Tutto sommato ha mostrato carattere: Lodo Alfano
E anche la capacita di mettersi in gioco: Ludo Alfano
Quella del Nuovo Centrodestra è però indubbiamente la sua ultima spiaggia: Lido Alfano
Ma potrebbe diventare un rifugio per i moderati non-berlusconiani: Nido Alfano
E pur correndo il rischio di restare senza copertura: Nudo Alfano
Indubbiamente costituirà un problema per Silvio: Nodo Alfano
Avendo inaugurato anche uno stile più indipendente: Modo Alfano
E potenzialmente più soddisfacente: Godo Alfano
Dimostrando in questo anche un'inaspettata consistenza: Sodo Alfano
Assieme alla capacità di mettersi all'opera: Sudo Alfano
Ora deve solo riuscire a restare calmo: Sedo Alfano.
E, scansando i colpi della vendetta di Silvio (leggi metodo Boffo): Ledo Alfano
Utilizzando anche gli strumenti della poesia epica: Aedo Alfano
Dovrà comunque assicurarsi un po' di vetrina mediatica: Vedo Alfano
Altrimenti per lui è finita (voce del verbo Fini): Vado Alfano
E davanti a lui si spalancherebbe l'abisso del dimenticatoio: Cado Alfano
Così si sarebbe estirpata ogni possibilità di un Nuovo Centrodestra: Rado Alfano
Tra il buonumore degli avversari: Rido Alfano
E le recriminazioni dei compagni di strada: Rodo Alfano.
Nella foto da destra: Roberta Vinci, Sara Errani, Maria Sharapova e la splendida Ana Ivanovic (che non c'entra nulla con Alfano, ma vuoi mettere) alla conferenza stampa de La Grande Sfida a Milano nel 2012.
ps: Grazie ad Antonello, Gianfranco e Fiammetta per i suggerimenti.
sabato 16 novembre 2013
La formazione del Nuovo Centrodestra
(Lodo; Ludo, Lido, Nido; Nudo, Nodo, Modo; Godo, Sodo, Sudo, Sedo)
venerdì 15 novembre 2013
Son di X Factor (o rimborsato)?
Come dicevo, non ho la minima fregola di vedere X Factor, nonostante molti amici me ne parlino bene e nonostante la presenza di Elio che però, a quanto mi dicono, nel programma non canta le sue canzoncine, il che riduce il suo potenziale effetto di traino di su di me e, immagino, su molti dei fan degli Eelst.
Ma pur senza esserne attratto, non sono così snob da tapparmi le orecchie ululando se qualcuno in casa se lo vede. Infatti, delle passate sei edizioni di X Factor, ho calcolato di aver visto un totale di circa trenta minuti, stima estremamente generosa, da spettatore passivo. Oggi, finalmente (si fa per dire) mi sono beccato 5 minuti della nuova edizione, sempre da spettatore passivo. Quando sono entrato nella stanza dove c'era la TV accesa sulla registrazione della puntata di ieri sera, sullo schermo una ragazzina bionda molto caruccia, tale Roberta, stava finendo di cantare, neanche malissimo, una cover piuttosto calligrafica di True Colors di Cyndi Lauper (nell'immagine alcuni dei colors della Lauper).
Al termine della sua applaudita esibizione, tutti e quattro i giurati si sono profusi in lodi sperticate sulla performance, sottolineandone in dettaglio vari aspetti. In particolare, mi sembra di ricordare, hanno apprezzato in Roberta una versatilità che non le conoscevano, mentre la poveretta, in piedi di fianco al presentatore, ascoltava commossa e riconoscente i giudizi di Elio, Mika, Simona Ventura e Morgan (agghindato come la zia di Renato Zero), seduti davanti a un bancone. Per un attimo mi sono messo nei suoi panni e ho pensato che la poveretta doveva essere molto orgogliosa della propria perfomance.
Per un attimo. Perché chi vedeva la puntata, e già ne conosceva l'esito dai social network, mi ha detto che la poveretta (ecco perché la chiamavo così) è stata eliminata e che i responsi dei giurati, per quanto positivi, come in questo caso, ai fini del regolamento, servono quasi solo a fare colore ed entrano in gioco solo in casi di particolari spareggi.
Ma intanto i quattro parlano, parlano e parlano e (mi dicono) litigano anche di brutto.
Peccato che per la povera Roberta le tante parole dei quattro ciarlieri abbiano avuto giusto l'effetto della vaselina (ma finché l'ho vista io, lei ancora non lo sapeva).
Poi è arrivato un gruppo di energumeni, tali Ape, e allora me ne sono tornato in cucina.
giovedì 14 novembre 2013
i5S - insufficienza 5 Stelle

"Io mi rifiuto di vivere in un paese dove si parla di cazzate dalla mattina alla sera" (Beppe Grillo).
Ovviamente i problemi del Paese reale sono altri: la crisi economica, gli errori arbitrali in Serie A, la scomparsa dei valori - in particolare nei giovani - e soprattutto il global warming.
Comunque non so per chi legge, ma per me cinque sole stelle, per il campo "Classifica" di iTunes, sono decisamente poche (specie considerando che non si possono neanche utilizzare i mezzi voti). Questo per me è un bel problema.
Poniamo, come ipotesi iniziale, di riservare le 5 stelle ai veri capolavori come Jumpin' Jack Flash, Tomorrow Never Knows, This Charming Man, Trasporto d'amore, Mardy Bum, Sono come tu mi vuoi, Life on Mars, Fake Plastic Trees, Natale allo zenzero.
Scendendo un po' possiamo assegnare 4 stelle per le ottime canzoni come New York City Cops, You Talk, Quello che non c'è, Altèlèyèshegnem, Maracaibo (mare forza 9). Non saranno capolavori a 5 stelle, ma soltanto brani davvero ottimi possono ottenere le 4 stelle.
A 3 stelle ci sono i brani "appena ascoltabili". E poi in un attimo siamo già alle 2 stelle, che resta un votaccio. 1 stella va, ovviamente, alla fuffa assoluta: ai brani decisamente brutti, ma che stanno nella nostra libreria iTunes per i più svariati motivi.
Insomma i livelli sono troppo schiacciati.
Io chiedo la possibilità di avere almeno un voto di 3,5 per i brani decisamente belli e, magari anche un 4,5 per i "quasi capolavori" (dove fare confluire buona parte delle attuali 4 stelle e qualche 5 stelle non completamente convincente).
Ma meglio ancora sarebbe avere una scala a 7 livelli (senza i mezzi voti):
7 capolavoro assoluto
6 quasi capolavoro/molto molto buono
5 ottimo
4 bella
3 passabile
2 bruttarella
Insomma i livelli sono troppo schiacciati.
Io chiedo la possibilità di avere almeno un voto di 3,5 per i brani decisamente belli e, magari anche un 4,5 per i "quasi capolavori" (dove fare confluire buona parte delle attuali 4 stelle e qualche 5 stelle non completamente convincente).
Ma meglio ancora sarebbe avere una scala a 7 livelli (senza i mezzi voti):
7 capolavoro assoluto
6 quasi capolavoro/molto molto buono
5 ottimo
4 bella
3 passabile
2 bruttarella
1 cagata
(update 15/11/2013): sorpresa! copiando (ctrl c) la pagina di iTunes con i brani (quella nella foto) e incollandola su di un foglio elettronico, ti accorgi che il campo "Classifica" è espresso addirittura in centesimi! I brani con 3 stelle hanno un valore di 60, quelli da 4 hanno un valore di 80, e così via. Segno che il motore "sotto" ha addirittura i centesimi (è l'interfaccia che ha solo 1-5 stelle: stando così le cose non dovrebbe essere difficile per gli amici della Apple affrontare il discorso e darci la possibilità di dare voti persino in centesimi).
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martedì 5 novembre 2013
Pronto?
L'ho scoperto ieri, non si può sapere tutto: i blogger fighi non mettono commenti ai post degli altri blog, ma scrivono un post sul loro blog personale e poi fanno (o si fanno fare, devo ancora capirlo) un magico PINGBACK.
L'ho scoperto ieri quando per la prima volta, dopo tanti anni da semplice lettore, ho cercato di inserire il mio commento ad un post di Luca Sofri sul suo blog Wittgenstein. Ma dalla prossima volta, basta fare il commentatore sfigato!, farò il possibile per organizzare anch'io un pingback come Mantellini, Matteo Bordone o anche solo Claudio Messora.
In ogni caso a questo intervento di Luca Sofri, in cui l'autore ci stimola a farci alcune domande sul ministro della Giustizia, qui sotto, in corsivo, si trova quello che volevo dirgli e che di fatto ho postato in un commento (che pure è stato accolto positivamente da alcuni dei lettori successivi). E se l'ho fatto di là a beneficio dei milioni di lettori di Sofri, perché non farlo di qua, a beneficio dei miei venticinque? (Ovviamente per capire il mio commento occorre leggere prima il post di Sofri, ma è giusto, occorre andare in sequenza).
Ci sono troppe cose che non tornano sul comportamento del ministro.
Ma mi atterrò al gioco delle domande e quindi esporrò le mie perplessità soltanto su un aspetto di questo gioco: Luca si concentra quasi solo sulla seconda azione della Cancellieri, quella del 18-19 agosto, allorché il ministro (sapendo che Giulia Ligresti è “a rischio”) decide di “sensibilizzare” l’amministrazione carceraria (vedi ricostruzione Ansa).
Volendo fare un servizio completo Luca avrebbe dovuto dedicarsi (ponendoci altre domande, e più specifiche per la fase precedente) anche alla prima telefonata, quella del 17 luglio. Il 17 luglio è il giorno stesso dell’arresto dei Ligresti & C. In quel frangente l’allora ministro di Giustizia non sa e non può ancora sapere se ci sono detenuti “a rischio”: del resto i ragazzi, il vecchio e i soci sono stati appena arrestati (e infatti la Cancellieri al telefono nemmeno menziona Giulia) e nemmeno può sapere in quali condizioni siano detenuti.
Diciamo che gli arresti, dal tono della telefonata, le stanno sulle balle “a prescindere” (in particolare, si direbbe sempre dal tono, quello del vecchio Salvatore). E infatti non aspetta tempo: telefonando alla Fragni (ripeto: il giorno stesso dell’arresto) dice: “non è giusto” e “qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti”. Peccato che lo dica da Ministro della Giustizia e prima ancora che qualsiasi problema di detenzione “a rischio” sia insorto.
Urgono quindi nuove domande specifiche “per aiutarci a riflettere” anche su questa prima fase.
L'ho scoperto ieri quando per la prima volta, dopo tanti anni da semplice lettore, ho cercato di inserire il mio commento ad un post di Luca Sofri sul suo blog Wittgenstein. Ma dalla prossima volta, basta fare il commentatore sfigato!, farò il possibile per organizzare anch'io un pingback come Mantellini, Matteo Bordone o anche solo Claudio Messora.
In ogni caso a questo intervento di Luca Sofri, in cui l'autore ci stimola a farci alcune domande sul ministro della Giustizia, qui sotto, in corsivo, si trova quello che volevo dirgli e che di fatto ho postato in un commento (che pure è stato accolto positivamente da alcuni dei lettori successivi). E se l'ho fatto di là a beneficio dei milioni di lettori di Sofri, perché non farlo di qua, a beneficio dei miei venticinque? (Ovviamente per capire il mio commento occorre leggere prima il post di Sofri, ma è giusto, occorre andare in sequenza).
Ci sono troppe cose che non tornano sul comportamento del ministro.
Ma mi atterrò al gioco delle domande e quindi esporrò le mie perplessità soltanto su un aspetto di questo gioco: Luca si concentra quasi solo sulla seconda azione della Cancellieri, quella del 18-19 agosto, allorché il ministro (sapendo che Giulia Ligresti è “a rischio”) decide di “sensibilizzare” l’amministrazione carceraria (vedi ricostruzione Ansa).
Volendo fare un servizio completo Luca avrebbe dovuto dedicarsi (ponendoci altre domande, e più specifiche per la fase precedente) anche alla prima telefonata, quella del 17 luglio. Il 17 luglio è il giorno stesso dell’arresto dei Ligresti & C. In quel frangente l’allora ministro di Giustizia non sa e non può ancora sapere se ci sono detenuti “a rischio”: del resto i ragazzi, il vecchio e i soci sono stati appena arrestati (e infatti la Cancellieri al telefono nemmeno menziona Giulia) e nemmeno può sapere in quali condizioni siano detenuti.
Diciamo che gli arresti, dal tono della telefonata, le stanno sulle balle “a prescindere” (in particolare, si direbbe sempre dal tono, quello del vecchio Salvatore). E infatti non aspetta tempo: telefonando alla Fragni (ripeto: il giorno stesso dell’arresto) dice: “non è giusto” e “qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti”. Peccato che lo dica da Ministro della Giustizia e prima ancora che qualsiasi problema di detenzione “a rischio” sia insorto.
Urgono quindi nuove domande specifiche “per aiutarci a riflettere” anche su questa prima fase.
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sabato 26 ottobre 2013
Le avventure di Piersky
Soggetto per un corto (lungo) o anche per un lungo (corto) o per un medio (medio). In una livida Berlino (ma l'opera può essere ambientata anche in una livida Parigi o in una livida Torino, se le rispettive film-commission coprono la produzione di sufficiente denaro) Piersky, un fantomatico artista (o forse UNA fantomatica artista o persino un fantomatico collettivo di artisti), ispirato al 50% da Piero Manzoni e al 50% da Bansky, appone chili di "merda di artista" (disposta talvolta in eleganti ghirigori astratti, talaltra in efficaci soggetti figurativi) sulle facciate dei condomini del centro.
Nonostante le migliaia di telecamere in funzione, le azioni di Piersky sono sempre così rapide ed efficaci da gabbare qualsiasi sistema di sorveglianza.
La città si divide: il sindaco, supportato dalla maggior parte dell'opinione pubblica, dai condomini, dai media mainstream, rivendica l'inviolabilità della proprietà privata e lo scarso valore artistico dell'operazione, ma ben presto si addensa una fazione opposta trasversale composta da critici d'arte, amministratori dei condomini (che vagheggiano faranoiche creste sui lavori di ripulitura), centri sociali e da alcuni importanti influencer (blogger, twitstar e da uno dei giudici di X-Factor che molti sospettano fare parte del collettivo artistico in prima persona) i quali ritengono Piersky il più creativo antagonista della visione capitalistica. Infatti, molto più radicale di Maurizio Cattelan (e del suo dito) e di Paul McCarthy (e della sua merda in marmo, nella foto de La Repubblica, qui sopra), Piersky, vero interprete e cantore del disagio contemporaneo, utilizza infatti vera merda umana (come confermano le analisi del Ris di Parma (o l'omologo del CSI di Berlino o di Parigi, di solito si riescono a ottenere dei fondi per la produzione anche da lì...).Mentre la livida Berlino/Parigi/Torino è avvolta nel fetore e le forze dell'ordine brancolano nel buio, una giovane giornalista gnocchissima (una livida Natalie Portman, una livida Rachel McAdams (nella foto a destra), o persino una livida Mila Kunis, a seconda di chi viene via a meno) riesce a determinare la vera identità di Piersky, quand'ecco che..."
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mercoledì 16 ottobre 2013
Milano siamo noi (ovvero Erick Thohir = Rock Hit Heir)
Non dite che non ce l'avevano fatto capire qualche anno fa. Ricordate la maglia del centenario? In qualche modo conteneva già il nostro destino (la maglia è quella originale, il riquadro nero è mio).
Non sono certamente tra quelli che si stracciano le vesti per l'acquisto da parte di Erick Thohir delle quote di maggioranza della squadra per cui faccio il tifo. Trovo anzi un po' razzista l'atteggiamento di diffidenza riservato a lui da molti commentatori per il solo fatto di riferirsi a un indonesiano. Certamente sarebbero stati più teneri con un americano, un tedesco o un argentino, ma tant'è: ognuno è responsabile delle proprie perversioni.Alcuni milanisti in questi giorni sottolineano che, adesso più che mai, Milano sono loro. Ora è certamente vero che i proprietari di Milan e Inter sono nati l'uno a Milano (Silvio Berlusconi) e l'altro a Giacarta. Ma, tanto per iniziare, Berlusconi glielo lasciamo tutto intero e in secondo luogo Milano, la nostra amata città di Milano, è diventata grande nel tempo proprio per aver saputo accettare e mettere all'opera gente arrivata da tutto il mondo. Secoli fa erano persone giunte in città dai paesi tutt'intorno: tutti questi Mandelli, questi Lissoni, questi Comi, questi Vimercati che abitano a Milano da dove credete che arrivino? Da Mandello per l'appunto, da Lissone, da Como, da Vimercate: sono genitivi locativi diventati cognomi. Via Ciovasso e via Ciovassino, nel cuore di Brera, si chiamano così perché erano abitate da famiglie originarie di Chivasso (Ciovàs). Poi c'è stata l'immigrazione dal Veneto, dalla Toscana, dal Mezzogiorno (io stesso sono un mix di antenati milanesissimi, pavesi, toscani e pugliesi). Poi quella da paesi sempre più lontani. Se, in qualche ora di carrozza, secoli fa si arrivava da Oggiono o da Vigevano ora, nello stesso tempo, si arriva da Giacarta: il concetto, e il tempo, è lo stesso. Ma la cosa fondamentale è che da ognuno di questi arrivi Milano ha saputo trarre motivo di orgoglio e di sviluppo. Se, anzi, avesse saputo farlo ancora di più, beh ora, chissà, forse sarebbe arrivata al livello di New York. Quindi aprirsi allo "straniero" non solo è molto furbo, ma è anche molto milanese. Amici nerazzurri, ora più che mai, Milano siamo noi, proprio perché siamo internazionali, anzi: siamo l'Internazionale.
Tra l'altro: l'anagramma di Erick Thohir è "Rock Hit Heir", ovvero: l'erede di un successo rock. E chi è pù rock dell'Inter? E per rimarcare ancora meglio il concetto che Milano è diventata grande grazie agli apporti di tutto il mondo, ecco alcune terzine dantesche lette oggi a Caterpillar AM (Radio2 RAI) e una seconda versione della bandiera indonesiana.
Indi si fece un uom più presso a me
Eh, nel duemiladieci, l'un-due-tre,
ci ha fatto divertire come matti
con Mou con Julio Cesar e Milito,
ma un nuovo giorno porta nuovi patti”
Ai più parea sereno, ma avvilito
sembrava a me che allor per consolarlo
dissi: “Ma presidente è già pentito?
Lo vedo che si porta dentro un tarlo.
Non se la prenda e pensi che Milano
ha sempre aperto a tutti, è giusto farlo,
venissero da Bresso o da lontano
da Napoli, da Lima o da Pretoria.
Che cosa vuol che sia un indonesiano?
andremo tutti insieme alla vittoria”.
(Dal Paradiso Novo)
sabato 28 settembre 2013
Facebook - Sette categorie di "amici" da eliminare
Forse dovremmo tutti fare un po' di pulizia tra i nostri contatti Facebook. Sicuramente devo farlo io che per un certo periodo ho accettato praticamente tutti. All'inizio-inizio ero più selettivo, poi ho sbracato finché non sono arrivato a 5000 amici, (eliminandone solo 3-4 davvero molesti), con il risultato che ora i nuovi contatti veri, quelli della vita reale, non riescono più ad essere aggiunti perché Facebook non ci fa andare oltre le cinque migliaia (una restrizione tutto sommato ragionevole, ma che ti costringe a un po' di doverosa manutenzione degli elenchi).
Pertanto, seguendo criteri precisi ho messo giù una prima lista di circa 250 nomi che, a prima vista, potrei tranquillamente eliminare. Essendo molto prudente non li eliminerò di colpo, ma li inviterò tutti a un evento “Permanenza tra gli amici” e poi deciderò in base alla loro partecipazione all'evento e ai loro eventuali commenti. Vediamo di chi si tratta (gli esempi citati sono tutti veri nomi di alcuni dei miei 5000 amici).
Premettendo che il mio contatto ideale segue il modello Nome Cognome (preferibilmente il Nome e il Cognome di qualcuno che conosco, come Filippo Rossi o Laura Carcano) e già la presenza di un soprannome, oppure la versione Cognome Nome, oppure l'uso di maiuscole o minuscole a caso mi turba un po', (anche se poi alla fine ho sempre accettato tutti) ecco le sette categorie che inizierei a eliminare.
1) Società (es. Punto Ufficio Scuola, Vertical Garden Mosstile) o esercizi commerciali (es. Piadineria Riccione, Gelateria L'Era Glaciale, Fotofficina Putignano). Posso esserne amico del titolare o di un impiegato, ma come faccio a essere amico di una piadineria o di un agriturismo?
Qui l'eliminazione si imporrebbe anche solo per evitare due rischi: A) La duplicazione: potrebbe infatti capitare che su Facebook io sia “amico” sia del titolare, sia della sua piadineria e, per avere questo doppione, mi tocchi lasciar fuori qualche amico vero, fermo restando che nella Piadineria Riccione io non ho mai messo piede L'altro rischio è di venire usati semplicemente per fare numero e garantire alla Gelateria L'Era Glaciale o alla Park View Viaggi della visibilità indebita. Suggerisco pertanto alle persone che fanno riferimento a queste società di chiedermi, se lo ritengono, l'amicizia come individui.
2) Esiste poi una categoria un po' più vasta di associazioni politiche-sociali-culturali, redazioni, case editrici, gruppi musicali, teatri e organizzazioni varie che nel mio caso vanno da Giovani Socialisti Bergamo a FIOM-Cgil Lombardia, da Bluradio Veneto ad Anpi Monterotondo, dai Contadini Cucinieri fino al Club Tenco Sanremo e che assomigliano in qualche modo ai membri della categoria 1, ma con alcune differenze. Intanto per molti di loro so di chi si tratta e quindi, spesso, ho per loro un maggiore apprezzamento di quanto ne possa avere per uno sconosciuto negozio di Putignano. O anche un assoluto apprezzamento, come nel caso di Libera.
Ma mi domando se non esista un metodo più razionale anche su facebook (ad esempio la mia eventuale iscrizione alla pagina pubblica del Club Tenco o di Bluradio Veneto) per essere informato delle loro iniziative. A sua volta il singolo redattore di Bluradio Veneto può tranquillamente chiedermi l'amicizia o iscriversi alla mia pagina pubblica per essere informato dei miei update.
Un esempio eventualmente da seguire, per loro, è quello di Nicoletta Fabrizio dell'associazione Yowras che si è iscritta a Facebook come Nicoletta Fabrizio Yowras, così io che sono amico suo, mi ricordo che lei è la referente dell'associazione, senza aver bisogno di essere amico dell'associazione, (posso semmai essere iscritto alla pagina pubblica dell'associazione, ma questo è un altro paio di maniche).
3) Esistono poi una serie di nomi assolutamente “misteriosi” (“Cosa facciamo stasera” oppure “Una vacanza dimenticabile”). Perché dovrei esserne amico? Eppure è così. Se dietro a questi nomi si nascondono persone in carne e ossa, ebbene che si svelino e mi chiedano l'amicizia come tali e poi eventualmente mi chiedano di seguire la pagina pubblica delle loro iniziative, ammesso che ne esistano.
4) Simile alla numero 3) è la categoria dei nomi fake, fasulli (come Francis Scott Fitzgerald, Eva Kant, Franco Califano, Paolino Paperino o Nikolaj Lenin). Escludendo che si tratti dei titolari, in quanto spesso morti o mai esistiti, c'è una remota possibilità che anche dietro questi paraventi si celino persone in carne e ossa davvero interessate a una amicizia reciproca (e allora, anche loro, che si svelino), ma più spesso l'adozione di questi nomi è una pirlata fine a se stessa.
5) Una categoria molto simile alle ultime due è quella dei nomi-minkiata. Tra queste segnalo ad es. Lognomo Gnomo o Nut Ella o anche solo C'est moi. Anche qui vale il discorso “svelatevi”. Menzione particolare per “Carletto Sonofattimiei”. Se sono fatti tuoi perché dovrebbero essere anche miei?
6) Un'ultima piccola categoria è quella degli animali domestici. Questa è una categoria eroica, che nei primi tempi di Facebook poteva anche avere un suo tenero senso. Un paio di amici hanno iscritto i propri cagnolini o gattini (Otta Ottona e Olgaeteo Jackrussel). Li eliminerei, visto che, almeno nel primo caso, sono già amico, anche su Facebook, di entrambi i coniugi titolari e quindi posso essere agevolmente informato delle loro novità (e loro delle mie) utilizzando le nostre rispettive pagine. Un po' mi spiace farlo, ma considerando anche che io non ho iscritto Napo, beh tutto sommato non vedo perché non escludere anche loro per fare spazio a qualche amico vero.
7) La settima categoria è quella più numerosa, ma va oltre questo primo stock di 250 nomi da eliminare. Si tratta della cosiddetta “maggioranza silenziosa”. Sono i supposti amici “solo di Facebook” di cui non sappiamo niente e con cui non ci diciamo mai niente. Mai un commento, mai un like, mai un messaggio. Spesso, con le recenti restrizioni di Facebook, non vediamo più nemmeno i reciproci cambi di stato. Ma andare a pescare chi siano questi amici dormienti non è così facile. Quasi certamente esistono dei tool per farlo, ma per il momento non ho tempo né voglia di cercarli.
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