venerdì 13 novembre 2009

Un Giornale, anzi quattro.

Stamattina, leggendo il Giornale, mi sono sorpreso a pensare che quando si arriva a parlare di giustizia e delle disavventure giudiziarie di Berlusconi, non è sempre così facile capire cosa possa esserci nella mente dell'elettore di destra e più in particolare del "lettore ideale" (ovviamente più berlusconiano che finiano) del quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

In particolare mi piacerebbe conoscere le risposte del "lettore ideale" o, più realisticamente, di ogni lettore effettivo a due domande fondamentali. La prima è: "Secondo te, le accuse mosse a Berlusconi sono, di per sé, gravi o no?". E la seconda è, brutalmente: "Secondo te, le accuse di cui sopra sono vere o false?".

Immagino - ma sono pronto a cambiare idea se mi dimostrano il contrario - che una parte di loro queste due domande, così esplicitamente, così brutalmente, non se le sia mai poste, perché su questi temi prevale spesso l'irrazionalità ispirata dalla propaganda dei vari schieramenti.

In attesa delle eventuali risposte mi piace immaginare di poter dividere, su questi temi, i lettori de il Giornale grosso modo in quattro gruppi:

1. Gli innocentisti: "Silvio è innocente". Alla seconda domanda (accuse vere o false) rispondono: "Le accuse sono false". Alcuni lo faranno per partito preso, altri perché si sono informati. La prima domanda invece (cioè se le accuse sono di per sé gravi o meno) è a questo punto irrilevante.
Mi piace però immaginare che possa esistere un piccolo sottogruppo di questo gruppo, gli innocentisti possibilisti, della cui esistenza però non ho segnale, che pensa sinceramente: "Oh, le accuse per me sono false, ma se mi portassero delle prove inoppugnabili che sono vere, allora cambierei idea e magari anche partito".

2. I fedelissimi: "Silvio è un bravissimo politico, di cui il paese non deve fare a meno, anche se dovesse risultare che ha corrotto Mills eccetera." Questi ritengono la seconda domanda (accuse vere o non vere) poco importante. Perché per loro la domanda importante è la prima (accuse gravi o non gravi). E a questa rispondono: "Le accuse, anche se fossero confermate, non sono abbastanza gravi da farci rinunciare a uno statista di questa levatura".
Un sottogruppo di questo gruppo 2 potrebbe essere quello, ipotizzato dal dr. Gola, dei fedelissimi colpevolisti, cioè il gruppo di coloro che ritiene Silvio un "adorabile mascalzone", quelli che pensano: "Per me magari è anche colpevole, più sì che no, ma mi piace troppo".

3. I cosifantuttisti: Secondo questi Silvio da un punto di vista dell'onestà, è grosso modo nella media di un paese dove "spesso l'idraulico non ti fa la fattura" o, quantomeno, nella media, che si ritiene ancora un po' più bassa, dei politici. Secondo i più oltranzisti tra di loro (i cosifantuttisti innocentisti) Silvio starebbe addirittura nella parte sinistra della classifica dell'onestà. Anche questi, come quelli del gruppo 2, ritengono la seconda domanda (accuse vere o non vere) poco importante. Forse i meno oltranzisti (i cosifantuttisti colpevolisti) del gruppo sono disposti anche ad ammettere che alcune delle accuse potrebbero essere vere, MA. Ma chissà quanti scheletri negli armadi hanno gli altri, ma le Coop rosse, ma il caso Consorte, ma le tessere del PD in Campania, ma la sanità in Puglia eccetera... Per questi la differenza tra Berlusconi e il resto del mondo è solo che Silvio, rispetto agli altri, è molto più martellato dalla magistratura orientata politicamente. E per quanto riguarda la prima domanda (accuse gravi o non gravi) più o meno risponde: "Sarebbero accuse gravi se lui fosse l'unico a comportarsi così, ma - appunto - così fan tutti".

4. I tifosi: Questi sono quelli che vogliono vincere la partita contro la sinistra ad ogni costo. E Silvio in questo è un grande bomber. Non importa se eventualmente qualche volta Silvio ha segnato in fuorigioco o con la mano, la partita si deve vincere, un po' per il bene del paese, un po' perché metterla in quel posto ai comunisti è sempre bello. Questo gruppo, più degli altri tre, se la prende con l'arbitro (la giustizia orientata) che vuole fischiare sempre contro Silvio, anche quando avrebbe ragione e non gli vuole far vincere il campionato, nonostante Silvio abbia vinto a mani basse la partita decisiva: le elezioni. Questi ovviamente alla domanda 1 rispondono: "Ma quali accuse gravi? Dobbiamo vincere la partita!". E alla 2 sono poco appassionati, finché l'arbitro non fischia un rigore contro o annulla un gol, a loro non importa se regolare o no, a Silvio.

Ovviamente in ogni persona posso convivere una o più di queste tendenze, però questa, a grandi linee, è la suddivisione che immagino.

Ora come ben si può vedere, soltanto un piccolo sottogruppo del gruppo 1 (sottogruppo del quale ipotizzo, ma non conosco l'esistenza) ha qualche interesse a conoscere se le accuse a Silvio Berlusconi sono veritiere. Tutti gli altri sono naturalmente ben disposti ad accettare revisioni della giustizia che possono favorire la facile risoluzione dei suoi problemi giudiziari, soprattutto perché ritengono la prima domanda (le accuse sono gravi o no?) poco rilevante o, meglio, rilevante con risposta "no" o "non particolarmente".

Domanda per i lettori de il Giornale: in quale gruppo vi riconoscete? E per tutti: quale dei quattro gruppi vi sembra più numeroso?

3 commenti:

Cristian C ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cristian C ha detto...

mi correggo: sulla seconda domanda sono indeciso tra il 2 e il 3, ma dovendo scegliere risponderei 2

Dani ha detto...

Io ho il sospetto che la maggioranza dei giovani che lo vota (anche se non legge il giornale) faccia parte dei tifosi, una categoria di persone che ho notato esistere da parecchi anni...