sabato 4 ottobre 2014

Sulo a Napule 'o ssanno fá?


Non ho viaggiato moltissimo, ma in tutti i paesi che ho visitato mi è capitato di bere con discreta soddisfazione del caffè. A Londra, Parigi, Chicago, Istanbul, Pechino, Cabo San Lucas e persino a Bolzano. Certo ogni volta era diverso, non sempre buonissimo, ma tutto sommato devo dire che i peggiori caffè li ho bevuti in Italia. 

Certo, la proliferazione degli Starbucks offre facili contro-argomentazioni a chi non la pensa come me, ma questa cosa che il vero caffè lo si possa gustare solo a Napoli, e neanche in tutta Napoli, ma solo alla Caffettiera in Piazza dei Martiri, ed esclusivamente se ordinato in piedi al bancone, bollente, senza zucchero, con i 20 centesimi nel piattino e con il bicchiere di acqua fresca, l'ho sempre trovata molto provinciale.

Con gli anni ho iniziato ad apprezzare i vari tipi di caffè, certo tutti "più lunghi" di quello italiano, ma molto diversi l'uno dall'altro e comunque interessanti. Ricordo che alla mensa IBM di Rochester, Minnesota, a un certo punto installarono un banchetto che distribuiva il caffè espresso. I miei colleghi locali lo guardarono per qualche giorno con sospetto, poi li invitai ad assaggiarlo e, superata la costernazione per la quantità di liquido distribuito, alla fine lo gradirono, o forse fecero solo finta di gradirlo, per compiacermi.

Io nel frattempo avevo iniziato ad apprezzare il loro beverone. Tanto che negli alberghi ora la mattina per fare colazione cerco sempre quello lì. All'estero lo si trova sempre, mentre in Italia per farmi capire dai camerieri chiedo "il caffè dei tedeschi" o "il caffè lungo nel bricchetto". Se chiedo il black coffee non capiscono e se chiedo quello americano, quelli che non hanno il beverone, credono di accontentarmi portandomi un espresso schifoso allungato con dell'acqua bollente. Ma fortunatamente molti alberghi hanno "il caffè dei tedeschi".

In questi giorni, sto ad esempio gustandomi il caffè puro arabica che ci ha portato da Giacarta la nostra amica Yuli, lo lascio in infusione qualche minuto, poi lo filtro, anche se la regola prevede di lasciarlo solo depositare, aggiungo zucchero e lo bevo con molto piacere. E per irritare ancora di più i puristi lo metto nella tazza del Nescafè Red Cup, che è pure, per me, molto buono. Come è buonissimo anche quello turco che ti servono sulla splendida piazzetta di Ortaköy guardando il Bosforo, e certo, quello di piazza dei Martiri, ma persino alcuni di quelli di Starbucks.


1 commento:

Gabriele Rocchi ha detto...

Sono completamente d'accordo con te Marco. Adoro Starbucks (e simili: Nero, Costa, ecc...), dolci e schifezze varie incluse così come il Wi-Fi gratis, potentissimo e senza registrazione!