martedì 24 dicembre 2013

Qui Rinale, a voi studio.

Ad esclusivo beneficio dei 2-3 amici a cui Marco Travaglio sta antipatico e pertanto, non leggendone il fondo di oggi, si sono persi l'ennesima prova di democrazia e di appoggio alla libertà di stampa da parte di Re Giorgio.

1) Pare che l'ufficio stampa del Quirinale nei giorni scorsi abbia fatto circolare una specie di comunicato stampa
Aeroporto di Mallorca - L'uomo banana
contenente una lettera di Cossiga del 2 novembre 2005 che servirebbe a smentire che il vecchio picconatore provasse rancore nei confronti di Napolitano per la campagna del 1991 pro-impeachment nei confronti dell'allora presidente. "Ma perché non eleggerti Capo dello Stato? Io ti voterei!!!" scrive Cossiga a Napolitano nel 2005.


2) Dicevo che si tratta di "una specie" di comunicato stampa perché un vero comunicato stampa "democratico", ma diciamo pure "normale", dovrebbe essere inviato a TUTTI gli organi di stampa rilevanti, compresi quelli esteri. Qui, a quanto riferisce Travaglio (certo, occorre una ulteriore verifica) pare che la lettera di Cossiga l'abbiano ricevuta solo 3 giornali (Stampa, Messaggero e Corriere).

3) E allora che fanno i tre quirinalisti dei giornali in oggetto (Sorgi, Cacace e Breda) invece di andare a cercare altri (e numerosi) passaggi (tutti riportati da Travaglio) in cui Napolitano spara a zero, nel 1991-92, su Cossiga e uno (del 2006) in cui Cossiga spiega la sua posizione su Napolitano? I tre, forse per ringraziare del gentile omaggio della letterina in semi-esclusiva, aderiscono ai desiderata quirinalizi, sposando la posizione ispirata da Re Giorgio, aggiungendoci pure del loro, non si sa mai. Alcuni di loro lo fanno senza nemmeno svelare la natura di velina che ha il "ritrovamento" con divulgazione della lettera.

4) Resta da capire se Sorgi, Breda e Cacace sono consapevoli che lo stipendio glielo paghiamo noi comprando i loro giornali e non Napolitano, (visto che non percepiscono una sola lira di contributi pubblici).

5) Certi atteggiamenti ricordano quelli dei giornalisti sportivi "embedded" dislocati (definirli "inviati" o "corrispondenti" sembra eccessivo) dalla propria testata al seguito di qualche squadra di vertice della Serie A e che si limitano a esporre la posizione dell'ufficio stampa della squadra che li tiene per le palle, minacciandoli poi di non concedere i vari campioni, campioncini, mezze pippe e bidoni per le interviste di rito, sia in mixed zone che sul divano dei vari Milanello, Vinovo, Pinetina, Trigoria, Formello ecc...

Mi scuso per il link "non ufficiale", ma il testo dell'articolo sul sito del Fatto non è ancora uscito, e poi so che tanto lo andrete a comprare in edicola, vero?

lunedì 16 dicembre 2013

Mi sono informato, c'è un volo che parte.

La vicenda relativa al volo di Stato che avrebbe portato Laura Boldrini in Sudafrica alla cerimonia per Nelson Mandela mi ha molto appassionato proprio dal punto di vista logico. E per il momento ho maturato un'opinione, (del tutto provvisoria, perché magari mi sfugge qualche particolare fondamentale della vicenda).
Golfo di Marinella - Cala Sabina (OT) No, non c'entra nulla

Cercherò di non dichiarare subito le mie idee in merito mirando così a farmi leggere da tutti senza prevenzioni, premesso che non ho particolari simpatie per Laura Boldrini.

Tutto parte da un esposto del Codacons alla procura di Stato, presto ripreso da tutti i giornali e in particolare, prevedibilmente, da  il Giornale e Libero, alla quale la stessa Presidente della Camera ha risposto anche sulla propria pagina facebook, (in cui tira in ballo anche una componente sessista che a mio avviso c'entra poco). Una decisione che le ha subito procurato almeno una controrisposta del Giornale in cui la reazione su facebook della Boldrini viene definita "scomposta". Poco fa la notizia di una vera e propria denuncia nei confronti della Boldrini.

Cerchiamo di capire passo-passo anche perché i punti da decidere sono tanti e quasi completamente distinti l'uno dall'altro.

1) Indipendentemente dal costo della trasferta, la prima cosa da chiarire è se sia giusto o meno che l'Italia fosse rappresentata ANCHE dalla Boldrini.  Lei, nella sua risposta su facebook, dice, tra l'altro: Ciascuno Stato ha deciso in autonomia la composizione della propria delegazione: c'erano autorità di governo e vertici parlamentari, rappresentanti in carica ed ex esponenti delle istituzioni. Per me ci può pure stare che il Presidente della Camera faccia parte della delegazione. Per pura curiosità però mi piacerebbe sapere chi ha deciso la formazione della delegazione ed in base a quali razionali.

2) Una volta deciso (spero da altri e non da lei, vedi qui sopra) che la Boldrini debba far parte della delegazione, a quel punto, sia per lei che per il resto della delegazione, occorre scegliere il mezzo di trasporto più efficiente, sicuro e conveniente per le casse dello Stato. Al limite anche uno o più voli di linea.  Siamo sicuri che TUTTA la delegazione abbia scelto la soluzione migliore? E se non ne siamo sicuri, perché ci incaponiamo a sfruculiare solo la Boldrini?

3) Ma se un volo di Stato era già previsto per la delegazione allora non si capisce (se non per criteri di sicurezza che impone di non mettere mai due alte cariche sullo stesso volo) perché TUTTI i membri della delegazione non debbano salire sullo stesso volo. A meno che non si voglia dire che la Boldrini era "un po' meno ufficiale" del resto della delegazione.

4) Se è così, cioè se la Boldrini era un membro "quasi ufficiale", il fatto è grave di per se, perché a mio avviso non devono esistere membri "quasi ufficiali" di una delegazione di Stato ad eventi come questo. Ma devono esistere solo membri a pieno titolo della delegazione e altri invece che NON sono membri (e che stanno a casa). Non dovrebbe proprio esistere la categoria intermedia: la "via di mezzo" che è autorizzata ad andare in rappresentanza dell'Italia, ma a spese proprie! 

5) Ma poniamo anche che la vicenda sia malauguratamente andata "all'italiana" e che Boldrini fosse un membro marginale della delegazione, per cui avrebbe dovuto pagare di tasca propria (un vero orrore istituzionale, ai miei occhi). Non si capisce perché non possa usufruire (senza costi aggiuntivi per il contribuente) del posto sul volo. Starebbe sfruttando un'esternalità positiva.

6) Volendo fare i talebani, si potrebbe fare in modo che a beneficiare dell'esternalità positiva siano le casse dello Stato e non i singoli, decidendo di emettere dei biglietti (a tutto vantaggio dello Stato) per chi sfrutta un volo di Stato senza averne diritto (o senza averne completamente diritto) come mi sembra di capire che faccia la Merkel in Germania (ma non essendo prevista questa procedura la Boldrini non poteva nemmeno pagare). Si potrebbe fare ancora di più e, magari, perché no?, riempire il volo non solo con la Boldrini, ma anche con gente con non c'entra nulla di nulla con le istituzioni e fare pagare un biglietto a tutti. Potrebbe essere un'idea-risparmio! Ma con un costo nascosto: Enrico Letta, ad esempio, dovrebbe adattarsi a viaggiare su voli di Stato, fianco a fianco con turisti e affini, (ironia on) senza avere la calma per lavorare e scrivere i suoi bei decreti (ironia off). Sono comunque decisioni che ogni nazione può prendersi in autonomia. Fatto sta che oggi in Italia questo non è previsto, pagare per salire su voli di Stato, almeno credo di no.

7) Se invece il compagno della Boldrini fosse previsto o meno all'evento dipende molto dal protocollo di chi ha organizzato la cerimonia. Se i delegati sono stati invitati con i propri eventuali partner (come spesso accade alle cene ufficiali alle ambasciate) allora lui aveva diritto ad accompagnare Boldrini e in questo caso aveva diritto anche a far parte della delegazione. L'Italia poteva anche decidere, qualora fosse stato troppo costoso, di mandare comunque i propri rappresentanti senza partner, per risparmiare su voli e alloggi. L'unico rischio era di incidere sull'umore dei propri rappresentanti. Ma, avendo trovato posto sull'aereo anche al compagno della Boldrini, si è assicurato un buon tono dell'umore di uno dei membri della propria delegazione, e a costo zero. Insomma il partner non aveva diritto di per sé, ma come mero "benefit" (concesso eventualmente dagli organizzatori sudafricani e sponsorizzato a costo zero dall'Italia) per la Boldrini, in quanto delegata ufficiale. Ammesso e non concesso che lei fosse delegata ufficiale e che l'organizzazione avesse invitato anche i partner (questo io non lo so).

8 ) Non ho capito infine quale problema ci sia se, oltre al compagno, lei si sia portata dietro altri membri del proprio staff (pare portavoce, responsabile della comunicazione, consigliera per le relazioni internazionali oltre alla scorta). Ma, se l'averli imbarcati non ha costituito alcun costo aggiuntivo, non mi sembra una cattiva idea: specie se, magari, sono riusciti anche a organizzare una sessione di lavoro con la Boldrini durante il volo. In questo caso il paese ne avrebbe beneficiato (meeting in volo) senza alcun aggravio.

Riepilogando: se Boldrini era membro ufficiale (e a pieno titolo) della delegazione, secondo le decisioni di chi ne ha disegnato la composizione, allora aveva diritto a quasi tutto. Altrimenti no, ma sembrerebbe comunque aver sfruttato in modo efficiente delle esternalità senza costi aggiuntivi per il contribuente.

Poi noi stiamo a farci queste menate mentre Obama in tribuna baccaglia il primo ministro danese e si spara i selfie davanti agli occhi di una invelenita Michelle e il Codacons, il M5S, Libero e il Giornale non dicono nulla...

Dove rubano i documenti ai miei amici (statistica)

Spero ciò ti arrivi in tempo utile. Ho fatto un viaggio a Leeds {UK} e durante il mio soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al mio passaporto internazionale e la mia carta di credito che si trovava nella mia borsa. necessito della somma di 1.000 euro per coprire le mie spese. Puoi aiutarmi a spedire i soldi via Western Union? Fatemi sapere. Ti prometto di rimborsarti della cifra non appena torno domani, Per favore fammi sapere se puoi farlo per me. Sono spiacente per ogni inconvenienza tale disguido possa crearti. Posso mandarti i dettagli su come trasferire la somma. Spero di ricevere a breve la tua risposta. 

Molti dei miei amici hanno questo difetto: una volta all'estero si fanno rubare i documenti e perdono l'uso dell'italiano. Non del tutto però. Scrivono cose così: spiacente per ogni inconvenienza tale disguido e spero ciò ti arrivi. Tra l'altro scrivono tutti nello stesso modo, inviando le loro email di soccorso. Strano.

Mi piacerebbe fare una statistica sui luoghi nei quali questo spiacevole infortunio si sta verificando.
Io per ora ho registrato:
due a Birmingham (United Kingdom)
uno a Plymouth {UK}
uno in Nottingham {UK}
una a Leeds {UK}
uno in London {UK}
uno in Costa D'Avorio e più precisamente a Abidjan
una a Limassol Cipro.

Tra l'altro il testo proveniente da Limassol era anche molto più divertente di quello dal Regno Unito.
Si parlava de il affetti personali, e di noia banca: roba forte, bellissima storia.

Mi auguro di poterci trovare questa volta, Io ho fatto un viaggio a Limassol Cipro e mi hanno rubato la mia borsa con il affetti personali. L'ambasciata mi ha solo rilasciato un passaporto temporaneo ma Io devo pagare il biglietto e saldare le fatture alberghiere. Io ho fatto contattare la noia banca ma mi ci vorrebbero 5 giorni lavorativi per accedere ai fondi nel conto da Cipro. 
Western Union transfer è la migliore opzione per inviarmi denaro. Fammi sapere se hai bisogno dei miei dati (nome completo/località) per fare il trasferimento. Puoi raggiungermi via email. Fammi sapere se puoi essere d'aiuto grazie.

Mi sembra più deboluccio invece il testo da Abidjan, anche se prima si informa molto educatamente su di me e poi utilizza la parola consacrare.

Buongiorno, 
Come stai? Dove ti trovi in questo momento? 
Avresti un po' di tempo da consacrare a una situazione particolareche mi riguarda discretamente e via e-mail? perché in questo momento non ho più il cellulare. Ho appena effettuato un viaggio in Costa D'Avorio e più precisamente a Abidjan per dei motivi personali. mi ritrovo in una situazione difficile e non so cosa farei senza il tuo sostegno e aiuto. Avrei bisogno di un aiuto finanziario, solo un prestito che ti rimborsero' non appena sarò di ritorno dal mio viaggio.
sono nell'attesa urgente di una tua risposta.

*** Update del 4 ottobre 2014 e del 1 dicembre 2014
Anche se è diminuita la frequenza dei furti, ai miei amici e anche a quelli di alcuni lettori del blog, continuano a rubare i documenti, spesso nel Regno Unito, ma non solo. Conviene quindi aggiornare la classifica con i posti più a rischio. Strano che il Ministero degli Esteri non segnali questi luoghi come pericolosi per i turisti.

Birmingham (United Kingdom) 3
Plymouth {UK} 2
Leeds {UK} 1
London {UK} 1
Manchester (UK) 1
Abidjan {Costa D'Avorio} 1
Limassol {Cipro } 1
Nicosia (CYPRUS) 1
CYPRUS 1

sabato 14 dicembre 2013

I cento interfatori

In un precedente post odierno, ho, del tutto casualmente, citato il mio recente libro Ininterrottamente Inter che, per inciso, potrebbe costituire un ottimo regalo di Natale (in quanto opera geniale e a prezzo contenuto) che, come dicevo del tutto casualmente, si può acquistare online qui qui o qui o qui,


Nel citare l'opera ho menzionato anche gli "interfatori", ovvero le cento persone cento, che con piccoli interventi da 90 parole l'uno (questa era la mia richiesta), mi hanno aiutato a spezzare l'eventuale monotonia del racconto dettagliatissimo di Bayern-Inter, la finale di Champions League del 2010 che è oggetto di narrazione del libro.

Grazie a loro, allo scadere di ogni minuto di partita (90 + 4 recupero), si trova , racchiuso in uno splendido boxino (vedi figura 2 qui sotto), un breve intervento sulla partita o sul racconto stesso, spesso arguto o commovente, quasi sempre più efficace della narrazione stessa.

In tutto dovrebbero essere quindi 94, ma alcuni di loro, pochi, si sono messi in coppia o in trio, e pertanto il conto ha raggiunto i 100 precisi. Nell'elencarli qui sotto tutti quanti, giovani e meno giovani, femmine e meno femmine, celebri e meno celebri, nerazzurri e non, li ringrazio ancora una volta.


I CENTO INTERFATORI

1. Stefano Agosteo, professore universitario (Politecnico di Milano), interista.
2-3. Andrea e Michele, conduttori radiofonici (RadioDeeJay) e televisivi, grigiorossi e bianconeri.
4. Lorenzo Ardemagni, creativo per diletto, inevitabilmente interista (essendo cugino dell'autore).
5. Marta Ardemagni, figlia dell'autore, studentessa del liceo scientifico e di clarinetto, ha tifato Inter fino a poche settimane fa, ora si dice laziale.
6. Stefano Bartezzaghi, enigmista, giornalista, saggista, tendenzialmente torinista.
7. Antonio Bartolomucci, giornalista (Mediaset). All'aeroporto di Pechino ha regalato all'autore un gagliardetto firmato da Mourinho dopo la sfortunata Supercoppa contro la Lazio.
8. Alessandra Berardi, Musa autoispiratrice, poetessa, umorista e paroliera (L'albero azzurro, Raidue). Interista, ma ha un micio che si chiama Gattuso.
9.Alberto Bisin, economista, blogger (noiseFromAmerika.org) ed editorialista (La Repubblica). Interista.
10. Michele Boldrin, economista (Washington University, St.Louis), blogger (noiseFromAmerika.org), coordinatore nazionale di Fare per Fermare il declino.
11. Tiziano Bonini, ricercatore in sociologia dei media, Università Iulm. Autore a Radio24. Bianconero grazie a Platini.
12. Alberto Bramati, linguista, ex-milanista (in attesa di un nuovo presidente).
13. Sandro Brusco, Professor of Economics, Stony Brook University, interista.
14. Matteo Caccia, autore e conduttore a Radio24. Interista grazie al papà, radiofonico grazie ad Ardemagni.
15. Laura Carcano, giornalista professionista e web strategist, twitter @lauracarcano, interista.
16. Gian Luigi Carlone, musicista e molto altro (BandaOsiris), del calcio gli piace solo giocare a passaggi.
17. Guido Catalano, poeta e navigatore da fermo. Anche se non lo diresti è juventino.
18. Marco Cattaneo, giornalista Sky Sport (ovviamente non tifa per nessuna squadra). Anche se era a Madrid con zeru euro.
19. Gianluigi Celentani, taverniere e pediatra di famiglia in Firenze, cuore azzurro come il mare di Napoli.
20. Stefano Chiodaroli, attore, comico, interista. Condivide con l'autore la passione per le Piere.
21. Massimo Cirri, psicologo, scrittore, conduttore di Caterpillar, Radio2 RAI. Piuttosto refrattario al calcio.
22. Giorgia Colombo, giornalista (TeleLombardia), milanista, nostalgica del Gila.
23. Fabrizio Cosi, presidente e fondatore dei Podisti da Marte. Agente non segreto del cambiamento. Salentino 100%. Roma-Lecce 2-3: lui c’era!
24. Danai Dasopoulou, giornalista (Proto Thema), tifosa del Panathinaikos e anche un po' della Roma.
25. Michele De Pirro, vignettista satirico e autore tv, sampdoriano.
26. Elisa del Mese, redattrice radiofonica. Romana, cresciuta in una famiglia di interisti pazzi, aliena al calcio.
27. Antonio Luca Di Bella, corrispondente da Parigi per RAI in generale e Caterpillar in particolare. Giornalista, interista e cantautore.
28. Danilo Di Termini, interista, autore per Caterpillar, calciatore, tutto di terza categoria.
29. Antonio Dipollina, critico televisivo (LaRepubblica).
30. Matteo Dore, giornalista (Sport Week), sbaglia spesso i giocatori di cui si innamora (adorava Recoba).
31. Silvia Fabri, casalinga e dintorni, 40 anni, appassionata di radio da 39. Tifa Italia, ma solo ai mondiali.
32-33. Andrea e Lorenzo Fanzago, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano e figlio. Nessuno dei due è mai stato in Serie B.
34-35. Carlo Alberto e Andrea Ferrero padre e figlio (cognato e nipote dell'autore), il primo è chimico, il secondo un giovane bomber, entrambi molto nerazzurri.
36. Stefano Bruno Galli, storico, saggista (Il GrandeNord; Le radici del federalismo). Consigliere della RegioneLombardia. Interista.
37. Gianni Gandini, musicista e musicoterapista, tifoso del Bologna.
38. Luca Gattuso, cronometrista e giornalista, sampdoriano.
39. Paolo Gentiluomo, poeta, amante del pedale, estimatore della Pro Vercelli che fu.
40. Maurizio Giannettino, istruttore FICG CONI Settore Giovanile, il Cugino Interista.
41. Alice Gioia, redattrice (Radio2, BBC World Service), tifa solo alle partite di rugby.
42. Francesco Gironi, giornalista, appassionato di scienza e tecnologia, milanista nonostante il Presidente.
43. Maya Giudici, autrice e conduttrice radiofonica, voce di Radio3, non ha mai tifato per nessuno prima di conoscere il Boca.
44. Gabriella Greison, giornalista (per Vanity Fair e per Sport Week) e scrittrice (per ora, usciti 7 libri). Nel web è greisonanatomy.com. Laureata in fisica nucleare. No tifosa, amante di cani, massima serietà.
45. Giorgio Lauro, conduttore radiofonico (Un giorno da pecora, Radio2 RAI), milanista.
46. Gad Lerner, giornalista e interista.
47. Luca Lissoni, inventore del Pugilato Letterario, juventino.
48. Alberto e Ismaele Dimitri Losciale, padre e figlio, (cognato e nipote dell'autore) milanisti e tranquilli. La partita di cui scrivono è la finale di Champions League del 2007 Milan-Liverpool.
49. Carlo Lottieri, filosofo politico, interista (per qualche juventino dopo una scommessa, nulla ex art. 1441 c.c.).
50. Sanja Lucic, conduttrice radiofonica, giornalista e blogger. Da qualche settimana anche scrittrice (Ti disturbo?). Tifa Stella Rossa e Inter.
51. Paolo Maggioni, conduttore di Caterpillar e della festa per il triplete a San Siro, di cui è stato speaker e dj.
52. Gaia Manco, giornalista, di quelli che "solo i mondiali". A lungo "corrispondente" di Caterpillar da Parigi e Londra.
53. Sergio Mandelli, gallerista, scrittore, conduttore. Interista entusiasta nella vittoria, atarassico nella malasorte.
54. Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia (AN), milanista.
55. Alessandro Mannucci, autore televisivo (Markette, Chiambretti Night e Music Zoo), se deve dire una squadra dice Juve, in onore del nonno, ma da 0 a 100 gli importa 1.
56. Paolo Marchi, per 30 anni a Il giornale dove si è occupato di calcio, sci, vela e gola, ormai è tutto assorbito da Identità Golose e continua a tifare Inter.
57. Fabrizio Marchionne, direttore finanziario, Milanista e Milanologo.
58. Stefano Melegari, caporedattore Sport Panini e di ForzaMilan!, milanista con sangue a strisce rossonere.
59. Antonio Merlo, Lawrence R. Klein Professor of Economics, University of Pennsylvania, interista.
60. Giada Messetti, lavorava per l'informazione televisiva (Zeta), ora per Caterpillar AM. Non crede nel dio calcio, ma non è atea, è agnostica.
61. Bob Messini, attore e musicista - inviato di Caterpillar dal 1997 al 2000.
62. Cristiano Militello, Forrest Gump catodico, cane sciolto radiofonico, guitto, spessissimo col microfono sotto il naso, possiede la maglia del calciatore di A più scarso di sempre: SaadiGheddafi.
63. Roberto Monzani, redattore di Inter Channel. Con il collega Alessandro Villa abituale compagno di tribuna stampa dell'autore e di Filippo Rossi.
64. Fabio Morìci, attore e autore senza soluzione di continuità. Suo nonno, campione italiano di boxe, era laziale.
65. Andrea Moro, professore di Economia e Blogger di noisefromamerika. Vicentino di nascita, interista per peer pressure.
66. Simona Nazzaro, redattrice, radiocronista, tifa Inter e Pallacanestro Virtus Roma.
67. Lorenzo Negri, maestro di campagna, interista senza se e senza ma.
68. Fausto Panunzi, professore di economia (UniversitàBocconi), tifoso del Toro e dei Red Devils, padre di un interista.
69. Sandro Pellò, vicepresidente Hill+Knowlton Italy. Conduttore di Bar Sport (Radio Popolare) dal 1983 al 2006. Juventino.
70. Roberto Perrone, giornalista (Corriere della Sera), ha recentemente pubblicato La cucina degli amori impossibili. Tifa Genoa e non lo nasconde.
71-72. Alessandro Pettinari e Chiara Michelon, rispettivamente agronomo di Senigallia pesantemente Scavolini Basket e letterata padovana zerocalcio.
73. Antonio Pezzinga, poeta, ingegnere, interista.
74. Roberto Piazza, ingegnere civile per la difesa del suolo (Lombardia Informatica spa), blogger e ascoltatore Radio2, interista.
75. Cinzia Poli, conduttrice radiofonica (Radio2) e vignettista, alle elementari le piaceva un bambino che teneva alla Juve.
76. Carlo Porta, amico di interista, juventino dentro.
77. Francesco Repice, giornalista, radiocronista (Radio1 RAI). Epico cantore del Principe del Bernal.
78. Piera Rigamonti, moglie dell'autore, educatrice, interista, ma si trascina dall'adolescenza anche una forte propensione all'A.S. Roma.
79. Alessandro Robecchi, autore televisivo, giornalista (IlFatto Quotidiano, Micromega), interista.
80. Filippo Rossi, Caterpillar AM, poi Un giorno da pecoraRadio2 RAI. Fratello neroazzurro.
81. Claudio Sabelli Fioretti, giornalista, conduttore radiofonico (Un giorno da pecora, Radio2 RAI), laziale.
82. Maurizio Sangalli, autore e regista granata.
83. Alberto Sanna, ingegnere nucleare, ricercatore ine-health, tiepido milanista.
84. Luciano Sartirana, editore ed autore (Edizioni del Gattaccio), interista e corinthiano.
85. Fabio Scacciavillani, economista iconoclasta, blogger del Fatto Quotidiano, gioca spesso a calcio, raramente lo guarda.
86. Fabio Scamoni, regista e sceneggiatore, interista convinto.
87. Filippo Solibello, conduttore di Caterpillar AM, Radio2 RAI. Profeta dell'ibridazione tra i media. Tifoso soprattutto della Pallacanestro Olimpia Milano.
88. Gianluca Spagnolo, geologo e consulente in sistemi di gestione, papà di Maddalena e Genoano.
89. Piera Nina Teatini, mistica dedita ad arti varie et trasformative, milanista da piccola quando c'era il paròn, ora agnostica calcistica.
90. Sabrina Tinelli, autrice televisiva, regista radiofonica (Caterpillar AM, Radio2 RAI), tifosa della squadra femminile dell'Osal Novate, di cui fu fiera e inconcludente capitana.
91. Daniele Tombolini, enologo e giornalista (Il Messaggero), ex-arbitro con divieto di tifo incorporato.
92. Laura Troja, giornalista. L'inviata più longeva di Caterpillar. Ex juventina, ora mamma.
93. Lisa Tropea, redattrice di Caterpillar, Radio2 RAI. Interista repressa circondata da bianconeri.
94. Alberto Tufano, orgoglioso figlio dei suoi genitori, amante dello sport praticato con lealtà e leggerezza.
95-97. Dario, Eleonora e Federico Turri, D.N.A. - Dinastie Nero Azzurre.
98. Stefano Vegliani, giornalista (inviato SportMediaset) tredici olimpiadi viste e raccontate, tifoso interista.
99. Roberto Vicaretti, giornalista precario (RaiNews24). Interista.
100. Alessandro Villa, redattore e telecronista di Inter Channel. Con il collega Roberto Monzani abituale compagno di tribuna stampa dell'autore e di Filippo Rossi.

Cinque
fantastiche

idee-regalo per il Natale 2013

#1 - La Jaguar diesel 2700 (anno 2006)
È senza dubbio l'autovettura del momento. 

Perfetta per manifestazioni di piazza, è anche uno splendido regalo di Natale che lascerà letteralmente senza fiato i vostri amici.

La si può trovare usata qui a circa 16.000 euro.

Tempismo: 100/100
Fattore sorpresa: 99/100
Rapporto prezzo/qualità: 3/100
Consigliato per: chi vuole mandare tutti a casa.


#2 - La tenda da 20 posti London Underground
A soli 1883.75 euro è regalata. La si trova qui.

Quante volte, partendo per una gita in campeggio con altri diciannove amici, ci si accorge all'ultimo momento di non avere la tenda?

Da oggi, per il vostro fortunato amico che riceverà questo certamente gradito omaggio, questo incubo finirà. 

E, una volta in campeggio, l'allegra comitiva sarà universalmente ammirata per coolness, trendiness e altri mirabili sostantivi anglosassoni, ispirandosi alla rete di trasporto sotterraneo più antica e più amata al mondo.

Stile: 95/100
Spirito di gruppo: 100/100
Rapporto prezzo/qualità: 2/100
Consigliato per: i possessori di Oyster Card


#3 - Il portatovaglioli in tappi di sughero
Non tutti navigano nell'oro. A volte si è costretti a costruire i regali di Natale a casa propria, con fantasia, mano ferma e materiali di recupero.

In questo specifico settore le proposte sono molteplici, ma la minimale eleganza di questo portatovaglioli realizzato con fettine di turacciolo, filo di naylon e perline, si staglia decisamente sulla concorrenza.

Lo si trova qui  a costo zero.

Tenerezza: 98/100
Allegria: 67/100
Rapporto prezzo/qualità: 99/100
Consigliato per: chi pensa che l'eleganza stia nel portamento


#4 - Il biglietto della finale di X Factor
Il momento è quello giusto. Fino a qualche giorno fa questo rettangolino di carta veniva contrattato a prezzi proibitivi, oggi si dovrebbe riuscire a portarlo a casa a qualche euro in meno. 

Con ogni probabilità il tagliando che regalerete è stato a pochi metri da Maurizio Cattelan, Simona Ventura, Morgan, Elio, gli Ape Escape, Michele, Aba, Violetta, Giorgia, Mario Biondi, Marco Mengoni, Elisa, Matteo Bordone e gli One Direction e Mika. Mika paglia.

Si può tentare di trovarlo qui, a costi decisamente più contenuti. Il giovane amico, o giovane amica, che lo riceverà proverà per voi immediata idolatria.

Tempismo: geniale
Vip watching: 98/100
Rapporto prezzo/qualità: 3/100
Consigliato per: chi ama la buona musica e i grandi show.


#5 - Ininterrottamente Inter
Se nessuno dei precedenti regali vi ha convinto a pieno, la soluzione è solo una: Ininterrottamente Inter

Scritto da uno dei più geniali interpreti del nostro tempo (e le prime 5 lettere di interpreti non sono scelte a caso) il libro narra in modo dettagliatissimo le vicende di un unico evento sportivo: la finale di Champions League del 2010, vinta dall'Inter sul Bayern di Monaco: un esperimento, riuscitissimo peraltro, mai tentato prima nella storia della letteratura mondiale.

Con i contributi (interfazioni) di 100 amici dell'autore alcuni dei quali molto celebri, altri molto bravi, la maggior parte all of the above.

Dato che lo si trova qui o qui o qui o qui attorno ai 12 euro, (o in moltissime librerie a 15 euro), non comprarlo è un atto quasi criminale. Ma noi suggeriamo l'acquisto online: con una dozzina di euro si fanno contenti grandi e piccini per Natale senza alzarsi dalla poltrona e senza andarsi a imbottigliare nei viali e nei centri commerciali intasati.

Qualità letteraria: 100/100
Originalità: 100/100
Passione: 100/100
Impaginazione: 100/100
Pubblico: 100/100
Critica: 100/100


Rapporto prezzo/qualità: 100/100


Consigliato per: tutti. Se per i nerazzurri Ininterrottamente Inter è un regalo di Natale obbligatorio, anche i tifosi delle altre squadre, o le persone refrattarie al calcio, si inchineranno davanti alla maestria dell'autore, all'ironia e alla competenza degli interfatori e alla qualità della produzione della Libreria Sportiva Eraclea, divenendo ambasciatori nel mondo di questa opera che non può mancare dagli scaffali di qualsiasi libreria o biblioteca.


domenica 8 dicembre 2013

Perché non vado (per la seconda volta) a votare alle primarie del PD.



1. La prima è facile: perché non sono del PD.
2. La seconda è un po' meno facile: perché non sono mai stato del PD, anche se, oggettivamente, il PD (e i suoi precursori) sono stati il partito per cui ho votato più spesso. Ma il massimo di attività che ho fatto per loro è stato di tirare fuori 20 euro, una volta, alle primarie, invece di uno solo. Ora rimpiango anche quella scelta.
3. La terza si ricollega alla prima: non essendo del PD non trovo corretto che io dica la mia su chi debba guidare una formazione che non supporto. Su questo sono abbastanza tradizionalista, fanculo la real politik.
4. La quarta si ricollega alla seconda e alla terza: da qualche tempo non lo voto nemmeno più, il PD.
5. La quinta è fondamentale: il PD, almeno finora, è stato parte della malattia di cui pretendeva di essere la cura. E non parlo del PD dei tempi di mio nonno, ma proprio quella cosa napolitanizzata di adesso.
6. Il fatto che non vada a votare alle primarie non significa che i tre candidati siano per me equivalenti. Trovo Gianni Cuperlo irritante e distante anni-luce dalle mie idee, al contrario sono spesso d'accordo con quello che dicono Matteo Renzi e Pippo Civati.
7. Di Matteo Renzi mi piace il fatto che di fronte a due o più opzioni ne scelga sempre una e lo faccia in modo chiaro. Questo lo rende molto distante dai politici-politicanti che giocano a nascondersi e fanno ogni tipo di inciuci pur di rimanere al potere. Per lui, scegliendo sempre così chiaramente, è più difficile nascondersi e infatti non l'ha fatto nemmeno nel momento della proprio sconfitta alle ultime primarie. Questo suo atteggiamento si avvicina molto al concetto di accountability di cui molti si riempiono la bocca. Insomma: sembra uno che sa quello che vuole, è deciso a farlo e a prendersi onori e oneri in modo piuttosto franco e diretto.
8. E, oltre a questo approccio, mi trovo spesso d'accordo con Renzi sulla impostazione economica che propone, sia pure un po' implicitamente. Diciamo così: anche se non in assoluto, la sua impostazione economica, ai miei occhi, è abbastanza chiaramente migliore di quella di qualsiasi altro esponente di punta dei partiti maggiori.
9. Solo negli ultimi tempi, forse per l'approssimarsi della linea d'arrivo, Renzi mi sembra un po' più indulgente nei confronti dell'establishment del partito che ha sempre detto di voler rottamare.
10. Così ha avuto vita facile Pippo Civati a rimbeccare il sindaco su questi temi. E a proporre una via d'uscita ancora più rapida e diretta dalla palude napolitan-lettian-alfaniana in cui ci troviamo. Bravo Pippo.
11. Civati mi è altrettanto simpatico di Renzi, anzi, essendo un cicinin meno furbo, mi è ancora più simpatico: il suo video con Fazio è stato geniale.
12. Su molti temi, e su tutta l'area dei diritti civili, sono molto più in sintonia con lui e non dimentico che Civati ha appoggiato la campagna di Fare per fermare il declino: "Non più alto del colle": nessun funzionario pubblico deve guadagnare più del Presidente della Repubblica
13. Se devo andare a fare una vacanza di una settimana con uno dei tre, probabilmente andrei con Civati (povero lui: in vacanza sono insopportabile). Ma se dovessi, con la pistola puntata, scegliere forzatamente uno dei tre per guidare il mio paese, sceglierei Renzi (che è decisamente un fuoriclasse della politica) a patto che ascoltasse Civati per diverse cose. Ma ovviamente spero che ci siano altre alternative, oltre a loro tre.
14. Comunque non vado a votare alle primarie del PD anche perché (oltre a tutte le altre ragioni), anche se c'è qualche indizio che "questa volta sia diverso", il rischio che il PD, nel suo insieme, continui anche dopo queste primarie a essere parte della malattia di cui pretende di essere la cura, è molto reale.

ps: per correttezza: questa è la seconda volta che non vado a votare alle primarie, ma la prima volta erano primarie non del PD, ma di coalizione: quelle che hanno espresso Bersani come candidato premier.

giovedì 21 novembre 2013

Scusa ma ti chiamo

Immediato bis!

Dopo il trionfo di Pronto?, il 22 novembre arriva in libreria Scusa ma ti chiamo, il secondo toccante romanzo di Annamaria Cancellieri.


sabato 16 novembre 2013

La formazione del Nuovo Centrodestra
(Lodo; Ludo, Lido, Nido; Nudo, Nodo, Modo; Godo, Sodo, Sudo, Sedo)

Tutto sommato ha mostrato carattere: Lodo Alfano
E anche la capacita di mettersi in gioco: Ludo Alfano
Quella del Nuovo Centrodestra è però indubbiamente la sua ultima spiaggia: Lido Alfano
Ma potrebbe diventare un rifugio per i moderati non-berlusconiani: Nido Alfano
E pur correndo il rischio di restare senza copertura: Nudo Alfano
Indubbiamente costituirà un problema per Silvio: Nodo Alfano
Avendo inaugurato anche uno stile più indipendente: Modo Alfano
E potenzialmente più soddisfacente: Godo Alfano
Dimostrando in questo anche un'inaspettata consistenza: Sodo Alfano
Assieme alla capacità di mettersi all'opera: Sudo Alfano
Ora deve solo riuscire a restare calmo: Sedo Alfano.
E, scansando i colpi della vendetta di Silvio (leggi metodo Boffo): Ledo Alfano
Utilizzando anche gli strumenti della poesia epica: Aedo Alfano
Dovrà comunque assicurarsi un po' di vetrina mediatica: Vedo Alfano
Altrimenti per lui è finita (voce del verbo Fini): Vado Alfano
E davanti a lui si spalancherebbe l'abisso del dimenticatoio: Cado Alfano
Così si sarebbe estirpata ogni possibilità di un Nuovo Centrodestra: Rado Alfano
Tra il buonumore degli avversari: Rido Alfano
E le recriminazioni dei compagni di strada: Rodo Alfano.



Nella foto da destra: Roberta Vinci, Sara Errani, Maria Sharapova e la splendida Ana Ivanovic (che non c'entra nulla con Alfano, ma vuoi mettere) alla conferenza stampa de La Grande Sfida a Milano nel 2012.

ps: Grazie ad Antonello, Gianfranco e Fiammetta per i suggerimenti.

venerdì 15 novembre 2013

Son di X Factor (o rimborsato)?


Come dicevo, non ho la minima fregola di vedere X Factor, nonostante molti amici me ne parlino bene e nonostante la presenza di Elio che però, a quanto mi dicono, nel programma non canta le sue canzoncine, il che riduce il suo potenziale effetto di traino di su di me e, immagino, su molti dei fan degli Eelst.

Ma pur senza esserne attratto, non sono così snob da tapparmi le orecchie ululando se qualcuno in casa se lo vede. Infatti, delle passate sei edizioni di X Factor, ho calcolato di aver visto un totale di circa trenta minuti, stima estremamente generosa, da spettatore passivo. Oggi, finalmente (si fa per dire) mi sono beccato 5 minuti della nuova edizione, sempre da spettatore passivo. Quando sono entrato nella stanza dove c'era la TV accesa sulla registrazione della puntata di ieri sera, sullo schermo una ragazzina bionda molto caruccia, tale Roberta, stava finendo di cantare, neanche malissimo, una cover piuttosto calligrafica di True Colors di Cyndi Lauper (nell'immagine alcuni dei colors della Lauper).

Al termine della sua applaudita esibizione, tutti e quattro i giurati si sono profusi in lodi sperticate sulla performance, sottolineandone in dettaglio vari aspetti. In particolare, mi sembra di ricordare, hanno apprezzato in Roberta una versatilità che non le conoscevano, mentre la poveretta, in piedi di fianco al presentatore, ascoltava commossa e riconoscente i giudizi di Elio, Mika, Simona Ventura e Morgan (agghindato come la zia di Renato Zero), seduti davanti a un bancone. Per un attimo mi sono messo nei suoi panni e ho pensato che la poveretta doveva essere molto orgogliosa della propria perfomance.

Per un attimo. Perché chi vedeva la puntata, e già ne conosceva l'esito dai social network, mi ha detto che la poveretta (ecco perché la chiamavo così) è stata eliminata e che i responsi dei giurati, per quanto positivi, come in questo caso, ai fini del regolamento, servono quasi solo a fare colore ed entrano in gioco solo in casi di particolari spareggi.

Ma intanto i quattro parlano, parlano e parlano e (mi dicono) litigano anche di brutto. 

Peccato che per la povera Roberta le tante parole dei quattro ciarlieri abbiano avuto giusto l'effetto della vaselina (ma finché l'ho vista io, lei ancora non lo sapeva). 

Poi è arrivato un gruppo di energumeni, tali Ape, e allora me ne sono tornato in cucina.

giovedì 14 novembre 2013

i5S - insufficienza 5 Stelle


"Io mi rifiuto di vivere in un paese dove si parla di cazzate dalla mattina alla sera" (Beppe Grillo).

Ovviamente i problemi del Paese reale sono altri: la crisi economica,  gli errori arbitrali in Serie A, la scomparsa dei valori - in particolare nei giovani - e soprattutto il global warming.

Comunque non so per chi legge, ma per me cinque sole stelle, per il campo "Classifica" di iTunes, sono decisamente poche (specie considerando che non si possono neanche utilizzare i mezzi voti). Questo per me è un bel problema.

Poniamo, come ipotesi iniziale, di riservare le 5 stelle ai veri capolavori come Jumpin' Jack Flash, Tomorrow Never Knows, This Charming Man, Trasporto d'amore, Mardy Bum, Sono come tu mi vuoi, Life on Mars, Fake Plastic Trees, Natale allo zenzero.

Scendendo un po' possiamo assegnare 4 stelle per le ottime canzoni come New York City Cops, You Talk, Quello che non c'è, Altèlèyèshegnem, Maracaibo (mare forza 9)Non saranno capolavori a 5 stelle, ma soltanto brani davvero ottimi possono ottenere le 4 stelle.
 
A 3 stelle ci sono i brani "appena ascoltabili". E poi in un attimo siamo già alle 2 stelle, che resta un votaccio. 1 stella va, ovviamente, alla fuffa assoluta: ai brani decisamente brutti, ma che stanno nella nostra libreria iTunes per i più svariati motivi.

Insomma i livelli sono troppo schiacciati.

Io chiedo la possibilità di avere almeno un voto di 3,5 per i brani decisamente belli e, magari anche un 4,5 per i "quasi capolavori"  (dove fare confluire buona parte delle attuali 4 stelle e qualche 5 stelle non completamente convincente).

Ma meglio ancora sarebbe avere una scala a 7 livelli (senza i mezzi voti):

7 capolavoro assoluto
6 quasi capolavoro/molto molto buono
5 ottimo
4 bella
3 passabile
2 bruttarella
1 cagata
 

(update 15/11/2013): sorpresa! copiando (ctrl c) la pagina di iTunes con i brani (quella nella foto) e incollandola su di un foglio elettronico, ti accorgi che il campo "Classifica" è espresso addirittura in centesimi! I brani con 3 stelle hanno un valore di 60, quelli da 4 hanno un valore di 80, e così via. Segno che il motore "sotto" ha addirittura i centesimi (è l'interfaccia che ha solo 1-5 stelle: stando così le cose non dovrebbe essere difficile per gli amici della Apple affrontare il discorso e darci la possibilità di dare voti persino in centesimi).

martedì 5 novembre 2013

Pronto?

L'ho scoperto ieri, non si può sapere tutto: i blogger fighi non mettono commenti ai post degli altri blog, ma scrivono un post sul loro blog personale e poi fanno (o si fanno fare, devo ancora capirlo) un magico PINGBACK.

L'ho scoperto ieri quando per la prima volta, dopo tanti anni da semplice lettore, ho cercato di inserire il mio commento ad un post di Luca Sofri sul suo blog Wittgenstein. Ma dalla prossima volta, basta fare il commentatore sfigato!, farò il possibile per organizzare anch'io un pingback come Mantellini, Matteo Bordone o anche solo Claudio Messora.

In ogni caso a questo intervento di Luca Sofri, in cui l'autore ci stimola a farci alcune domande sul ministro della Giustizia, qui sotto, in corsivo, si trova quello che volevo dirgli e che di fatto ho postato in un commento (che pure è stato accolto positivamente da alcuni dei lettori successivi). E se l'ho fatto di là a beneficio dei milioni di lettori di Sofri, perché non farlo di qua, a beneficio dei miei venticinque? (Ovviamente per capire il mio commento occorre leggere prima il post di Sofri, ma è giusto, occorre andare in sequenza).

Ci sono troppe cose che non tornano sul comportamento del ministro.

Ma mi atterrò al gioco delle domande e quindi esporrò le mie perplessità soltanto su un aspetto di questo gioco: Luca si concentra quasi solo sulla seconda azione della Cancellieri, quella del 18-19 agosto, allorché il ministro (sapendo che Giulia Ligresti è “a rischio”) decide di “sensibilizzare” l’amministrazione carceraria (vedi ricostruzione Ansa).

 Volendo fare un servizio completo Luca avrebbe dovuto dedicarsi (ponendoci altre domande, e più specifiche per la fase precedente) anche alla prima telefonata, quella del 17 luglio. Il 17 luglio è il giorno stesso dell’arresto dei Ligresti & C. In quel frangente l’allora ministro di Giustizia non sa e non può ancora sapere se ci sono detenuti “a rischio”: del resto i ragazzi, il vecchio e i soci sono stati appena arrestati (e infatti la Cancellieri al telefono nemmeno menziona Giulia) e nemmeno può sapere in quali condizioni siano detenuti.

Diciamo che gli arresti, dal tono della telefonata, le stanno sulle balle “a prescindere” (in particolare, si direbbe sempre dal tono, quello del vecchio Salvatore). E infatti non aspetta tempo: telefonando alla Fragni (ripeto: il giorno stesso dell’arresto) dice: “non è giusto” e “qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti”. Peccato che lo dica da Ministro della Giustizia e prima ancora che qualsiasi problema di detenzione “a rischio” sia insorto.

 Urgono quindi nuove domande specifiche “per aiutarci a riflettere” anche su questa prima fase.

sabato 26 ottobre 2013

Le avventure di Piersky

Soggetto per un corto (lungo) o anche per un lungo (corto) o per un medio (medio).

In una livida Berlino (ma l'opera può essere ambientata anche in una livida Parigi o in una livida Torino, se le rispettive film-commission coprono la produzione di sufficiente denaro) Piersky, un fantomatico artista (o forse UNA fantomatica artista o persino un fantomatico collettivo di artisti), ispirato al 50% da Piero Manzoni e al 50% da Bansky, appone chili di "merda di artista" (disposta talvolta in eleganti ghirigori astratti, talaltra in efficaci soggetti figurativi) sulle facciate dei condomini del centro.

Nonostante le migliaia di telecamere in funzione, le azioni di Piersky sono sempre così rapide ed efficaci da gabbare qualsiasi sistema di sorveglianza.

La città si divide: il sindaco, supportato dalla maggior parte dell'opinione pubblica, dai condomini, dai media mainstream, rivendica l'inviolabilità della proprietà privata e lo scarso valore artistico dell'operazione, ma ben presto si addensa una fazione opposta trasversale composta da critici d'arte, amministratori dei condomini (che vagheggiano faranoiche creste sui lavori di ripulitura), centri sociali e da alcuni importanti influencer (blogger, twitstar e da uno dei giudici di X-Factor che molti sospettano fare parte del collettivo artistico in prima persona) i quali ritengono Piersky il più creativo antagonista della visione capitalistica. Infatti, molto più radicale di Maurizio Cattelan (e del suo dito) e di Paul McCarthy (e della sua merda in marmo, nella foto de La Repubblica, qui sopra), Piersky, vero interprete e cantore del disagio contemporaneo, utilizza infatti vera merda umana (come confermano le analisi del Ris di Parma (o l'omologo del CSI di Berlino o di Parigi, di solito si riescono a ottenere dei fondi per la produzione anche da lì...).

Mentre la livida Berlino/Parigi/Torino è avvolta nel fetore e le forze dell'ordine brancolano nel buio, una giovane giornalista gnocchissima (una livida Natalie Portman, una livida Rachel McAdams (nella foto a destra), o persino una livida Mila Kunis, a seconda di chi viene via a meno) riesce a determinare la vera identità di Piersky, quand'ecco che..."

mercoledì 16 ottobre 2013

Milano siamo noi (ovvero Erick Thohir = Rock Hit Heir)


Non dite che non ce l'avevano fatto capire qualche anno fa. Ricordate la maglia del centenario? In qualche modo conteneva già il nostro destino (la maglia è quella originale, il riquadro nero è mio).

Non sono certamente tra quelli che si stracciano le vesti per l'acquisto da parte di Erick Thohir delle quote di maggioranza della squadra per cui faccio il tifo. Trovo anzi un po' razzista l'atteggiamento di diffidenza riservato a lui da molti commentatori per il solo fatto di riferirsi a un indonesiano. Certamente sarebbero stati più teneri con un americano, un tedesco o un argentino, ma tant'è: ognuno è responsabile delle proprie perversioni.

Alcuni milanisti in questi giorni sottolineano che, adesso più che mai, Milano sono loro. Ora è certamente vero che i proprietari di Milan e Inter sono nati l'uno a Milano (Silvio Berlusconi) e l'altro a Giacarta. Ma, tanto per iniziare, Berlusconi glielo lasciamo tutto intero e in secondo luogo Milano, la nostra amata città di Milano, è diventata grande nel tempo proprio per aver saputo accettare e mettere all'opera gente arrivata da tutto il mondo. Secoli fa erano persone giunte in città dai paesi tutt'intorno: tutti questi Mandelli, questi Lissoni, questi Comi, questi Vimercati che abitano a Milano da dove credete che arrivino? Da Mandello per l'appunto, da Lissone, da Como, da Vimercate: sono genitivi locativi diventati cognomi. Via Ciovasso e via Ciovassino, nel cuore di Brera, si chiamano così perché erano abitate da famiglie originarie di Chivasso (Ciovàs). Poi c'è stata l'immigrazione dal Veneto, dalla Toscana, dal Mezzogiorno (io stesso sono un mix di antenati milanesissimi, pavesi, toscani e pugliesi). Poi quella da paesi sempre più lontani. Se, in qualche ora di carrozza, secoli fa si arrivava da Oggiono o da Vigevano ora, nello stesso tempo, si arriva da Giacarta: il concetto, e il tempo, è lo stesso. Ma la cosa fondamentale è che da ognuno di questi arrivi Milano ha saputo trarre motivo di orgoglio e di sviluppo. Se, anzi, avesse saputo farlo ancora di più, beh ora, chissà, forse sarebbe arrivata al livello di New York. Quindi aprirsi allo "straniero" non solo è molto furbo, ma è anche molto milanese. Amici nerazzurri, ora più che mai, Milano siamo noi, proprio perché siamo internazionali, anzi: siamo l'Internazionale.

Tra l'altro: l'anagramma di Erick Thohir è "Rock Hit Heir", ovvero: l'erede di un successo rock. E chi è pù rock dell'Inter? E per rimarcare ancora meglio il concetto che Milano è diventata grande grazie agli apporti di tutto il mondo, ecco alcune terzine dantesche lette oggi a Caterpillar AM (Radio2 RAI) e una seconda versione della bandiera indonesiana.

Indi si fece un uom più presso a me
e solo sospirò: “Sono Moratti.
Eh, nel duemiladieci, l'un-due-tre,
ci ha fatto divertire come matti
con Mou con Julio Cesar e Milito,
ma un nuovo giorno porta nuovi patti”
Ai più parea sereno, ma avvilito
sembrava a me che allor per consolarlo
dissi: “Ma presidente è già pentito?
Lo vedo che si porta dentro un tarlo.
Non se la prenda e pensi che Milano
ha sempre aperto a tutti, è giusto farlo,
venissero da Bresso o da lontano
da Napoli, da Lima o da Pretoria.
Che cosa vuol che sia un indonesiano?
andremo tutti insieme alla vittoria”.

(Dal Paradiso Novo)