lunedì 6 gennaio 2014

Cesare deve partire

Per rimanere su temi di strettissima attualità, negli ultimi giorni riflettevo sul fatto che Giulio Cesare, alla fin fine, ha potuto girare per la città Roma, bullandosi della propria leadership, per pochissimo tempo, non siamo molto lontani da poco di più di un anno complessivamente. L'immagine di Cesare che guarda Roma come "cosa propria" è uno spettacolo a cui si è potuto assistere per poco più di un istante.
Non sto tentando di sminuirne la figura, che non sarà mai sopravvalutata: di fatto con le sue dittature ha introdotto una svolta radicale nella storia delle istituzioni romane, senza dimenticare la sua grandezza come generale, come scrittore, e considerando anche la traccia che ha lasciato, direttamente o indirettamente, nella nostra vita di tutti i giorni: dalla riforma del calendario, con il mese di luglio che porta ancora il suo nome, alle varie denominazioni di monarchi che a lui si riferiscono (zar, kaiser e, a quanto pare, anche scià).


Dico solo, che nei circa quattro anni della propria leadership Giulietto non era a Roma praticamente quasi mai. Appena arrivava a Roma, Cesare doveva sempre partire (per combattere, ovviamente).

Qui ci vorrebbe un esperto di storia romana (se qualcuno legge, si palesi) per fare il calcolo esatto dei giorni in cui Giulio è rimasto in città come capo supremo, considerando anche il fatto che la durata degli anni prima del 45 a.C. (anno in cui lo stesso Giulio introduce il calendario "giuliano") era ballerina, perché in alcuni anni, a discrezione del pontefice massimo (che decideva anche in base al fatto che gli stessero simpatici o meno i consoli di quell'anno) veniva introdotto un mese interstiziale, detto anche mercedonio, di ventidue giorni, dopo il 23 o il 24 febbraio e quindi alcuni anni duravano 355 giorni mentre altri 377 o 378 giorni. Una procedura questa che, negli anni, aveva portato a spostare le date di equinozi e solstizi. Per riportare tutto in pari Giulio Cesare decise di prolungare proprio uno dei quattro anni che ci riguardano: il 46 a.C. (che si aggiudica così la palma di anno più lungo della storia) fino a farlo durare 445 o 446 giorni (non c'è accordo neanche su questo tra gli storici) introducendo, oltre allo stesso mercedonio, anche un paio di mesi interstiziali di 33 e 34 giorni, tra novembre e dicembre.

Detto questo cerchiamo di fare un calcolo di quanti giorni Cesare sia restato a Roma da leader. Qui, mi scuso con i puristi, ma mi baso sulla voce di Wikipedia (alla quale, peraltro, ho contribuito, cercando qua e là in rete testi autorevoli).

Il Rubicone, traendo il dado, viene varcato da Cesare il 10 gennaio del 49 a.C., ma lui arriva a Roma solo il primo di aprile sempre del 49 a.C. e se ne riparte solo una settimana dopo. Qui, se non sbaglio, non è più, formalmente, proconsole delle Gallie, né console (lo era già stato, lo sarà di nuovo) e non ancora dittatore. Ma ha sufficiente autorità di fatto per incamerarsi le ricchezze dell'erario. Quindi, se vogliamo possiamo anche conteggiare questa settimana. 

Cesare parte per la Spagna a caccia di pompeiani, vince, e poi ai primi di dicembre, sempre del 49 a.C. torna a Roma, dove diventa dittatore, ma resta solo per undici giorni, poi parte per i Balcani, via Brindisi, stavolta a caccia del capo dei pompeiani: Pompeo, per l'appunto. Il 9 agosto del 48 a.C. Cesare vince a Farsalo, ma poi insegue ulteriormente il suo ex-alleato Pompeo in Egitto, dove però viene preceduto dal faraone: perché il 29 settembre del 48 a.C. Pompeo è ucciso da Tolomeo XIII.

A questo punto entra in scena la bella Cleopatra VII, sorella di Tolomeo, che irretisce il sopraggiunto Cesare (o viceversa, oppure si irretirono entrambi, ma poco importa) il quale la ingravida (nascerà Cesarione) e poi la favorisce nella successione al trono. I due amanti vengono allora assediati nel palazzo dove restano per mesi, finché non riescono a fuggire con l'arrivo di rinforzi. 

Qui non mi risulta nessun rientro a Roma (e siamo fermi a 7+11=18 giorni), perché Cesare va direttamente nel Ponto a combattere contro Farnace II, che sconfigge a Zela (siamo nell'attuale nord della Turchia) il 9 agosto del 47 a.C. Il conto è ancora fermo a 18 giorni passati a Roma e le idi di marzo del 44 a.C. sono dietro l'angolo. Vabbè che il 46 a.C. sarà lunghissimo, ma Cesare quanto governa su Roma, da Roma?

Qui finalmente il nostro torna a Roma, la data non la so, stiamo larghi e immaginiamo che sia arrivato a fine agosto. E allora calcoliamo al massimo quattro mesi (quasi tutti da verificare). Sì perché il 28 dicembre, sempre del 47 a.C. l'irrequieto è già in Africa, dove alcuni irriducibili pompeiani, alleati con il re di Numidia, vogliono essere sbaragliati a Tapso il 6 aprile del 46 a.C. E ci riescono. 

Cesare torna a Roma il 25 luglio e dà il via ai trionfi (quattro diversi: per le vittorie in Gallia, Egitto, Ponto e Africa) tra luglio e settembre "e già sul finire del 46 a.C. Cesare fu costretto a recarsi in Spagna". Così dice wikipedia. Ora il 46 a.C. è quell'anno bastardo che dura 445 giorni con i due mesi interstiziali, dopo novembre. E poi cosa vuol dire "sul finire?". Volendo considerare tutti i giorni residui (considerando che è tornato il 25 luglio, che luglio e ottobre duravano 31 giorni e gli altri mesi 29, che, solo per quell'anno c'erano i due mesi interstiziali di 33 e 34 giorni dopo novembre) il totale sono 220 giorni. Vogliamo toglierne almeno 10 giorni per il viaggio e poi perché la voce dice "sul finire" del 46 e non "all'inizio" del 45 a.C.? A essere larghi sono sette mesi (anche questi quasi tutti da verificare). In totale siamo ancora a meno di un anno totale.

In Spagna Cesare vince, a Munda, nell'attuale Andalusia, il 17 marzo 45 a.C., ma torna a Roma solo "nell'ottobre" (del 45 a.C.). Cito sempre Wikipedia. Anche a voler essere buoni e ammettere che sia tornato il 1° di ottobre, restano 5 mesi e mezzo alle fatali idi di Marzo del 44 a.C. (il calendario è ormai "quasi" quello attuale). Quindi, siamo buoni, diamo altri cinque mesi e mezzo, in cui succede di tutto, compresa l'assunzione della dittatura perpetua.

Tiriamo le somme: pur essendo stati larghissimi abbiamo calcolato 17 mesi e 3 giorni. Insomma Cesare è stato "da Cesare" a Roma per meno di un anno e mezzo. 

I fenomeni brevi con grandissimo impatto (nel bene e nel male) mi avevano sempre affascinato: gli 8 anni dei Beatles (dal primo disco), i 12 anni del nazismo, lo stesso anno e mezzo di occupazione tedesca in Italia nel 1943-45). Ora ne ho scoperto uno in più.






1 commento:

Abo Tufano ha detto...

Che si tratti i calcio, di musica, di politica o di storia antica (sempre la stessa storia?) leggerti mi inorgoglisce sempre pensando alla nostra amicizia, pur su sponde calcistiche di universi paralleli e per questo quasi mai convergenti. Sto leggendo il meraviglioso libro che mi hai regalato (le correzioni, ndr)e ho gia pianto due volte... Ne parleremo quando torno dalla mia trasferta oltreoceano, magari festeggiando insieme il tuo compleanno (e stavolta tocca a me offrire!), un grande abbraccio. Alberto