinese decise di rimanere nella FIGC).

Così per la stagione 1921-22 si sarebbero disputati due campionati paralleli: un'impoverita Prima Categoria della FIGC e una Prima Divisione, della neonata CCI che avrebbe incluso quasi tutto il meglio del calcio italiano, con le famose 24 squadre "scismatiche" suddivise in due gironi da dodici squadre l'uno.

Fin qui dovrebbe essere tutto chiaro, ma adesso occorre fare attenzione: prima dell'inizio di questi due campionati altre squadre lasciarono la FIGC e si unirono alla CCI: alcune squadre del Sud (che vennero riunite nella Lega Sud, la cui vincitrice avrebbe sfidato in una finalissima la vincitrice tra le 24 fondatrici) e altre ventuno squadre minori del Nord: queste ultime non vennero aggregate alle ventiquattro della Prima Divisione, ma andarono a costituire la Seconda Divisione, una sorta di Serie B della Lega Nord della CCI, (alcuni storici parlano anche dell'esistenza di una Terza Divisione della CCI di cui però si trovano pochissime tracce).
Foto 2 - Corriere della Sera
8 dicembre 1921

Nella CCI venne comunque stabilito che le ultime classificate (le due dodicesime) dei due gironi della Prima Divisione (la “Serie A” della CCI) non retrocedessero direttamente, ma dovessero disputare uno spareggio salvezza-promozione con le prime classificate della Seconda Divisione (vedi questo articolo di Stefano Olivari sul Guerin Sportivo). Quindi l'Inter, che alla fine si classificò effettivamente ultima del girone B, avrebbe dovuto in ogni caso disputare uno spareggio e non sarebbe comunque automaticamente retrocessa, anche se fosse rimasto "in vita" il campionato della CCI per la stagione successiva.

Ma a questo punto le cose si complicarono perché, una volta iniziati i campionati a ottobre 1921, già a dicembre la Federazione e la Confederazione iniziarono a fare pace e si misero a ricomporre la frattura che le divideva. Venne così stilata una prima ipotesi di riunificazione con la creazione, per l'anno successivo, di un nuovo "campionato di prima categoria" con 50 squadre scelte sia tra quelle della CCI, sia tra quelle rimaste nela FIGC con un complesso meccanismo di qualificazione (per i dettagli vedi foto 2 - dal Corriere della Sera, 8 dicembre 1921). In attesa della riunificazione vennero comunque completati i due campionati “paralleli” in corso, con le vittorie finali della Pro Vercelli (CCI) e della Novese (FIGC). A quel punto la CCI si sciolse e lo scisma rientrò.

Per il campionato successivo, tornato unico e organizzato dalla FIGC nel 1922-23, si decise finalmente di organizzare una Prima Divisione, non più a 50 (come nella prima ipotesi del dicembre 1921) ma a 56 squadre: 36 per la Lega Nord e 20 per la Lega Sud. Per stabilire quali squadre avessero diritto a parteciparvi, si stabilì un complesso sistema di qualificazione per attingere sia tra le squadre che avevano disputato il campionato della CCI, sia tra le squadre sempre rimaste nella FIGC. Questo meccanismo di riunificazione detto “Compromesso Colombo” (dal nome del direttore della Gazzetta dello Sport che venne chiamato a fare da arbitro della situazione) prevedeva, tra l'altro, che le prime sei di ognuno dei due gironi della Confederazione venissero ammesse direttamente alla neonata Prima Divisione, mentre le ultime classificate, le dodicesime in classifica, dei due gironi della Lega Nord CCI 1921 (Vicenza e Inter) disputassero non più un singolo, ma un doppio spareggio salvezza per qualificarsi alla Prima Divisione: dapprima quello già previsto originariamente con una delle vincitrici della Seconda Divisione della CCI, in pratica il Derthona e lo Sport Club Italia (l'Inter vinse il proprio spareggio per il forfait dello Sport Club Italia), e successivamente un ulteriore spareggio (previsto dal Compromesso Colombo, per via della riunificazione) con una squadra proveniente dalla FIGC. L'Inter vinse il proprio spareggio con la Libertas Firenze e si qualificò al campionato di Prima Divisione del 1922-23.

Questa è la spiegazione “breve”: l'Inter non sarebbe comunque retrocessa automaticamente, avrebbe dovuto comunque disputare uno spareggio. Una volta decisa la riunificazione ne disputò addirittura due e li vinse entrambi. Possiamo quindi tranquillamente affermare che l'Inter non è mai retrocessa.

Bibliografia
Per saperne di più si possono consultare utilmente online le pagine d'epoca de
Il Corriere della Sera (da cui sono tratte le immagini)
La Stampa
Enrico Brizzi Il meraviglioso giuoco Edizioni Laterza
Gli ottimi articoli di Stefano Olivari (vedi sotto) sul Guerin Sportivo
E le seguenti voci di Wikipedia:
Progetto Pozzo
Prima Divisione 1921-22
Seconda Divisione 1921-22
Compromesso Colombo (qui tra i link si trova l'elenco degli articoli di Olivari sul Guerin Sportivo)
Prima Divisione 1922-23

Ecco invece una serie di siti che diffondono la leggenda e che potrebbero utilmente correggere i propri post:

Faziosi.it: la ricostruzione è abbastanza corretta, tranne che per il punto chiave (ignora che lo spareggio salvezza-promozione CCI era già previsto) e soprattutto per un errore molto grave sul Venezia: "retrocedendo automaticamente quelle del centro e del sud, compreso il Venezia, che pure si era salvata giungendo terzultima nel campionato."
Il Venezia non è, evidentemente, una squadra del Centro o del Sud, ma - come è ovvio - una squadra del Nord e infatti arrivò decima nel proprio girone B della Lega Nord. E soprattutto non venne retrocessa automaticamente, ma disputò, e perse, uno spareggio, contro la Rivarolese (proveniente dalla FIGC). Quindi doppio grave errore di Faziosi.it.
Hanno ragione però i veneziani a prendersela con il Compromesso Colombo, in quanto se fosse rimasto attivo il campionato CCI anche per l'anno successivo, allora solo l'Inter e il Vicenza (dodicesime) avrebbero dovuto disputare uno spareggio, mentre il Compromesso Colombo, in sede di riunificazione dei campionati, portò agli spareggi anche le decime e le undicesime dei due gironi CCI (che sarebbero state automaticamente "salve" in caso di mancata riunificazione).
Va detto però che decime e undicesime vennero correttamente esentate, come già previsto, dal primo spareggio con le prime della Seconda Divisione della CCI.
Cosa accadde di preciso?
Tra le dodicesime della Prima Divisione CCI, nel primo turno di spareggio con le prime della Seconda Divisione: l'Inter vinse per forfait contro lo Sport Club Italia, mentre il Vicenza venne battuto dal Derthona.
A questo punto si svolse il secondo turno di spareggi qualificazione tra le 10-12esime della CCI (con il Vicenza rimpiazzato dal Derthona) e le 3-4 dei gironi regionali della FIGC.
Brescia, Livorno, Inter e Derthona (provenienti dalla CCI) batterono rispettivamente Sestrese, Piacenza, Libertas Firenze e Treviso. Mentre Venezia e Spezia furono le uniche due, tra le sei provenienti dalla CCI, a perdere lo spareggio rispettivamente contro Rivarolese e Pastore.
Ora è vero che il Venezia arrivò decimo e l'Inter dodicesima del girone B, ma l'Inter fu giustamente costretta a un doppio turno, e li vinse entrambi mentre il Venezia perse il suo unico turno di spareggio contro la Rivarolese.

Jody Calcio qui si affronta anche un altro argomento: come mai l'Inter dovette affrontare il primo spareggio contro una squadra così debole e "fallita" come lo Sport Calcio Italia?
Ricordiamo che le squadre di Seconda Divisione CCI erano solo 21: tra le 6 del Piemonte prevalse il Derthona, tra le 8 liguri il Balilla F.C., tra le 4 lombarde (Sport Italia, Luinese, Vogherese Santangelina) prevalse la prima e tra le 3 emiliane la Nazionale Emilia.
Nel girone finale il Derthona arrivò primo e se la vide con il Vicenza, battendolo, mentre lo Sport Italia, arrivò seconda, si qualificò agli spareggi, ma diede forfait contro l'Inter. Ma in ogni caso se non ci fosse stato lo Sport Italia, l'Inter, nel primo spareggio, se la sarebbe dovuta vedere con squadre del calibro di Nazionale Emilia, Balilla, o Luinese (seconda classificata nel girone lombardo).

Particolarmente risibile questa animazione su youtube che sbaglia (ignorando ancora lo spareggio previsto in CCI) a partire da 0:59.
Anche queste pagine Facebook: Mai stati in B e Per chi non lo sapesse..., l'Inter non è mai andata in B? diffondono l'idea, falsa, che non fossero previsti spareggi in CCI.
Cercando in rete se ne trovano diverse altre.

Ottimo invece questo contributo su Yahoo Answers che, grosso modo, ribadisce le stesse cose descritte qui, aggiungendo altre cose sulla mancata retrocessione della Juve nel 1913 che sono fuori dall'argomento di questo post.


sabato 9 gennaio 2016

Il futuro è un'ipotesi

Un esercizio che è già stato fatto tante volte, e poi io non sono né un esperto né un appassionato di fantascienza e non ci ho pensato più di tanto, ma perché non riprovarci?
Stiamo rapidamente raggiungendo e superando le date che gli scrittori e gli sceneggiatori di fantascienza avevano posizionato "in là nel tempo" (dal 1984 di Orwell, al 1997 di Fuga da New York, al 2001 di Odissea nello spazio, l'anno scorso siamo passati dal giorno di Ritorno al futuro e ieri è stata la data dell'inizio -sul documento è giustamente riportato "incept" e non "birth"- di Roy Batty di Blade Runner e chissà quante altre ne dimentico) e tutto sommato abbiamo visto poche delle cose preconizzate.
Ad esempio negli anni Sessanta si poteva immaginare che adesso si sarebbe andati sulla luna nel weekend, ma - anche se adesso rispetto a cinquant'anni fa sarebbe molto più facile organizzare una missione con umani sulla luna - non si teneva conto della scarsità delle risorse economiche o comunque delle valutazioni costi-benefici di una simile impresa.
Considerato che sono del 1963, forse ciò che avrei fatto fatica a immaginarmi da bambino è tutto quello che ruota intorno alla rete dalle applicazioni, ai social network, wikipedia, gli smartphone.
Ma ad esempio, le auto di adesso non sono poi così diverse da quelle di una volta (certo: le ibride, l'abs, la telecamera e i sensori per il parcheggio, l'autoradio col bluetooth, ma insomma, il vero cambiamento casomai sarà quando uscirà la driverless car). E poi abbiamo ancora ingorghi stradali molto simili a quelli degli anni Settanta. Anche gli aerei di linea non è che siano molto diversi (anche perché spesso sono stati costruiti poco dopo: vedi sempre il discorso sulle risorse limitate). Ok, adesso ci sono i droni. Ma non ci sono di certo, non ancora, gli ingorghi di macchine volanti a mezza altezza che vediamo nei film di fantascienza. E a Milano (e a S.Francisco) ci sono ancora i tram dell'inizio del secolo (meno male, direi).
L'altra area dove sono stati fatti passi nella direzione che si poteva ipotizzare è l'ingegneria genetica (genoma, cloni, ogm ecc.), ma per la cura di molte malattie si devono ancora fare enormi progressi.
Quello però che non si vede quasi mai nei film di fantascienza è la persistenza di elementi antichi, tradizionale. Chi poteva immaginare che nel 2015-6 si facesse ancora il presepe e che, anzi, sull'importanza del presepe si sarebbe combattuto aspramente? Questo gli scrittori di fantascienza e gli sceneggiatori di Hollywood non ce l'hanno mai detto, non ce l'hanno raccontato troppo in dettaglio (cercando bene ci sarà pure qualche scrittore che descritto un futuro molto simile al presente) per il noto motivo che la notizia è quando il padrone morde il cane.
Insomma al netto di smartphone, droni e genoma, il "futuro" di allora (presente di adesso) si è poi rivelato molto simile al presente di allora. O mi sto dimenticando qualcosa?

sabato 17 ottobre 2015

Sondaggi da Incubo (ep. 1): Qual è il miglior Ron?

Per il primo Sondaggio da Incubo proveremo a stabilire quale sia il miglior Ron. Abbiamo cinque nomination di tutto rispetto. Chi prevarrà?

Qual è il miglior Ron?

domenica 4 ottobre 2015

Tristezza di Inside Out


Avere avuto una buona idea per il soggetto del tuo film non ti esenta dal cadere in buchi nella sceneggiatura.  E infatti.

Pete Docter (regista, autore e sceneggiatore) e Ronnie Del Carmen (co-regista, autore e sceneggiatore) hanno avuto sicuramente un'intuizione molto fertile nel concentrarsi sulla molteplicità delle nostre emozioni interne e nell'individuare, sinteticamente, alcuni specifici personaggi che ne incarnano le cinque principali: Gioia (a prevalenza gialla), Disgusto (verde), Tristezza (blu, associazione quasi obbligata visto che in inglese blue significa malinconia) Paura (viola) e Rabbia (rosso) tutte ben posizionate nella sala di controllo del nostro io (vedi figura 1).

L'idea non è nuovissima: già Platone aveva individuato i due cavalli e l'Auriga, mentre Freud aveva disegnato un sistema basato su Io, Es e Superio. Qui si scelgono cinque emozioni e le si associa a cinque colori ottenendo un effetto finale curiosamente simile nel numero e nel colore alle mascotte delle Olimpiadi di Pechino (vedi figura 2).

(Attenzione: spoiler). In tutti gli esseri viventi del film albergherebbero queste cinque emozioni, ognuna delle quali ha un compito preciso: Gioia, un po' il capo della gang, ha come obiettivo principale il benessere della persona ospite (nel caso di specie, la povera undicenne Riley deportata dall'amato Minnesota a S.Francisco), Paura e Disgusto servono a tenerla lontana dai pericoli e dalle cose schifose, Rabbia serve a farla reagire in situazioni specifiche. Quella che sembra non avere una vera funzione è Tristezza che infatti combina guai dall'inizio del film, macchiando di malinconia tutti i ricordi positivi, agendo compulsivamente in modo da danneggiare il lavoro degli altri, in particolare quello di Gioia, come in preda a un demone distruttivo.

A un certo punto del film, Gioia, per cercare di contrastare l'azione negativa di Tristezza, viene proiettata fuori dalla sala di controllo, il che provoca la caduta del buonumore di Riley. Non si capisce però perché non ci sia anche una caduta della malinconia, visto che anche Tristezza è fuori dalla sala. Ma questo è niente: Gioia cerca in ogni modo di tornare nella sala di controllo, ma nel farlo cerca in ogni modo di trascinarsi dietro Tristezza, che invece è del tutto pigra e passiva.

Ma perché? Si tratta quella che combina guai a manetta e una volta che Gioia tornasse nella sala di controllo senza Tristezza, Riley sarebbe perennemente esente dal cattivo umore. Le cose vanno avanti così per diverso tempo, con Gioia che cerca di tornare e Tristezza che si deprime.

Nel finale però gli sceneggiatori mettono una pezza e scopriamo perché, secondo loro, Gioia dovrebbe essere tanto affezionata all'idea che anche quella rompiscatole di Tristezza torni: la piccola Riley sta salendo su un autobus per tornare in Minnesota, ma colta dalla tristezza chiede all'autista di fermarsi. Così torna dai genitori e poi, sempre grazie all'apparente tristezza, viene consolata da loro.(Rumore di unghie sul vetro).

Insomma: mentre Gioia, Paura, Disgusto e Rabbia sembrano ben ancorate a una spiegazione, sia pur schematica, del gioco delle emozioni, Tristezza sta assieme con il nastro adesivo. Davvero poca cosa per uno dei personaggi principali di uno dei film più celebrati di questo periodo.



mercoledì 9 settembre 2015

Etiquetas Pocket

Con un gruppo di amici abbiamo inventato questo gioco fantacalcistico. Chi intende partecipare può semplicemente inviare la propria formazione composta da quattro calciatori a etiquetas.asta1 at gmail.com entro le ore 18 del 12 settembre 2015.

Update: essendo rimasto solo un posto libero, si prega di mandare quanto prima un'email di conferma, anche senza la formazione per la quale c'è tempo fino a sabato alle ore 18

Etiquetas Pocket Serie A – Regolamento 9 settembre 2015


Regole principali
1. Prima del fischio d'inizio della partita che apre ogni turno di Serie A ogni giocatore di Etiquetas può (deve) mandare all'indirizzo del gamemaster etiquetas.asta1 at gmail.com una email con la propria formazione composta da quattro calciatori di serie A: un portiere, un difensore, un centrocampista e un attaccante di Serie A (per comodità si utilizzeranno i ruoli indicati da Magic Cup della Gazzetta dello Sport, nella versione dell'elenco senza trequartisti). (Vedi in coda le istruzioni per l'invio dell'email).

2. Non c'è asta: alla prima giornata (si inizia con la terza giornata di Serie A) ogni giocatore può scegliere con la massima libertà (inevitabilmente, peraltro, non sapendo quali calciatori sceglieranno i propri avversari) i quattro calciatori da inserire in formazione

3. Alla conclusione di ogni turno di Serie A vengono assegnati ad ogni giocatore 10 punti per ogni gol segnato in quel turno dai quattro calciatori della propria formazione (anche il portiere può segnare, come è noto).

4. Il premio di 10 punti viene ridotto in funzione del numero di gol subiti dal portiere incluso in formazione. Se il portiere subisce 1 gol il premio per ogni gol scende a 7 punti, se subisce 2 gol scende a 5 punti, se subisce 3 gol scende a 3 punti e se subisce 4 o più gol oppure il portiere in formazione non gioca neanche un secondo, il premio scende a 0 punti, in altri termini non viene assegnato alcun premio alla formazione per quel turno, indipendentemente dal numero di gol fatti.

4 bis: Premio “originalità”: se il torneo di Etiquetas è composto da almeno dieci giocatori, per incentivare scelte meno scontate, si introduce un premio all'originalità: 1) se in un turno uno o più giocatori hanno incluso in formazione 4 calciatori che non sono stati scelti da nessuno degli altri partecipanti e 2) il proprio portiere (compresi eventuali sostituti e titolari) ha giocato e non ha subito alcun gol, allora i gol di quei giocatori che hanno in formazione 4 calciatori non scelti da nessun altro valgono 12 invece di 10.

5.  Al successivo turno di Serie A, ogni giocatore di Etiquetas è obbligato a modificare la propria formazione, cambiandone due (e solo due) componenti (almeno uno dei quali deve essere il portiere o l'attaccante) e mantenendone due e solo due presenti nella formazione nel turno precedente.

6. Quando un calciatore viene escluso da una formazione, non potrà più essere inserito in formazione nei turni successivi.

Casi particolari e considerazioni

Formazione
Un calciatore di movimento non gioca o non gioca tutti i novanta minuti. Se un difensore, centrocampista o attaccante incluso in una formazione di Etiquetas non viene schierato in Serie A per qualsiasi motivo (squalificato, infortunato, venduto a una squadra estera ecc.) oppure non gioca tutti i novanta minuti, non c'è alcuna penalizzazione per il giocatore di Etiquetas che lo include in formazione, salvo l'ovvia considerazione che il calciatore non porta alcun punto per quel turno (se non gioca del tutto) oppure ha meno tempo per segnare (se gioca solo per una parte dei minuti).

Un portiere non gioca o non gioca tutti i novanta i minuti. Come descritto nel punto 4 del regolamento, se un portiere incluso in una formazione di Etiquetas non gioca neanche per un secondo, la formazione di Etiquetas che lo include, non prenderà alcun punto per quel turno. Nel caso in cui invece un portiere presente in una formazione di Etiquetas giochi solo per una parte del match si terrà conto del numero totale di gol subito dall'intera squadra di appartenenza.
Esempio: Davide, giocatore di Etiquetas nel 2009-10, al quinto turno schiera Julio Cesar, Zebina, Perrotta e Inzaghi. Julio Cesar parte titolare e subisce un gol, poi viene espulso, tra i pali entra Castellazzi (entrato in sostituzione di Materazzi) il quale subisce un altro gol. Poi Castellazzi si infortuna, l'Inter ha finito i cambi e Mourinho manda in porta Cambiasso il quale subisce un altro gol: il totale dei gol subito da Davide è 3. Se Inzaghi ha segnato una doppietta, Davide si porta a casa 6 punti. Sarebbero stati 6 punti anche se Davide avesse schierato in porta anche Castellazzi (correndo però un grosso rischio di prendere zero punti perché Castellazzi partiva dalla panchina). Del tutto ininfluente che Zebina e Perrotta abbiano giocato.

Una formazione NON include due e solo due calciatori rispetto al turno precedente. Nel caso in cui un giocatore non includa in formazione due e soltanto due calciatori uguali rispetto alla formazione precedente (bensì zero, uno, tre oppure quattro) la formazione viene considerata irregolare. Tutta la formazione viene azzerata e il giocatore di Etiquetas per quel turno giocherà con una formazione “nominalmente” composta da: Portiere del turno precedente, Difensore del turno precedente, nessun centrocampista e nessun attaccante. Però per quel turno NON riceverà punti, neanche se il difensore o il portiere dovessero segnare. I calciatori rimossi automaticamente dalla formazione (in particolare il centrocampista e l'attaccante) non saranno più utilizzabili da quel giocatore per tutta la rimanente durata del torneo.

Un giocatore non invia in tempo utile la formazione. La regola sopra esposta si applica anche nel caso in cui un giocatore non dovesse comunicare del tutto la formazione in tempo utile. Il giocatore di Etiquetas per quel turno giocherà con una formazione “nominalmente” composta da: Portiere del turno precedente, Difensore del turno precedente, nessun centrocampista e nessun attaccante. Però per quel turno NON riceverà punti, neanche se il difensore o il portiere dovessero segnare. I calciatori rimossi automaticamente dalla formazione (in particolare il centrocampista e l'attaccante) non saranno più utilizzabili da quel giocatore per tutta la rimanente durata del torneo.

Il giocatore comunica la formazione, che contiene due e solo due calciatori del turno precedente, però include in formazione calciatori non validi o assenti. In tutti gli altri casi di una formazione “sbagliata” per differenti errori, relativi in particolare alla presenza di uno o più calciatori non validi (ad esempio calciatori inclusi pur essendo già stati utilizzati dallo stesso giocatore in un turno precedente, oppure calciatori che non giocano o non giocano più in Serie A (perché venduti in altre serie italiane o estere o ritirati dal calcio: e questo problema può riguardare anche i due calciatori mantenuti in formazione dal turno precedente)) o per assurdo all'assenza di qualche calciatore (un giocatore può decidere di schierare due o tre calciatori, purché due siano quelli del turno precedente). In questo caso si terrà conto comunque del punteggio raccolto in quel turno dagli altri calciatori. Insomma in questo caso non c'è una particolare penalizzazione per aver incluso un calciatore non valido, o qualche calciatore in meno, salvo la sostituzione di ogni calciatore non valido con “nessun calciatore per quel ruolo”. Ovviamente se il calciatore non valido è il portiere si calcoleranno 4 gol subiti e il punteggio per quel turno sarà pari a 0.

Sicuramente più di due calciatori di una formazione non saranno schierati in Serie A al prossimo turno. Un altro caso che si può presentare è che tre o quattro dei giocatori di una formazione siano certamente non schierati al turno successivo (perché infortunati, squalificati, ritirati dal calcio o venduti in altre serie italiane o estere). In quel caso il giocatore di Etiquetas è comunque tenuto a schierarne due della precedente formazione (di cui uno è portiere o attaccante) pur già sapendo che uno o entrambi non giocheranno. con tutte le conseguenze del caso previste dal regolamento (in particolare per i portieri).

Penuria di portieri. Un'altra considerazione riguarda ancora i portieri: se li si cambia troppo frequentemente, non potendo più riprendere lo stesso calciatore in futuro, c'è il rischio di rimanere a corto di portieri (essendo i turni di gioco 36 e i portieri titolari 20). A questo proposito occorre segnalare che, ogni tanto anche i portieri di riserva giocano per infortuni o squalifiche del titolare e che nulla vieta di includere in formazione una riserva se si è già incluso in un turno precedente il titolare della stessa squadra. E infine c'è sempre la possibilità di qualche arrivo nel calciomercato di gennaio e/o un cambio di titolare in qualche squadra, allargando il lotto dei portieri. Infine: nel peggiore dei casi si terrà lo stesso portiere per più turni nel finale, cambiando sempre l'attaccante.

Lo stesso calciatore per tutto il torneo. Non c'è alcuna regola che impedisca di tenere in formazione un calciatore per tutta la durata del torneo, gli unici obblighi sono quelli indicati nel regolamento in particolare ai punti 1, 5 e 6.

Bonus Originalità Si sottolinea ulteriormente che per ottenere il bonus originalità occorre che tutte e tre le condizioni devono essere soddisfatte: numero di giocatori di Etiquetas superiore a nove, nessun gol subito dal portiere e nessun calciatore presente in nessuna delle altre formazioni. Si precisa che nel caso di formazioni “azzerate” per i motivi esposti più sopra, il portiere e il difensore sono effettivamente presenti in formazione e posso contribuire a NON assegnare il bonus originalità a un altro giocatore.

Partite rinviate o anticipate. Le partite di Serie A rinviate possono comportare un ritardo nella assegnazione dei punti, lasciando la classifica di Etiquetas incompleta e zoppicante per qualche turno, ma si decide tenere validi tutti i match, anche se disputati con mesi di ritardo. Se una partita non dovesse invece essere mai disputata (ad esempio per il fallimento di una delle squadre, come si era temuto per il Parma lo scorso anno) allora sarà come se i calciatori di quelle squadre non avessero giocato (portiere incluso).
Un caso particolare si presenterà se il match di un turno verrà invece anticipato, es. un match del turno 10 viene anticipato al turno 8, ma è un caso raro: si studieranno regole particolari se si dovesse verificare questa eventualità.

ISTRUZIONI PER L'INVIO DELLA FORMAZIONE

La email a etiquetas.asta1 at gmail.com deve contenere in allegato un file doc costruito come segue

TERZA GIORNATA
1 Cech
2 Terry
3 Lampard
4 Drogba


Nelle giornate successive il file si incrementerà: non vanno cancellate le giornate precedenti e vanno segnalati i due giocatori conservati dalla giornata precedente. Esempio alla quinta giornata:

TERZA GIORNATA
1 Cech
2 Terry
3 Lampard
4 Drogba


******************
QUARTA GIORNATA
1 Cech 
 (conservato)
2 Terry (conservato)
3 Gerrard
4 Torres

*******************
QUINTA GIORNATA
1 Casillas
2 Terry (conservato)
3 Fabregas
4 Torres (conservato)






martedì 18 agosto 2015

Come arrivare a Expo: sgami e brontolii

Metro. Dal centro di Milano c'è la linea rossa della metropolitana (la linea 1 o M1) che vi porta direttamente a Expo al costo di 2,5 euro all'andata e che vi riporta indietro per lo stesso prezzo (al ritorno). Volendo risparmiare carta, ma non denaro,
c'è anche un biglietto cumulativo a 5 euro. (Curiosa la grafica delle biglietterie automatiche: chi deve prendere un normale biglietto urbano da 1,5 euro e NON deve andare a Expo, si trova davanti una schermata che lo avverte a caratteri cubitali che il biglietto NON è valido per Expo. Ho visto diversi stranieri tornare indietro spaventati dopo questo cartello). Attenzione perché la linea rossa a Pagano si biforca: occorre salire su un convoglio per Rho Fiera e schifare quelli diretti a Bisceglie. Peraltro i treni per Rho Fiera in questo periodo sono stati potenziati e arrivano più frequentemente degli altri.
Molto comode anche le connessioni con le altre linee: in particolare la nuova connessione a Lotto con la linea 5 (la linea lilla).

Una volta arrivati, subito dopo l'uscita dai tornelli, verrete invitati dalla segnaletica a prendere a sinistra per l'entrata Fiorenza (vedi foto 2) che vi allunga il giro sensibilmente. Voi invece prendete a destra, salite sui due tapis roulant: in un attimo, sempre nel tunnel, arriverete nella zona della stazione ferroviaria, superatela e in un attimo sarete all'entrata Triulza.
Perché allora vi dicono di andare all'entrata Fiorenza? Per dividere il traffico: a Triulza dovrebbe andare chi arriva in treno, a Fiorenza chi arriva in metro, ha senso, ma vi fa camminare troppo, visto che già farete i chilometri dentro Expo. Forse, se arrivate in metro, vale la pena di andare a Fiorenza soltanto nei momenti di maggiore affollamento, perché ai tornelli c'è meno coda (e vorrei anche vedere). Se prendete il metrò nelle ultime fermate della linea rossa (da Lotto in poi) il biglietto costa solo 2 euro invece di 2,5, ma è molto difficile da trovare nelle biglietterie automatiche: prendetelo all'edicola.

Treno. Sarebbero abbastanza comodi ed economici anche i treni sia per chi viene da fuori (in particolare da alcune località) sia per chi viene dal centro di Milano. Dal centro di Milano il costo è anche leggermente inferiore del metro. I treni buoni sono quelli delle tratte S5, S6, S11 e S14 (mentre le linee S1-S4 e S10, per intenderci quelle che una volta erano linee delle Ferrovie Nord, non portano a Expo). I problemi dei treni, rispetto al metro, sono svariati: la qualità delle carrozze, il minor numero di stazioni, la minore frequenza, una certa difficoltà a capire quali sono i treni buoni, e, spiace dirlo, ma mi è toccato personalmente, la cancellazione di alcuni treni.
Nel mio caso ho preso un treno S11: da Rho a Chiasso (io sono salito a Expo e poi mi sarei fermato a Desio), ma una volta arrivati alla stazione di Milano Garibaldi il treno è stato soppresso e sono dovuto salire sul successivo). Anche il mito che vuole che il treno ti porti "dentro ad Expo", mentre il metrò non lo fa è, appunto, un mito: se si scende dal metrò e si prende per Triulza e non per Fiorenza (vedi sopra), la differenza in termini di metri da percorrere è davvero minima. Il punto più tipico per prendere il treno è la stazione Garibaldi che è servita dal metro e da cui passano tutte e quattro le linee ferroviarie "buone" per Expo. Attenzione che due delle linee partono dalle nuove banchine "sotterranee", mentre altre due partono dalla stazione "classica".

Auto. Per molto tempo ho evitato di andare a Expo in auto, anche perché mi dicevano che il parcheggio era caro e si sarebbe dovuto prenotare il giorno prima. Non so se questo sia ancora valido, ma ho trovato uno sgamo per arrivare a Expo e parcheggiare in auto abbastanza facilmente (sotto alcune foto esplicative). Si prende l'autostrada a8 (da o per Varese) e si esce a Rho Fiera, (siamo già a 2-3 chilometri da Expo) Da qui si seguono per 2-3 bivi i cartelli per l'entrata Triulza (in bianco). L'ultimo dei quali assieme alla definizione Triulza associa il simbolo di un camion (in giallo). Subito dopo aver seguito questo cartello ci si trova a una piccola rotonda: si andrà dritto (o, in altri termini, si prende la prima uscita), Immediatamente dopo si trova sulla destra un cartello per via Grandi (di Rho): si imbocca via Grandi e si cerca subito un parcheggio tra i capannoni della via. Se non si trova in via Grandi (ma d'estate si trova quasi sempre) occorre andare fino in fondo, girare a sinistra su via De Gasperi ed arrivare a un'altra rotonda dove c'è sempre parcheggio. Dopodiché si torna indietro a piedi all'inizio di via Grandi dove si trova l'ingresso a piramide di vetro del metrò (in un'area peraltro ancora a cantiere ai primi di agosto, finiranno prima o dopo la fine di Expo?): si percorre il tunnel e si arriva a Triulza. Con questo sistema ci ho messo 28 minuti dallo zerbino di casa mia, a Seregno, ai tornelli di Expo, senza pagare un euro di parcheggio. Mi dicono che anche dalle parte dell'ospedale Sacco si possa fare qualcosa di simile per poi usare un cavalcavia pedonale per l'entrata di Roserio, ma non so i dettagli.






Auto + metro Ultima soluzione: buona per chi arriva da fuori, ma forse meno buona della precedente. Giungere in auto dalle parti delle fermate del metrò Uruguay o Bonola, parcheggiare (i parcheggi tra le linee blu sono gratis dalle 13, prendere il metrò a 2 e non 2,5 euro, vedi sopra) e in pochi minuti si arriva a Expo, comodo e poco costoso.



mercoledì 5 agosto 2015

Cosa vedere a Expo?

Essendo stato a Expo almeno una trentina di volte (in particolare ci ho lavorato dal 20 luglio al 6 agosto per Radio Rai, precisamente webradio 7 live) molti mi chiedono: Marco cosa mi consigli di vedere a Expo?

Cercando di essere più stringato possibile e tralasciando per oggi le aree corporate e quelle strettamente legate alla ristorazione (ce ne sono di interessanti) partiamo dalla considerazione che i padiglioni Expo nazionali sono in totale circa 120 (anche se le nazioni rappresentate sono un po' di più per via di alcuni accorpamenti).

A. I CLUSTER: Una sessantina abbondante di "padiglioni" (i più piccoli ad Expo) si trovano riuniti in nove aree tematiche: Riso; Cacao e Cioccolato; Caffè; Frutta e Legumi; Spezie; Bio-Mediterraneo; Isole; Mare e Cibo; Cereali e Tuberi; Zone Aride). Ad esempio nel cluster del Riso si troveranno i piccoli padiglioni di Bangladesh, Cambogia, Myanmar, Laos, Sierra Leone e un padiglione Basmati complessivo.
I piccoli padiglioni dei cluster possono lasciare a prima vista stupiti per un aspetto molto spartano: dall'esterno sembrano dei grossi cubi che all'interno sono quasi sempre strutturati in un unico stanzone, solitamente diviso in tre parti: A. una parte espositiva, B. una parte di mercatino e C. una cucina (a volta manca qualcuno di questi tre elementi) . Hanno un gestione tutto sommato "familiare" e, ad esempio, sono sempre gli ultimi ad aprire e i primi a chiudere. Eppure offrono, talvolta, un'esperienza umana incredibile. Sono i padiglioni in cui il personale è più caldo, amichevole e motivato (dipende molto da chi è di turno). Il cibo talvolta è delizioso e spesso a prezzi ragionevoli. Esperienze particolarmente gratificanti per me: Gambia (ottime le bevande al tamarindo, baobab e zenzero preparate da Maimuna al centro nella foto e da Tabara a destra), Laos (buona la frittella di riso a 3 euro), Togo, Uganda, Palestina, Afghanistan (davvero delizioso il kebab anche se presentato in piatto di plastica e a 12 euro), Bolivia (peccato che la Quinoa non sia in vendita) e sicuramente ne dimentico qualcuno. Moltissimi di loro offrono degli spuntini a base di carne cotta nella pasta una specie di raviolo (curioso come questa tipologia di preparazione vada dall'Uzbekistan (ottimi a 3 euro), ad alcuni paesi africani, fino all'Uruguay e al Cile - che però non sono nei cluster).
Perché visitare i piccoli padiglioni nei cluster? Per il personale, per il cibo spesso buono e tipico, perché non c'è mai coda!

B. I PADIGLIONI "MAGGIORI" AD ACCESSO LIBERO: Tolta la settantina scarsa di piccoli padiglioni raccolti nei cluster restano 52 padiglioni nazionali "maggiori" (spero di non avere sbagliato il conto): grandi, medi o piccoli. Alla maggior parte di loro si accede facilmente e liberamente, senza fare coda (o facendo code davvero minime). Questo per due motivi: non ci sono troppi visitatori, ma soprattutto l'esposizione "standard" non si basa su show o video che richiedono l'accesso di una parte del pubblico nello stesso momento (per vedere il show o video tutti assieme dall'inizio. Anche alcuni padiglioni grandi hanno fatto questa scelta come gli Stati Uniti ad esempio. Molti di questi padiglioni sono interessanti, ma non da urlo. Però si animano quando c'è un evento (spesso un'esibizione musicale). Tanto per dire il padiglione dell'Ungheria, che mi è sembrato piacevole, ma non brillantissimo a una prima visita, ha preso vita una seconda volta grazie a uno show di ballo e di violini tzigani. Tra questi padiglioni quelli più interessanti o affascinanti sono a mio avviso (grosso modo in quest'ordine): Austria (bella l'idea del bosco!), UK (ottimo il concept dell'alveare, specie in visione serale e il Pimm's), AzerbaigianFrancia (bellissimo l'orto e la parte in legno), Angola (bello il padiglione, ottimo ma un po' caro il ristorante), Spagna (buono ma un po' caro il ristorante con le tapas in particolare paella e crocchette di baccalà), Turchia, Russia (bella la terrazza con la prateria, ma non solo) Oman e Qatar. Discreti anche Nepal (importante la storia di solidarietà per permetterne l'apertura), Polonia (molti concerti di piano!), Israele, Argentina (mi parlano bene della carne del ristorante), Santa Sede (dipende da che dipinto espongono).
Attenzione: non li ho visitati tutti, potrei essermi dimenticato qualcosa.
Perché visitarli? Sono interessanti, spesso anche con buoni ristoranti, e soprattutto non hanno coda. da visitare nei momenti di massima folla (per evitare le code dei padiglioni del gruppo C).
Attenzione agli eventi che animano anche i padiglioni apparentemente "meno interessanti" (es. Irlanda, Belgio, Ungheria, Paesi Bassi). Del Belgio segnalo in particolare delle spettacolari costine di maiale: 5 costine a 9 euro.


C. I PADIGLIONI "MAGGIORI" CON CODA (O A RISCHIO CODA): Vuoi perché basati su show o filmati, vuoi perché molto gettonati, (spesso le due cose assieme) alcuni padiglioni hanno spesso la coda. Tra questi sicuramente le code più lunghe si trovano in Italia (che non ha lo show) e Giappone. Il Padiglione Italia l'ho visto due volte e la seconda volta mi è sembrato meno bello della prima. Forse essendo gli organizzatori si poteva fare di più. Il Giappone è interessante con uno show finale davvero kitsch. Altri padiglioni con potenziali grandi code sono Emirati Arabi (bella la scena della tempesta di sabbia nel film), Kazakistan (forse il migliore in assoluto: due ottimi video e diverse esperienze interessanti: particolare il sapore del Kumis col latte di cavalla e nel ristorante ottimi shashlik e pilav, inoltre belli gli show che allietano la coda). Pertanto io suggerisco a chi entra alle dieci di fiondarsi a mettersi in coda ad uno di questi quattro, specie Italia e Giappone, e poi pensare a vedere i padiglioni del gruppo B. Code medio-lunghe in Germania (non l'ho visto), Colombia (ottimi i video! e nel ristorante caffè e frullatoni). Code medie in: Corea (bello e tecnologico!) Malaysia, Thailanda (questi due non li ho ancora visti, ma me ne parlano bene: divertente l'animazione ballo nei weekend in Malaysia, questa l'ho vista!) e talvolta in Cile, Messico, Uruguay: questi tre sono piuttosto interessanti perché hanno filmati che rendono bene l'idea del paese: nel Messico anche materiale archeologico super. Il Brasile ha una passeggiata sulle reti davvero gettonatissima: è l'esperienza più forse più divertente a Expo, i primi giorni code lunghissime, piace molto alle scuole, ora meno, ma per me riprenderanno a settembre. Anche il padiglione non è male, non superlativo, con frullati buoni, ma in Colombia sono meglio e costano meno. 

Un caso un po' a parte è la Cina che si colloca a metà tra i gruppi B e C: accedi liberamente, poi c'è un filmato che crea un po' di coda, ma si può anche saltare. Ci sono cose interessanti, ma forse la Cina poteva fare di meglio.

Ultimi suggerimenti: Momenti un po' più tranquilli, dove visitare i padiglioni "a rischio coda" sono subito all'ingresso alle 10, all'ora di pranzo, e anche 17-19 quando un po' di gente se ne è già andata e la massa delle 19 col biglietto a 5 euro deve ancora entrare (buon momento però anche per mangiare nei ristoranti più richiesti, verso le 18:30-19:10) che sono quelli etnici ma anche Identità golose (o il risotto di Oldani).

Aggiornamento 9 settembre: Negli ultimi giorni le code ai padiglioni di Italia e Giappone sono diventate lunghissime (record oltre le quattro ore). Inoltre è stata anticipata l'apertura alle 9 dall'ingresso di Roserio e anticipato anche l'ingresso a soli 5 euro: ora si entra già a 5 euro dalle 18. Quindi il suggerimento è il seguente: mettersi in coda alle 8.30 a Roserio, riuscendo a entrare alle 9, e fiondarsi immediatamente su uno di questi due padiglioni, risparmiandosi una delle due code infernali. 

Da non perdere l'Albero della vita: ogni ora precisa (es, alle 15:00, alle 16:00 eccetera) si anima. Però lo spettacolo migliore è alla sera. Credo che alle 21:00 salti, per poi presentarsi in grande spolvero alle 21:30 o alle 22.30. Molto bello anche Padiglione Zero, ma essendo proprio all'ingresso potrebbe distrarre dall'attuare la tecnica di lanciarsi subito sui padiglioni affollati: tenetelo per un momento di grande folla.

Integrazioni e commenti sono molto benvenuti.

Ps: visto che iniziano a essere molti quelli che mi chiedono anche come arrivare a Expo (e siamo ormai a meno di 80 giorni dalla chiusura: ecco qua una serie di consigli.